Spiritualità

Il potere trasformativo del rito durante le fasi della luna

Di Redazione - 20 Agosto 2025

Nella nostra società i riti esistono, ma non sono intrisi del significato che dovrebbero avere. Conosciamo solo riti religiosi, poco quelli culturali, almeno non il loro vero significato, abbiamo dimenticato quelli che le nostre nonne e bisnonne ancora mettevano in atto ogni giorno. Non siamo nemmeno in grado di inventarci riti per noi stessi. Così viviamo nell’assenza di riti, convinti che non ci servano, che siano inutili,  “primitivi”.

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Il potere curativo del rito

fotografie di antenati

Una giovane donna rimane incinta del suo primo figlio. Durante i primi mesi di gravidanza lo perde. Lacrime, dolore e disperazione s’impossessano di lei. Dopo alcuni mesi rimane incinta di nuovo. Nasce una bellissima bambina e dopo poco arriverà un desiderato fratellino. I due bambini diventano grandi e non sanno che avrebbero potuto avere anche un altro fratello. Crescono con questo peso non detto.

Il non detto nella nostra società è la prassi. Si è convinti che il “non dire” sia un modo di proteggere. E non detto dopo non detto il peso dell’anima è talmente eccessivo che essa ne rimane succube.

La giovane donna era convinta che una volta aver avuto un bambino il dolore per il figlio mai nato sarebbe stato spazzato via. A livello conscio forse è stato così perché il dolore è stato sostituito con la gioia, ma a livello inconscio la gioia vera non arriva se prima non abbiamo elaborato il nostro dolore: siamo sereni se c’è uno spazio per accogliere questa nostra serenità, se questo spazio è ancor occupato dal dolore non vissuto ed elaborato la serenità non sarà mai autentica.

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Il rito aiuta in una situazione così complessa, accompagna a lasciare andare, a ricordare, a riferire ad altri, aiuta a vivere il presente riconoscendo il passato e accogliendo a braccia aperte il futuro. Può bastare un oggetto custodito in casa che ricordi il bimbo non nato, un nome ricamato su tela con una candela vicino da accendere ogni tanto, una lettera da scrivere ecc.

Questa giovane donna aveva mille modi di elaborare il suo lutto, ma ha scelto per ragioni sue da rispettare, di non scegliere. Dopo aver versato le giuste e sane lacrime avrebbe potuto compiere un rito. Poteva scrivere poche righe al suo bambino mai nato (in questo modo sarebbe riuscita a riconoscerlo come entità vera), poteva sotterrare le sue parole vere e seminarvi sopra la vita (un albero, fiori ecc.). Un piccolo ma significativo rito per dare libertà alle proprie emozioni, per porgersi in modo rispettoso verso il mistero della vita, un’azione finalizzata a lasciare andare, a fare spazio, un gesto concreto per dare la possibilità ai figli di questa giovane donna di entrare in contatto con quest’anima sorella o fraterna che in un modo o nell’altro con la sua breve vita fa parte della loro storia famigliare, del loro albero genealogico (così importante da conoscere e studiare per risalire alle radici del nostro essere).

È detto nei Vangeli che la fede può spostare le montagne. Ma finché i credenti ripeteranno delle formule, dei gesti e dei riti, senza comprendere la loro ragion d’essere, la loro fede non sposterà le montagne e non farà alcun miracolo. E quando parlo di miracoli, non si tratta di guarire i malati o resuscitare i morti, ma della nostra stessa trasformazione, della nostra stessa guarigione, della nostra resurrezione.
Omraam Mikhaël Aïvanhov, Discorsi, 1938-1986

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Rito e simbolo: un’accoppiata vincente

I riti dovrebbero scandire ogni nostro passaggio: la nascita, le nostre prime conquiste infantili, il superamento di alcune paure, il cambiamento di città, l’anno nuovo, la gravidanza, il ciclo mestruale… e tutto ciò che merita attenzione ed elaborazione.

Basta poco per crearlo ed attuarlo: una lettera bruciata, una candela accesa, il fuoco, piccoli altari domestici a cui donare pensieri, elementi naturali e via dicendo.

Il termine simbolo deriva dal greco symbàllein che significa “mettere assieme”. Il rito, mediante un simbolo, riesce ad unire il dicibile con l’indicibile, il mondo invisibile con il visibile. Rende manifesto e conscio ogni nostro moto dell’anima.

Il simbolo, tanto amato dalla psicologia formulata da Jung, può

 “stabilire una connessione tra due forze antagoniste e, di conseguenza, di superare delle contrapposizioni e di aprire così la strada a un progresso della coscienza(Carl Gustav Jung)

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Il potere del rito durante le fasi della luna

ciclo lunare

Come si legge in uno dei nostri molteplici articoli dedicati alla luna:

Il mese lunare o sinodico, che dura un ciclo lunare, corrisponde al tempo in cui la luna si riallinea con il Sole e la Terra dopo aver compiuto una rivoluzione intorno a quest’ultima. La durata approssimativa è di 28-29 giorni, periodo durante il quale si alternano quattro fasi: luna nuova, luna crescente, luna piena e luna calante.

Ogni fase della luna porta con sé energie diverse che influenzano il nostro modo di vivere. Celebrarle mediante un rito permette a queste energie di trovare una forma, di agire liberamente nella nostra interiorità, di farci giungere un messaggio importante, diverso di volta in volta.

Oggi ci soffermeremo sul significato e i rituali connessi alla luna nuova del 23 agosto.

La luna nuova in vergine di questo sabato parla dell’estate che sta per giungere ad un tempo maturo e porta con sé l’inconfondibile profumo della terra contadina dopo il raccolto: siamo chiamati a respirare aria nuova, a seminare nuove intenzioni. Ci stiamo preparando per il fertile mese di settembre.

La parola “rito” è solitamente associata alla religione o a qualche forma di culto, ma, in realtà, nella sua essenza, il rito consiste nel celebrare un atto simbolico in maniera consapevole.
Franco Berrino e Daniel Lumera, La via della leggerezza, 2019

I 3 rituali perfetti per questo periodo sono:

1- la pulizia della casa, della camera, del nostro spazio sacro. Riordino, purificazione e nuove idee sono le parole chiave per quest’attività.

2- iniziare a scrivere un diario per fissare le nostre emozioni e pensieri. Un modo per rimanere connessi con la nostra interiorità.

3- sgombero dei vestiti vecchi che sentiamo troppo stretti o non più adatti a noi, non per sostituirli con altri se non vi è bisogno, ma per rimanere con ciò che abbiamo nell’essenzialità e nel significato di chi siamo nel profondo.

Riti e rituali possono essere dei più svariati, ma il loro essere messi in atto smuovono il nostro cuore e lo arricchiscono di grandi verità, spesso non comprensibili alla nostra mente. Durante le fasi della luna andate a ricercarne i molteplici significati simbolici e create una serie di riti in grado di onorare il tempo che vivete.

Il rito è l’atto di santificare l’azione, anche quella ordinaria, affinché  abbia significato.
Posso accendere una candela perché ho bisogno della luce o perché la candela
rappresenta la luce di cui ho bisogno. (Christina Baldwin)





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