Tempo fa ascoltavo distrattamente un’intervista radio a una giovane artista emergente. L’intervistatore, un tipo saccente ed evidentemente snob, ironizzava sulla sorella di questa cantante, che aveva scelto di vivere nel luogo di origine e di creare una famiglia tradizionale, nonostante la laurea in Ingegneria. La cantante affermava di essere certa che la sorella avesse scelto in modo consapevole, non per rinuncia o condizionamento familiare. Ma l’intervistatore, con la solita ironia pungente, incalzava dicendo che non era così. Perché parto da questo esempio per parlare di semplicità?

Perché purtroppo abbiamo spesso un’idea distorta della vita e crediamo che per “essere qualcuno” sia necessario fare cose e scelte memorabili. A mio parere non è affatto così. Per essere qualcuno basta essere se stessi. E se questo significa fare scelte di vita semplici, apparentemente normali, insulse, tradizionali, poco degne di attenzione, fa niente. Purtroppo questa idea di successo distorta ci ha allontanati progressivamente dalla nostra autenticità, inducendoci a rincorrere modelli vincenti, o considerati tali, pur di non apparire banali, normali, persone qualunque. Ci siamo costruiti castelli in aria, obiettivi che non ci appartengono, falsi desideri, pur di rispondere alle aspettative di una società evidentemente bizzarra. E vergognandoci di dedicarci a una vita troppo semplice e insulsa, per quanto appagante, abbiamo iniziato a rincorrere modelli che non fanno per noi.

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Ci siamo convinti che, questa vita, per essere degna di essere vissuta, debba assomigliare a quella delle celebrità, degli artisti di successo, dei milionari. Altrimenti che senso ha! E invece un senso ce l’ha eccome, anche per quella “sorella” che pur essendo laureata, sceglie una vita fatta di piccole cose, per lei importantissime. Chi può dire che la sua scelta sia meno coraggiosa di chi fa imprese memorabili? In una società come la nostra, che premia spesso l’apparenza sebbene pian piano le cose stiano cambiando, scegliere di condurre un’esistenza “normale”, fatta di piccole soddisfazioni quotidiane che non richiedono lanci dal paracadute, sniffate emotive, giri in montagne russe per sentirsi vivi e unici, è una scelta assai coraggiosa. Quante persone meravigliose, estremamente evolute e ricche, si celano dietro apparenze insulse. Ma non ce ne accorgiamo avviluppati come siamo dalla ricerca dello straordinario.

Lo stesso atteggiamento “grandioso” ci induce a dimenticare la bellezza delle piccole cose, della semplicità. Un fiore che emana bellezza non sa di niente per chi é abituato alle tinte forti. La semplicità di un buon tè caldo è nulla per chi si nutre di sniffate emotive. E invece è proprio ricominciando ad apprezzare la normalità, emozionandoci per un abbraccio, un pranzo in compagnia delle persone care, un gesto di cortesia, che possiamo riscoprire la nostra vera essenza, senza bisogno di fare cose grandiose per sentirci degni di vivere. Siamo certi che le celebrità cui volgiamo lo sguardo con un misto di ammirazione e invidia, siano persone felici? Alcune lo saranno, questo è certo, ma la serenità non dipende solo dal successo, dalla fama, dalle imprese memorabili.

La natura ci insegna l’importanza della semplicità

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Il successo di ciascuno non è misurabile solo in base agli obiettivi raggiunti o a quanto siamo apprezzati all’esterno, dipende piuttosto da quanto siamo fedeli a noi stessi. Perché solo quando ci dedichiamo al nostro progetto di vita autentico, solo quando riconosciamo la nostra vera natura, solo quando comprendiamo se siamo un pino anziché una betulla, possiamo fiorire davvero, con gli inevitabili cambiamenti di percorso e gli altrettanto inevitabili alti e bassi. Smettiamola di invidiare le vite altrui, concentriamoci sulle nostre. Siamo meravigliosi anche se il nostro compito consiste nel rendere più bella la vita di chi ci circonda piuttosto che arrivare sulla luna.

In natura tutto è così semplice e saggio: una betulla sa di essere betulla e si limita a fare la betulla, non invidia l’abete, il frassino o il pino perché sono più alti, più bassi, più verdi, più gialli. Ognuno ha il suo compito e anche se qualche albero si avvicina maggiormente al cielo, gli arbusti che stanno in basso sono altrettanto importanti per la sua sopravvivenza. Tutto ha un senso e nulla è vano. “La natura tende sempre ad agire nel modo più semplice”, diceva Jacques Bernoulli. Perché noi esseri umani fatichiamo tanto a capirlo? Perché invidiamo gli altri “alberi” anziché concentrarci sulla nostra natura dando il meglio di noi stessi nell’ambito che ci appartiene, che ci rappresenta e che, quindi, ci appaga? Credo che riscoprire la semplicità sia il primo passo indispensabile per riappropriarci di noi stessi.

Laura De Rosa

yinyangtherapy.it