Damanhur, “città della luce”, è una Federazione di comunità ubicata a nord di Torino, nella Valchiusella, fondata da Oberto Airaudi nel 1975. Il nome deriva dall’omonima città egiziana, un tempo sede del tempio di Horo. Avviato come esperimento sociale teso a dimostrare che l’umanità può salvarsi dal disastro morale ed ecologico attraverso una vita di comunità impregnata di misticismo, oggigiorno conta moltissimi abitanti e simpatizzanti.

Si tratta di una microsocietà autosufficiente, un ecovillaggio italiano con una Costituzione autonoma, ministeri del commercio, della cultura, delle finanze, una moneta interna, il cosiddetto credito, una bandiera, servizi sanitari e scolastici. All’interno della comunità esistono quattro tipi di cittadinanza: i cittadini residenti di livello A, di livello B, i non residenti di livello C, i non residenti di livello D. I livelli dipendono dal grado di presenza a Damanhur, dal rispetto per i principi e le leggi costituzionali. Ma Damanhur in realtà è aperta anche a semplici curiosi tant’è vero che organizza abitualmente corsi e stage per visitatori e simpatizzanti. Ha anche un’Università, la Damanhur University, che promuove corsi nelle diverse sedi tutto l’anno. Fra le tematiche più gettonate spiritualità, crescita personale, sostenibilità, arte, guarigione. Damanhur ha instaurato rapporti di vario genere con numerosi gruppi simili: essa aderisce per esempio alla Rete Italiana Villaggi Ecologici e al Gen-Europe, Global Ecovillage Network.

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Sebbene nel corso del tempo la filosofia spirituale di Damanhur si sia parzialmente modificata, alcuni principi base sono rimasti immutati. Innanzitutto l’idea che la vita sia un cammino di tipo evolutivo e che sia necessario individuare logiche alternative per percepire la realtà. E ancora si parla di necessità di integrare maschile e femminile, del bisogno di trasformazione continua, della capacità di affrontare le incertezze, dell’apertura verso gli altri e della scoperta della propria natura divina. I rituali piccoli e grandi, così come i simboli, sono parte integrante della vita dei damanhuriani. Ed ecco che gli alimenti, per esempio, vengono sottoposti ad apposite purificazioni rituali prima di essere consumati, le case a loro volta vengono purificate, si praticano rituali tesi a salutare e ringraziare gli spiriti.

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A onor del vero, Damanhur è stata oggetto nel corso del tempo di diverse critiche: c’è chi l’ha addirittura tacciata come setta a causa di alcune caratteristiche tipiche come la manipolazione, l’obbedienza assoluta, l’allontanamento dai familiari. E gli stessi ex abitanti, in alcuni casi, hanno riportato segnalazioni negative. Purtroppo capita che progetti molto interessanti devino nel corso del tempo dagli intenti nobili che li hanno originati e, non avendo esperienza diretta con gli abitanti di Damanhur, non escludo alcuna ipotesi, positiva o negativa che sia. Detto ciò, sono convinta che una visita a Damanhur, in particolare ai meravigliosi Templi dell’Umanità, male non faccia. D’altronde visitare una Chiesa, una Moschea o qualunque altra costruzione sacra non implica necessariamente l’adesione a un credo. In tale ottica siamo liberi di curiosare ovunque ed è questo lo spirito con cui affrontare, se lo vogliamo, un viaggio ai Templi, sempre che non vi sia un profondo interesse per i valori di questa comunità.

I Templi dell’Umanità di Damanhur

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I Templi dell’Umanità, indipendentemente dalla condivisione dei valori di Damanhur, sono un autentico gioiello artistico. Un complesso ipogeo interamente scavato in una collina della Valchiusella, intriso di simbologie sotto forma di mosaici, pitture, decorazioni, sculture, vetrate. La costruzione è stata realizzata dai damanhuriani nel corso del tempo e si caratterizza per il susseguirsi di diverse sale, scale, corridoi per un totale di 8500 metri cubi distribuiti su 5 livelli. I templi, realizzati con scavo manuale e strumenti elementari, sono collocati a 600 metri sul mare, riconosciuti addirittura come l’opera ipogea più grande del mondo. Le numerose sale sono dedicate a diversi elementi: la Terra, i Metalli, il Labirinto, l’azzurro, l’acqua, l’aria, le sfere. I templi sono aperti a tutti i visitatori che, in questo paradiso architettonico, possono dedicarsi a pratiche meditative sia individuali che di gruppo, celebrare ricorrenze importanti e cerimonie.

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Ma i Templi dell’Umanità, a parte l’aspetto puramente estetico, sono un concentrato di conoscenza, dedicati alla spiritualità universale. I simboli dell’ipogeo non sono stati scelti a caso, il loro scopo è favorire una progressiva scoperta della sacralità insita in ogni uomo. E anche la posizione dei Templi non è casuale: come suggerisce il sito ufficiale di Damanhur essi sono stati realizzati in un punto di incontro di Linee sincroniche, “i fiumi di energia che collegano la Terra al cosmo.” Ed ecco perché meditare in questo luogo, assicurano i damanhuriani, è particolarmente efficace rivelandosi un’esperienza che permette di contattare il proprio sé autentico.

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Le sette sale del Tempio simboleggiano le stanze interiori di ogni uomo ed è proprio per questo che percorrerle permetterebbe di fare un viaggio metaforico all’interno di se stessi. Nulla è lasciato al caso nei Templi: persino i dettagli apparentemente più insignificanti, le forme e le proporzioni dei dipinti, hanno un loro perché. Per non parlare della risonanza specifica di ogni sala, ciascuna delle quali si caratterizza per un suono.
Se la Sala dell’Acqua, guarda un po’, ha la forma di un calice, oggetto accogliente simbolo della ricettività femminile, all’opposto la Sala della Terra simboleggia il principio maschile. Il Tempio Azzurro è la stanza ideale per meditare su tematiche sociali mentre la Sala dei Metalli rappresenta gli stadi evolutivi dell’umanità così come le ombre della nostra psiche. La Sala delle Sfere simboleggia l’armonia ed è infatti la stanza ideale per i contatti planetari e la trasmissione di idee e messaggi. Il Labirinto riunisce tutte le divinità, la Sala degli Specchi è dedicata ai principali elementi: aria, terra, acqua e fuoco. Ma anche al cielo, all’energia del sole, alla forza, alla luce, alla vita. La cosa bella, a mio parere, è che la visita ai Templi non implica necessariamente l’adesione ai valori di Damanhur o l’ingresso nella comunità, ma è un’esperienza accessibile a tutti, che merita almeno un breve tour.

Oberto Airaudi: chi era il fondatore di Damanhur

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Oberto Airaudi, chiamato dai damanhuriani Falco Tarassaco, è stato il fondatore della Federazione ispirata al dio Horus. “E’ nata per realizzare un sogno, il sogno di una società basata sull’ottimismo e sul fatto che l’essere umano possa essere padrone del proprio destino senza dover dipendere da altre forze esterne a sé”, così Airaudi descrisse Damanhur, un sogno divenuto realtà nel 1975, quando insieme a un gruppo di amici-ricercatori, diede vita alla comunità. Oberto, nato a Balangero, era scrittore, filosofo, pittore, guaritore particolarmente attivo nel mondo della spiritualità e della ricerca terapeutica alternativa. Osannato da alcuni, criticato da altri, è morto a Cuceglio nel 2013.

Per avere maggiori informazioni visitate il sito www.damanhur.org

Laura De Rosa

www.yinyangtherapy.it