Una mamma è prima di tutto una donna.

Accade spesso di perdere, soprattutto quando si diventa mamma per la prima volta, il vissuto di essere anche una donna e ciò porta alla mancanza di serenità, alla confusione, alla tristezza. Riuscire a mantenere anche questa identità femminile è difficile e la nostra società, poi, non ci aiuta in questo: siamo costrette a rimboccarci le maniche e riconquistare la nostra completezza!

Quando una donna diviene mamma ai giorni d’oggi e nella nostra società è messa alle strette riguardo ad una decisione da prendere: tutto sembra portarla a dover scegliere tra l’essere mamma e l’essere una donna che lavora, che si realizza, che si prende cura di sé. Non viviamo in mondo che agevola la fusione di queste due identità.

Ma una mamma amorevole è una donna amorevole, una mamma affettuosa è una donna affettuosa, una mamma comprensiva è una donna comprensiva… non è possibile disgiungere le due identità. Una mamma serena è una donna che è riuscita a mantenere ben salda la propria femminilità, a non lasciarsela scappare.

Tutti sono d’accordo nel riconoscere che nella specie umana sono comprese le femmine, le quali costituiscono oggi come in passato circa mezza umanità del genere umano; e tuttavia ci dicono ‘la femminilità è in pericolo’; ci esortano: ‘siate donne, restate donne, divenite donne’. Dunque non è detto che ogni essere umano di genere femminile sia una donna; bisogna che partecipi di quell’essenza velata dal mistero e dal dubbio che è la femminilità.
(Simone de Beauvoir)

Essere mamme e donne: è possibile?

mamma che tiene in braccio il suo bambino
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Essere mamme rimanendo donne è una delle sfide più grandi del nostro tempo.

Attenzione! Con questo non voglio assolutamente dire che una mamma deve essere sempre vestita all’ultimo grido, che si deve pettinare ben bene e truccare ogni giorno anche se ha appena trascorso la notte in bianco e non ha assolutamente voglia di farlo. Questa non è la femminilità di cui parlo, questa è la femminilità della televisione, è una femminilità superficiale e non vera.

La donna di cui parlo io è donna nell’anima, è quella donna che può indossare un abito comune ma emanare eleganza e forza d’animo, è quella donna che si mette in discussione, che piange e che si dispera perché dà retta alle proprie emozioni e vuole comprenderle, è la donna che riesce ad entrare in contatto con la natura, con il vento, gli alberi e gli animali, è la donna che lascia libero il proprio intuito e si fa guidare da esso. E’ una donna che vuole realizzarsi dal punto di vista lavorativo e segue questa chiamata oppure ha deciso di lasciare un lavoro che non le piace per dedicarsi di più ai figli, è una donna che vuole essere indipendente economicamente o che al contrario è consapevole di volersi affidare al compagno per dedicarsi alla crescita dei figli, che vuole realizzare i propri sogni, i propri progetti, che vuole sperimentare vie nuove, che cambia idea, che si ascolta.

Non esiste una via unica per essere donna, l’unico aspetto che accomuna ogni femminilità realizzata è la piena consapevolezza dei propri passi. Non sono quindi gli altri a decidere per me, sono io che ho le redini della mia vita.

Purtroppo sì, abbiamo perso tanti tratti di questa donna, un po’ ce li hanno rubati, un po’ li abbiamo lasciati andare. Ma possiamo sempre riprenderceli! E l’occasione per farlo sono proprio i nostri figli.

Quando una donna diventa mamma possiede questa grande occasione di riscatto. Può giocarsi la partita e rinascere insieme al suo bambino o mettersi in disparte e vivere con questa enorme mancanza.

Nel primo caso vi è una vera e propria esplosione d’amore: la donna, già in gravidanza, riesce ad entrare in relazione con il cosmo, si fonde con esso, ne attinge energia e ne regala. Una volta nato considera il suo bambino un maestro di vita e cerca di attingere dal suo mistero ogni minimo tassello di sapienza. I suoi piccoli e confusi movimenti diventano non scontati ma portatori della storia dell’umanità, i suoi pianti messaggi di vita, i suoi occhi lo specchio della verità. La donna che diventa madre non si lascia distrarre dal mondo che la circonda, segue il suo istinto. Finalmente ha riacquistato il suo essere donna e non vuole più farne a meno. Ogni piccolo grande passetto del proprio bambino è un momento da festeggiare e da adorare, è un rito da celebrare.

Nel secondo caso tutto è più difficile… non siamo più donne ma solo madri. Abbiamo perso il nostro istinto, siamo sempre alla ricerca di un parere esterno, non riusciamo più a contare su noi stesse. Siamo facilmente distraibili e non riusciamo più a metterci in contatto con gli spiriti della natura, non ci crediamo, non ci fidiamo di noi stesse. Il bambino che abbiamo messo al mondo è un solo un cucciolo d’uomo da curare non un maestro da seguire, non riusciamo a vederlo come un maestro. Quella vocina dentro di noi che vuole emergere e guidarci è sempre, ogni volta, soffocata dalle nostre paure, dal nostro timore di sbagliare. Non ci sentiamo donne e non riusciamo ad essere nemmeno madri.

Cosa fare per rimanere donne anche quando diventiamo mamme?

Riprendiamoci la nostra femminilità, riconquistiamocela. Abbandoniamo le nostre paure e facciamo emergere la nostra volontà superando con determinazione gli ostacoli, i giudizi esterni, i sensi di colpa. La volontà delle donne è un’esplosione di vita impensabile, giace in ognuna di noi ed è lì pronta ad emergere e a dare spettacolo: ha solo bisogno di un nostro cenno.

Spesso tutto ciò che rema contro di noi è una prova da superare per rafforzarci, per far fiorire ciò che è dentro di noi, per far emergere un potenziale che altrimenti rimarrebbe assopito. Gli ostacoli, le difficoltà e le ingiustizie possono essere nostri alleati: come gli eroi che per diventare tali devono superare varie prove di coraggio senza le quali non si potrebbe scrivere alcuna storia e non potrebbe nascere nessun eroe.

Resuscitiamo i nostri desideri sopiti, facciamoci guidare da loro: hanno il potete di farci vedere il cammino da intraprendere. Fidiamoci di noi stesse e di ciò che sentiamo, agiamo guidate dai nostri ideali, ritorniamo ad amare senza possedere, a vivere il presente senza pensare al passato o al futuro, immergiamoci nella semplicità, abbandoniamo il superfluo, alleniamo la pazienza, sfamiamo la curiosità, dedichiamoci alle nostre passioni, ascoltiamo le nostre leggi interiori e non quelle esteriori… viviamo davvero!

Proviamoci, assaggiamo anche solo un piccolo pezzetto di questo cammino ed i nostri canali femminili rifioriranno: sentiremo così la necessità di stare nella natura il più possibile, potremo avere intuizioni geniali, saremo più serene ed in pace, potremo amare in modo completo noi stesse, il nostro compagno e i nostri figli.

Buona riconciliazione femminile a tutte!

Elena Bernabè