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Rassegna Etica

Pittura emozionale: cos'è, a cosa serve e come funziona

Di Laura De Rosa - 3 Marzo 2016

La pittura emozionale, come suggerisce il nome, favorisce l’espressione delle emozioni attraverso la pittura. Esistono numerosi corsi ad hoc, ognuno dei quali spiega passo passo come imparare a dipingere le emozioni, indipendentemente dal livello di bravura o esperienza in ambito artistico. Ma a cosa serve tutto questo? A ristabilire un contatto con il mondo interiore, con le parti di noi stessi che ci sono ignote.

Gli obiettivi principali della pittura emozionale

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Sebbene sussistano alcune differenze nei diversi corsi di pittura emozionale, a seconda dell’interpretazione degli “insegnanti”, si possono individuare alcuni obiettivi principali. Primo fra tutti l’offrire ai partecipanti una tecnica semplice ed efficace per entrare in contatto con la propria interiorità. In secondo luogo fornire esercizi mirati in grado di favorire una ricerca creativa di tipo personale e proporre un’esperienza appagante e divertente. Per quanto riguarda gli elementi base della pittura emozionale si annoverano: colore, attraverso cui si risvegliano le emozioni, movimento, che simboleggia l’espressione del sé e la sua trasformazione, forma, che è il contenitore dell’identità di ciascuno, consistenza, che rappresenta la presenza.

A cosa serve

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Lo scopo è permettere alle persone l’espressione di emozioni negate, represse. La pittura emozionale, in tal senso, rappresenta uno strumento per dare voce alle emozioni profonde, imparando a prestare loro ascolto, in modo da acquisire pian piano la capacità di fluire liberamente con la vita. Le emozioni represse si trasformano infatti in blocchi limitanti ed è importante lasciarle scorrere, accettarle, comunicare con loro.

Durante i corsi di pittura emozionale capita spesso di ricontattare parti sconosciute di se stessi, che escono alla scoperto grazie a questa tecnica creativa, libera da condizionamenti e regole limitanti. Senza contare che esprimere liberamente la propria creatività rappresenta un’opportunità meravigliosa per ampliare gli spazi della nostra vita, aiutandoci a ritrovare fiducia nelle nostre capacità e potenzialità.

A chi è adatta

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La pittura emozionale, secondo i praticanti, è adatta a un pubblico eterogeneo. Non è necessario saper dipingere, unico requisito è il desiderio di mettersi in gioco, di conoscersi meglio. A differenza della pittura classica, quella emozionale si propone lo scopo di liberare le emozioni, ritrovare la creatività perduta, rilassarsi, conoscersi, esprimersi senza paura e, non in ultimo, condividere l’esperienza con il resto del gruppo.

Come funziona

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Premesso che i laboratori di pittura emozionale vengono gestiti in maniere diverse a seconda di chi li propone, in via generale si inizia da alcuni schemi grafici che vengono progressivamente modificati dai partecipanti, ognuno dei quali contribuisce a suo modo. Quindi si tratta di un’esperienza sì personale ma anche collettiva ed è attraverso questa integrazione che si impara a riconoscere aspetti di se stessi ignoti. Le tecniche impiegate, come i materiali, sono a loro volta molteplici. I partecipanti, attraverso la pittura spontanea e meditazioni ad hoc, superano i propri limiti, entrando in contatto con parti inconsce.

Emozioni e pensieri fluiscono liberamente nel dipinto, favorendo una maggiore consapevolezza di se stessi, ma anche l’individuazione di blocchi e conflitti interiori. Parte integrante della pittura emozionale è il movimento corporeo, attraverso il quale, assicurano i praticanti, è possibile sciogliere le tensioni accumulate in modo da aprirsi all’ascolto dell’inconscio, che viene poi espresso creativamente con la pittura. Il percorso, in realtà, può essere eseguito anche individualmente o in coppia, sebbene molto spesso venga proposto in gruppo. I corsi prevedono spesso tecniche di Counseling che consentono agli insegnanti di individuare gli argomenti su cui lavorare. In altri casi, per esempio nelle sessioni di gruppo, l’argomento principe viene scelto dal facilitatore. I lavori vengono poi interpretati in modo da fornire una mappa d’orientamento ai consultanti.

Arte terapia: cos’è

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Un’altra tecnica i cui scopi si avvicinano a quelli della pittura emozionale è l’Arte Terapia, percorso che si affianca a una terapia psichica e ricorre ad attività artistiche visuali (ma anche danza e musica) per aiutare le persona a crescere dal punto di vista emotivo, affettivo, relazionale favorendole la consapevolezza interiore. In questo caso l’opera non viene solitamente interpretata visto che si dà importanza all’atto del creare, quindi al processo artistico anziché al risultato finale, sebbene quest’ultimo offra sicuramente spunti di riflessione interessanti.

Anche l’Arte Terapia non prevede abilità particolari, tutti possono praticarla poiché ciò che conta è esprimere se stessi, la propria essenza, indipendentemente dal valore estetico dell’opera. L’arte, in tal senso, si rivela utilissima poiché è una tecnica sensoriale, e corporea, che include sensazioni di ogni genere: acustiche, visive, olfattive e via dicendo. Inoltre permette di esprimere le emozioni e i processi cognitivi attraverso la creatività e la simbolizzazione, che consente di dare una forma alle esperienze interiori. Rispetto all’espressione verbale, l’arte ci permette di accedere all’interiorità e alle nostre risorse in modo più diretto, senza filtri mentali, senza rischio quindi di mentire, come spesso accade quando ci raccontiamo attraverso le parole.

E’ più facile esporsi disegnando perché le barriere mentali si riducono. E’ quindi un potentissimo strumento di comprensione di se stessi, in grado di aiutarci a elaborare la nostra storia personale e di condividerla con altre persone, in uno scambio reciproco di impressioni, sensazioni, emozioni.

Laura De Rosa

www.yinyangtherapy.it

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