Una mamma può esserlo solo se si sente prima di tutto una donna.

Accade spesso di perdere, soprattutto quando si diventa mamma per la prima volta, il vissuto di essere anche una donna e ciò porta alla mancanza di serenità, alla confusione, alla tristezza. Riuscire a mantenere questa identità femminile è difficile, la linea di demarcazione tra l’una e l’altra identità è molto sottile, la nostra società, poi, non ci aiuta in questo… siamo costrette a rimboccarci le maniche e riconquistare la nostra completezza!

Una mamma amorevole è una donna amorevole, una mamma affettuosa è una donna affettuosa, una mamma comprensiva è una donna comprensiva… non è possibile disgiungere le due identità. Una mamma adeguata è una donna che è riuscita a mantenere ben salda la propria femminilità, a non lasciarsela scappare.

Attenzione! Con questo non voglio assolutamente dire che una mamma deve essere sempre vestita all’ultimo grido, che deve avere il tempo per andare ogni giorno all’aperitivo con le proprie amiche, che si deve pettinare ben bene e truccare ogni giorno anche se ha appena trascorso la notte in bianco e non ha assolutamente voglia di farlo. Questa non è la femminilità di cui parlo, questa è la femminilità della televisione, è una femminilità superficiale e non vera.

La donna di cui parlo io è donna nell’anima, è quella donna che può indossare un abito comune ma emanare eleganza e forza d’animo, è quella donna che si mette in discussione, che piange e che si dispera perché dà retta alle proprie emozioni e vuole comprenderle, è la donna che riesce ad entrare in contatto con la natura, con il vento, gli alberi e gli animali, è la donna che lascia libero il proprio intuito e si fa guidare da esso.

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Purtroppo sì, abbiamo perso tanti tratti di questa donna, un po’ ce li hanno rubati, un po’ li abbiamo lasciati andare. Ma possiamo sempre riprenderceli! E l’occasione per farlo sono proprio i nostri figli.

Quando una donna diventa mamma possiede questa grande occasione di riscatto. Può giocarsi la partita e rinascere insieme al suo bambino o mettersi in disparte e vivere con questa enorme mancanza.

Nel primo caso vi è una vera e propria esplosione d’amore: la donna, già in gravidanza, riesce ad entrare in relazione con il cosmo, si fonde con esso, ne attinge energia e ne regala. Una volta nato considera il suo bambino un maestro di vita e cerca di attingere dal suo mistero ogni minimo tassello di sapienza. I suoi piccoli e confusi movimenti diventano non scontati ma portatori della storia dell’umanità, i suoi pianti messaggi di vita, i suoi occhi lo specchio della verità. La donna che diventa madre non si lascia distrarre dal mondo che la circonda, segue il suo istinto. Finalmente ha riacquistato il suo essere donna e non vuole più farne a meno. Ogni piccolo grande passetto del proprio bambino è un momento da festeggiare e da adorare, è un rito da celebrare.

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Nel secondo caso tutto è più difficile… non siamo più donne ma solo madri. Abbiamo perso il nostro istinto, siamo sempre alla ricerca di un parere esterno, non riusciamo più a contare su noi stesse. Siamo facilmente distraibili e non riusciamo più a metterci in contatto con gli spiriti della natura, non ci crediamo, non ci fidiamo di noi stesse. Il bambino che abbiamo messo al mondo è un piccolo uomo da curare non un maestro da seguire, non riusciamo a vederlo come un maestro. Quella vocina dentro di noi che vuole emergere e guidarci è sempre, ogni volta, soffocata dalle nostre paure, dal nostro timore di sbagliare. Non ci sentiamo donne e non riusciamo ad essere nemmeno madri.

Cosa fare?

Riprendiamoci la nostra femminilità, riconquistiamocela. Non serve fare un figlio per fare questo cammino. Abbandonate le vostre paure e fate emergere la vostra volontà. La volontà delle donne è un’esplosione di vita impensabile, giace in ognuna di noi ed è lì pronta ad emergere e a fare spettacolo: ha solo bisogno di un nostro cenno.

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Resuscitate i vostri desideri sopiti, fatevi guidare da loro… sono loro che vi faranno vedere il cammino. Fidatevi di voi stesse e di ciò che sentite, agite guidate dai vostri ideali, ritornate ad amare senza possedere, a vivere il presente senza pensare al passato o al futuro, immergetevi nella semplicità, abbandonate il superfluo, allenate la pazienza, sfamate la curiosità… vivete davvero!

Provateci, assaggiate anche solo un piccolo pezzetto di questo cammino ed i vostri canali femminili rifioriranno: avrete la necessità di stare nella natura il più possibile, potreste avere intuizioni geniali, sarete più serene ed in pace, potrete amare in modo completo voi stesse, il vostro compagno o i vostri figli.

Buona riconciliazione femminile a tutte!

Elena Bernabè

www.facebook.com/ElenaBernabePsicologa