Spiritualità

Psicopompo: chi è e cosa fa il traghettatore delle anime nell’aldilà

Di Redazione - 19 Gennaio 2026

Chi è lo psicopompo e cosa fa? Vi portiamo a conoscere il traghettatore delle anime.

Il significato del termine psicopompo

La figura dello psicopompo affonda le sue radici nella notte dei tempi ripresentandosi sotto sembianze diverse di epoca in epoca, di tradizione in tradizione, di religione in religione. Ma cos’è lo psicopompo? I dizionari odierni forniscono questa definizione: “guida delle anime dei trapassati verso il regno dei morti”. E per quanto riguarda l’origine del termine, si ritiene derivi dal greco ψυχοπομπός, comp. di ψυχή «anima» e πομπός «conduttore».

Figura mitologica o reale? Dipende dai punti di vista. Per chi si affida allo sciamanesimo, lo psicopompo è tutt’altro che un essere di fantasia, bensì uno sciamano in carne ed ossa in grado di condurre le anime disperse nel mondo di mezzo, ovvero il nostro mondo, nell’aldilà. Non si tratta di un medium, inteso come un canale di comunicazione fra vivi e morti, ma di una vera e propria guida per coloro che, pur essendo deceduti, non riposano (ancora) in pace.

La morte non è niente.
Sono solamente passato dall’altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
(Henry Scott Holland)

Leggi anche —> “Accabadora” di Michela Murgia: quando la morte incontra la vita

Le figure psicopompe nelle diverse culture

ponte

Che la morte eserciti un fascino indescrivibile è cosa risaputa, non è un caso che sia uno dei temi più dibattuti di sempre, sul quale continuiamo a interrogarci. Fine provvisoria? Fase di passaggio? Addio definitivo? La risposta è tutt’altro che scontata.

Ma qualunque sia il destino che ci attende, lo psicopompo è pronto ad accoglierci per accompagnarci nel mondo ultraterreno. Da sempre svolge questa funzione. Basti pensare che nella mitologia celtica veniva identificato nell’importante dio Lug, in Egitto era Osiride, dio somigliante a una mummia, ucciso dal fratello Seth e resuscitato da Iside attraverso un percorso di morte/rinascita. Osiride, guarda caso, viene spesso raffigurato intento ad accogliere i defunti, insieme all’altro dio protettore dei morti e custode dell’aldilà, il famoso Anubi.

Nella cultura germanica troviamo Odino o Wotan e più tardi anche le sue figlie, le Valkirie. Nella mitologia greco-romana Ermes-Mercurio, messaggero degli dei. In ambito cristiano a farne le veci è San Michele Arcangelo, condottiero degli angeli, al tempo stesso custode della regalità e accompagnatore dei defunti nonché garante del rispetto del giudizio divino, esattamente come il dio Lug celtico. E che dire del Caronte di Virgilio, ripreso da Dante nella Divina Commedia?

Vita e morte non sono due estremi lontani l’uno dall’altro. Sono come due gambe che camminano insieme, ed entrambe ti appartengono. In questo stesso istante stai vivendo e morendo allo stesso tempo. Qualcosa in te muore a ogni istante. Nell’arco di settant’anni la morte arriverà a compimento. In ogni istante continui a morire, e alla fine morirai davvero.
(Osho)

Leggi anche —> “Da dove vengo? Dove vado?”: il meraviglioso libro sulla vita e sulla morte

Cultura sciamanica: psicopompo e passaggio tra i mondi

La cultura sciamanica, diffusa anch’essa fin dalla notte dei tempi in tutto il mondo, ravvisa nella morte un passaggio di stato, una trasformazione che consente all’anima di ritornare alla Luce e, di conseguenza, all’Infinito. Sebbene esistano alcune differenze a seconda delle tradizioni sciamaniche, in via generale si ritiene che l’anima, dopo la morte, debba affrontare un viaggio. In alcuni casi però, a causa di problemi di varia natura, le anime rimangono intrappolate nel Mondo di Mezzo. Nella cosmologia sciamanica la realtà non ordinaria, ovvero i mondi percepibili attraverso uno stato di coscienza alterato, è infatti tripartita in Mondo di Sotto, Mondo di Mezzo e Mondo Superiore.

Il Mondo di Sotto è un ambiente naturale popolato da animali di ogni genere, fra i quali si celano i celebri animali guida o spiriti alleati. Il Mondo di Mezzo è la nostra realtà, popolata dagli spiriti della natura e dalle anime dei defunti intrappolati in questa dimensione. Il Mondo di Sopra è popolato dagli esseri di luce, da divinità, maestri spirituali e via dicendo. Come premesso, lo psicopompo, sciamano capace di scendere nel mondo dei morti e di uscirne incolume, svolge il particolare compito di traghettatore delle anime dal Mondo di Mezzo all’aldilà. Trascendendo la morte lo psicopompo penetra la dualità per incorporarne gli opposti e riunire le forme infrante.

Ma perché numerose anime non riescono, da sole, a raggiungere la meta? Secondo lo sciamanesimo ciò può accadere a causa di situazioni familiari particolari, morti traumatiche, vivi incapaci di accettare la morte della persona amata, trattenendola inconsapevolmente nel proprio mondo. In tutti questi casi lo psicopompo può tornare estremamente utile, sebbene a livello impercettibile.

Leggi anche —> Quando il lutto non viene elaborato: come sciogliere il nodo di una morte non accettata

Il simbolismo del viaggio dell’anima

anima che sfuma dal corpo

Credit foto
© Pixabay

Il viaggio dell’anima rappresenta un percorso interiore di crescita, trasformazione e ricerca di senso che ogni individuo compie nella propria vita attraverso le sfide dell’esistenza. Questo percorso culmina con la morte. Il cammino dell’anima è spirituale e psicologico e può avvenire solo ed esclusivamente mediante il corpo e le sue esperienze terrene. L’anima, in questo modo, si purifica, si risveglia o si arricchisce di conoscenza, passando da uno stato di ignoranza o sofferenza a uno di consapevolezza e pace. In questo senso la morte rappresenta una porta da attraversare quando l’anima è pronta a varcare la soglia di un altro mondo, quando la sua missione terrena si è conclusa.

Lo psicopompo aiuta le anime ad attraversare questa misteriosa porta.

Sin dal giorno della mia nascita, la mia morte ha iniziato il suo cammino. Sta camminando verso di me, senza fretta.
(Jean Cocteau)

Leggi anche —> Dia de los Muertos: la ricorrenza messicana che insegna a vivere la morte con spensieratezza

Morte, trasformazione e accompagnamento

La morte simboleggia la trasformazione profonda dell’anima, un processo che, come abbiamo scritto in precedenza, inizia con la nascita e con la morte non finisce ma continua. La natura insegna questa lezione di vita che l’uomo non ha ancora imparato: attraverso le stagioni l’anima “muore” a uno stato per rinascere in un altro, più elevato o più consapevole. Il cambiamento in natura è accolto e desiderato.

Nel buddismo, la morte è parte del ciclo di samsara, la continua rinascita, fino al raggiungimento del nirvana. Nell’alchimia spirituale, la morte è la “putrefazione” necessaria per la trasformazione dell’essere grezzo in qualcosa di puro e luminoso.

Morire per rinascere a nuova vita. Accompagnare le anime in questo passaggio è di fondamentale importanza per poterlo vivere con serenità e consapevolezza.

Leggi anche —> La morte della madre: un viaggio tra perdita, rinascita e connessione eterna

Perché il mito dello psicopompo è ancora attuale

farfalla, simbolo dell'anima

Credit foto
© Pexels

Lo psicopompo è una figura che non muore mai. Questo perché unisce il mondo dei vivi con quello dei morti, il visibile con l’invisibile, il materiale con lo spirituale. Questo ruolo di ponte risponde al bisogno umano di connessione con qualcosa di più grande, trascendente o sacro, che lo aiuta a vivere con più serenità il pensiero della morte, offrendo un’immagine rassicurante che la vita non finisce semplicemente con essa, ma continua in una forma diversa. Questa pensiero è ancora presente in molte pratiche spirituali e anche in forme più laiche di elaborazione del lutto.

Lo psicopompo è un archetipo che continua a offrire conforto e guida in un mondo dove la morte resta uno dei grandi misteri.

La morte o è un ponte o un abisso: un passaggio verso qualcosa d’altro oppure un precipizio nel nulla. Spero la prima. Ma temo la seconda.
(Roberto Gervaso)

Articolo aggiornato il 19-01-2026





Newsletter
Iscriviti alla nostra newsletter e ricevi subito una speciale meditazione in omaggio!




© 2022 Copyright Media Data Factory S.R.L. - I contenuti sono di proprietà di Media Data Factory S.R.L, è vietata la riproduzione.
Media Data Factory S.R.L. sede legale in via Guercino 9 20154 Milano - PI/CF 09595010969