Questo articolo è dedicato a tutte le bambine indiane mai nate, a quelle nate e a quelle che nasceranno,  a tutti coloro che lottano contro il feticidio femminile in India, a tutte le mamme che con forza si oppongono a complesse ragioni sociali ed economiche, con l’augurio che sempre più spesso la cerimonia della nascita sia celebrata per augurare una buona vita ad una bellissima bambina indiana.

India-rituali

La cerimonia della nascita in India è affascinante e complessa come tutte le Samskara (cerimonie e rituali di tipo religioso induista), però prima di tutto bisogna ricordare che l’India è enorme e complessa, è un mix di popoli, religioni e culture diverse e quello di cui parliamo qui è solo uno dei possibili rituali di festeggiamento della nascita a cui si può assistere trovandosi nel subcontinente. Un’altra cosa da ricordare è che la nascita che tanta gioia porta nei paese ricchi e industrializzati può essere vista in un modo diverso in un villaggio dove l’acqua non è più potabile, dove la povertà e il gap economico la fanno da padroni e dove un nuovo arrivato non ha tutte le prospettive a cui siamo abituati.

Ma, proprio per questo, va ricordato che la nascita è gioia, è un evento da celebrare, è speranza.

Nella cerimonia di tipo induista, grande importanza è data al giorno di nascita proprio in funzione dell’importanza che sarà data all’oroscopo personale durante tutta la vita dell’individuo. Quando il bambino nasce, prima di tutto si valuta sotto l’influenza di quale pianeta si trova (l’astrologia vedica che regola questo tipo di cerimonie è diversa da quella normalmente conosciuta in occidente), quindi il Pandit, ovvero il sacerdote a cui la famiglia si rivolge, assegnerà una lettera che dovrà essere l’iniziale del nome e dirà anche alla famiglia quali pietre dure dovrà indossare il bambino/a.

Tutti i riti che circondano la nascita sono concentrati più sul futuro del bambino/a che sul momento della nascita in sè. Tutto è finalizzato a garantire il più possibile una vita buona, prosperosa, facile, scevra da difficoltà e privazioni.

I rituali che accompagnano il bambino dalla nascita fino ai primi anni di vita sono 9, scanditi con tempi ben precisi, in nove tappe chiamate samskara.

I nove riti:

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1) La prima delle regole o samskara coinvolge ovviamente i genitori e il concepimento che si cerca di indirizzare (oggi con i parti programmati è purtroppo facile, specialmente nelle grandi città come Delhi) il parto nei giorni indicati come propizi.

2) Il secondo samskara riguarda i mantra che la madre deve recitare durante l’ultimo periodo di gravidanza, anche questi contribuiranno a pulire il karma del bambino e a favorire questa sua incarnazione.

3) Il terzo samskara riguarda l’alimentazione della madre, che deve evitare cibi troppo piccanti (frequentissimi in India e sconsigliati durante la gravidanza) e favorire cibi adatti al nascituro.

4) Al momento della nascita il piccolo viene sottoposto ad una sorta di battesimo, e lavato con l’acqua del fiume sacro Gange.

5) Il quindo samsara riguarda la cerimonia del nome, le labbra del bimbo vengono segnate con del miele a tracciare la sillaba OM, che ha nella filosofia induista e buddista un potere purificatorio e risanatore. Si continua poi con i festeggiamenti e con la preparazione de cibo sacro, rigorosamente vegetariano, chiamato prasada

6) Da questo momento in poi si inizia a celebrare la crescita del bambino: la prima uscita al sole

7) la prima volta che mangia un cibo solido,

Getting her first spoon-ful of Rice. This is very soft boiled rice, some sugar and ghee. Notice the custom made silver spoon - spiffy eh!

8) la foratura de lobo dell’orecchio, sia per i maschi che per le femmine e la consegna di vari tipi di gioielli,

9) ed infine, la nona ed ultima, che può svolgersi dai primi mesi di vita fino ai due anni di età durante la quale i capelli del bambino-a vengono completamente rasati e donati al tempio. Questo rito simboleggia la purificazione dal Karma portato dalle altre vite e propizia la nuova vita.

samskara

Ovviamente il modo di celebrare la nascita cambia molto quando si svolge in una società o comunità religiosa caratterizzata dall’idea della reincarnazione. In un certo senso è come se la nascita si caricasse di una responsabilità maggiore perché porta con se tutto il peso delle vite passate.

In ogni caso che si creda o no alla reincarnazione è certo che il bambino è anche figlio del contesto in cui nasce e i rituali di purificazione sono un modo bellissimo per donare una finestra aperta sul mondo al nascituro.

L’India è il paese delle contraddizioni ed accanto a rituali profondi e bellissimi si trovano problematiche sociali che riguardano proprio le mamme e le loro piccole. Per questo voglio concludere con un bellissimo pezzo di Tiziano Terzani, dedicato all’India.

Chi ama l’India lo sa: non si sa esattamente perché la si ama. E’ sporca, e’ povera, e’ infetta; a volte e’ ladra e bugiarda, spesso maleodorante, corrotta, impietosa e indifferente. Eppure, una volta incontrata non se ne può più fare a meno. Si soffre a starne lontani. Ma cosi’ e’ l’amore: istintivo, inspiegabile, disinteressato. Innamorati, non si sente ragione; non si ha paura di nulla; si e’ disposti a tutto. Innamorati, ci si sente inebriati di libertà; si ha l’impressione di poter abbracciare il mondo intero e ci pare che l’intero mondo ci abbracci. L’India, a meno di odiarla al primo impatto, induce presto questa esaltazione: fa sentire ognuno parte del creato. In India non ci si sente mai soli, mai completamente separate dal resto. E qui sta il suo fascino.
Tiziano Terzani

Giordana Pagliarani