È uno dei dolori più comuni, diffusi e fastidiosi che colpisce il genere umano. Stiamo parlando del mal di testa (o cefalea), che può dividersi in ben 150 sottotipi ed è causato da vari fattori, quali ansia, stress, fatica, allergie, sinusite, intossicazioni alimentari, cattiva digestione, disbiosi intestinale, anemie o carenze di particolari vitamine, disturbi ormonali, cambiamenti climatici ecc.

Per chi soffre frequentemente di cefalea è consigliata una visita specialistica dal medico, in modo da individuare la tipologia del disturbo e il rimedio più adeguato. In generale si tende a distinguere il mal di testa in tre principali categorie: cefalea tensiva, cefalea a grappolo, emicrania. Vediamole nel dettaglio.

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1- Cefalea tensiva: è la più frequente e si distingue in episodica o cronica. Colpisce in particolare le donne e gli adulti e riguarda anche i sedentari che adottano una postura scorretta. Provocata spesso da ansia, stress e nervosismo, non è ereditaria e si manifesta con forti dolori, pulsazioni e tensioni su tutto il capo.

2- Cefalea a grappolo: più rara rispetto alla prima, si distingue per i dolori violenti localizzati nella zona orbitaria e frontale, che si presentano quasi a ore fisse. È considerata ereditaria e colpisce soprattutto gli uomini tra i 20 e i 30 anni.

3- Emicrania: si chiama così perché interessa solo una metà del cranio e della faccia. Si caratterizza per un intenso dolore pulsante, che si localizza nella parte anteriore della fronte (sopra l’occhio) e si propaga alle regioni temporali e talvolta anche al vertice del capo. Un accesso emicranico può durare 3-12 ore ma anche un giorno o più, colpisce di più le donne, è condizionato dall’ereditarietà ed è accompagnato da sintomi quali nausea, vomito, eccessiva sensibilità a luce e buio e aumento della salivazione, sudorazione e lacrimazione. Il dolore è continuo, può assumere forma trafittiva e tende a intensificarsi con qualsiasi movimento del corpo: chi ne soffre è quindi costretto a fermarsi, perché avverte la sensazione del “capo che scoppia”.

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Al di là della medicina tradizionale, anche Madre Natura può aiutarci ad alleviare il dolore connesso alla cefalea, restituendoci pace e sollievo. Per la cura del mal di testa la fitoterapia impiega tisane, tinture madri o estratti secchi di erbe e piante officinali con proprietà antinfiammatoria e analgesica a livello dell’apparato osteo-articolare. Agendo così si tende a inibire la sintesi delle prostaglandine, che causano il dolore e l’infiammazione dei tessuti. Tra le piante dotate di queste proprietà ci sono il salice, la spirea ulmaria e l’artiglio del diavolo.

Salice (Salix alba)

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La corteccia di questo grande albero che cresce spontaneo nelle aree temperate e umide, contiene la salicina, un principio attivo molto simile a quello utilizzato nell’aspirina, che ha proprietà antinfiammatorie, analgesiche, antireumatiche e antipiretiche. Impiegato efficacemente in tutte quelle situazioni che causano dolore e infiammazione a livello muscolare a articolare, quali cefalee, nevralgie, dolori cervicali, stati influenzali e febbre, il salice si utilizza come tintura madre, estratto secco o tisana.

Nello specifico, bastano 30-40 gocce di tintura madre in un po’ d’acqua da bere due o tre volte il giorno dopo i pasti, 1-2 compresse al dì di estratto secco (sempre da assumere dopo i pasti), o una bella tisana all’occorrenza, per ottenere sollievo dai disturbi della cefalea. Da evitare per soggetti allergici o ipersensibili ai salicilati, così come per coloro che effettuano terapie anticoagulanti.

Spirea (Spirea ulmaria)

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Nota anche come regina dei prati, questa pianta erbacea perenne che si ritrova in prossimità dei corsi d’acqua e predilige terreni umidi e freschi, è conosciuta per le sue proprietà analgesiche, antinfiammatorie, diuretiche, antisettiche, antireumatiche, depurative e astringenti. Il suo principio attivo è costituito dai derivati salicilici e dai flavonoidi.

Ottima per curare non sole le cefalee, ma anche i dolori reumatici e gli stati influenzali e febbrili, trova un largo impiego perfino in odontoiatria e non presenta particolari controindicazioni, pur essendo sconsigliata per gli allergici ai salicilati.

Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens)

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Cresce spontaneo nell’Africa meridionale e si utilizza per i tubercoli, o radici secondarie, che si formano nel terreno. Sin dai tempi antichi nella medicina popolare si utilizzava la radice nella cura delle ferite, delle piaghe e dei dolori osteo-articolari. Dal punto di vista terapeutico, gli estratti di artiglio del diavolo possiedono proprietà antinfiammatorie e analgesiche e possono essere utilizzati in tutti i fatti reumatici e artritici acuti e cronici in senso lato, rivelandosi ottimi per il mal di testa da artrosi cervicale.

In commercio si ritrova sotto forma di tintura madre, capsule o compresse (per uso interno) o pomate e gel (per uso esterno contro le infiammazioni articolari). Provate un infuso, con 50 grammi di tisana in 500 ml di acqua, da assumere tre volte al giorno. Sconsigliato per i soggetti affetti da diabete o che soffrono di gastriti.

Nel caso di cefalea muscolo-tensiva, provocata da stress e nervosismo, ci vengono in soccorso altre piante che riescono a rilassare e distendere la muscolatura, grazie alle loro proprietà antispasmodiche e calmanti. Ecco quali sono.

Melissa (Melissa officinalis)

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Questa pianta erbacea perenne che profuma di limone è utilizzata nella medicina tradizionale sin dai tempi antichi. Vanta proprietà ansiolitiche, sedative e antispasmodiche, che tendono a rilassare i muscoli e calmare il sistema nervoso. Tonica, stimolante e utile perfino per la digestione, la melissa è particolarmente indicata per i soggetti sensibili agli stimoli esterni e in particolare al freddo, agli squilibri alimentari e alla stanchezza, spesso causa della cefalea.

Può essere utilizzata come infuso, estratto fluido (20 gocce due-tre volte al giorno) e anche acqua (due cucchiaini dopo i pasti), qualora si presentassero anche problemi digestivi.

Passiflora (Passiflora incarnata)

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Pianta rampicante originaria del Sud America, deve il suo nome a Linneo – che la chiamò “fiore della passione” per il richiamo di molti suoi elementi alla crocifissione – ed è nota per le sue proprietà sedative e antispasmodiche. Utilizzata per allentare stress e tensioni e combattere l’insonnia, è efficace anche per la cura della cefalea di origine nervosa. Si assume come infuso (non più di due volte al giorno), sciroppo o estratto e non presenta particolari controindicazioni.

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Partenio (Tanacetum parthenium)

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Ottimo rimedio naturale per la prevenzione e cura delle cefalee, nasconde le sue proprietà curative nelle foglie, che contengono numerosi principi attivi (flavonoidi, polifenoli, sesquiterpeni). Ai flavonoidi si deve parte dell’azione spasmolitica sulla muscolatura liscia viscerale, mentre una molecola dei sesquiterpeni, il partenolide, modula l’attività dei vasi sanguigni a livello cerebrale e regola l’attività della serotonina, riuscendo così a svolgere un ruolo importante per la prevenzione delle cefalee.

Un suo limite sta nel gusto molto amaro: se non ce la fate a masticare le foglie essiccate, potete assumere capsule contenenti estratto secco di foglie oppure provare un infuso, da bere massimo due volte al giorno, con mezzo cucchiaino di foglie essiccate da lasciare in infusione in una tazza d’acqua bollente per 10 minuti.

Qualora l’emicrania fosse legata al ciclo mestruale, tra i rimedi naturali vi consigliamo l’agnocasto (Vitex agnus castus).

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Una pianta diffusa nelle aree umide del Mediterraneo, che possiede numerose proprietà di bilanciamento degli ormoni femminili. Noto anche coi nomi volgari di “pepe falso” o “pepe dei monaci”, questo arbusto possiede principi attivi che agiscono sulla ghiandola pituitaria (quella che produce gli ormoni regolatori) ed esercitano un effetto antiestrogenico e antispasmodico, tanto da poter esser impiegato con successo sia per alleviare i problemi relativi alla sindrome premestruale (nervosismo, irritabilità, ansia), che per i disturbi neurovegetativi della menopausa.

Spostando l’attenzione all’aromaterapia, troviamo molti oli essenziali utili a combattere la cefalea, che possono essere distinti tra quelli a effetto balsamico che decongestionano le vie aree, particolarmente efficaci per trattare il mal di testa provocato dalla sinusite, e quelli a effetto rilassante sul sistema nervoso, indicati per la cura della cefalea causata da nervosismo, ansia e stress. Ecco nel dettaglio alcune delle principali essenze che valgono al caso nostro.

Olio essenziale di lavanda

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Tonico e sedativo, quest’olio di colore verde-scuro e dall’odore erbaceo agisce come riequilibratore del sistema nervoso e aiuta a combattere stati d’ansia, stress e agitazione, conciliando anche il sonno. Basta porre qualche goccia nei diffusori per ambienti o massaggiarne qualche altra sulle tempie, sul collo, sull’addome o sui polsi, per godere di tutti i suoi effetti benefici.

Quest’essenza possiede anche proprietà antinfiammatorie e analgesiche e si rivela dunque utile sia per trattare la cefalea da nervosismo, che quella muscolo-tensiva. Due gocce poste sul cuscino durante la notte vi aiuteranno ad attenuare il mal di testa e combattere l’insonnia.

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Olio essenziale di menta

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Contrasta lo stress e l’affaticamento psico-fisico, esplicando la sua azione calmante sul sistema nervoso centrale. Tonico e sedativo, ha proprietà antispasmodiche, leggermente analgesiche, digestive e rinfrescanti. Consigliato per il mal di testa causato da fattori ambientali (ad esempio il cambio di pressione atmosferica), fatica e nervosismo, allevia le tensioni cervicali e costituisce un valido rimedio (per inalazione) contro asma e sinusite. Nel caso di emicrania può esser utile un impacco.

Olio essenziale di eucalipto

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Particolarmente indicato per la cefalea causata da sinusite, rinite e congestione delle vie aree superiori, vanta proprietà decongestionanti ed espettoranti, placa l’irritazione delle mucose nasali, fluidifica il catarro e facilita l’espulsione del muco. In questo caso è consigliabile utilizzarlo per inalazioni e suffumigi, ponendo cinque-sei gocce in un recipiente di acqua bollente, sopra cui chinare la testa (coperta da un asciugamano) al fine di inalare i vapori balsamici.

Dalla terapia con le essenze passiamo ora a quella con i fiori. Per riequilibrare uno stato emotivo alterato all’origine della cefalea possiamo affidarci ai fiori di Bach, che rappresentano un metodo di cura dolce e naturale. Tra i numerosi che si ritrovano in commercio ci limitiamo a citarne alcuni: Oak, che rilassa dal punto di vista fisico e mentale tutti coloro che soffrono di un eccessivo senso del dovere; Impatiens, indicato per impulsivi, iperattivi e impazienti, che contrasta la tensione spasmodica e rallenta il ritmo delle giornate; Hornbeam, utile a chi soffre di mal di testa acuto dovuto a uno sforzo mentale prolungato, che rigenera la mente e concilia il sonno, ed infine White Chesnut, un calmante adatto soprattutto agli “iperattivi mentali”, afflitti da pensieri fissi o preoccupazioni spiacevoli che disturbano anche il riposo notturno.

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Praticare una leggera attività fisica, concedersi momenti di relax in caso di forte stanchezza e stress, seguire un’alimentazione sana ed equilibrata, dando la preferenza a cibi freschi, biologici, di stagione, poco raffinati e poveri di grassi, sono altre sane abitudini che aiutano a prevenire e curare la cefalea. Se poi non siete ancora soddisfatti di tutti questi rimedi, provate anche alcune tecniche yoga (le posizioni della testa al ginocchio e dell’aratro sono ottime in chiave anti mal di testa), bevete delle piacevoli tisane o infusi (in particolar modo a base di camomilla, valeriana, melissa, passiflora, fiori d’arancio, limone, maggiorana ecc.), affidatevi alla tecnica dell’agopuntura, efficace soprattutto per le cefalee di origine nervosa, oppure seguite il saggio consiglio dell’inquietante personaggio del film di Sorrentino “L’amico di famiglia”, che poneva per alcuni minuti alcune bucce di patata sulle tempie rimanendo al buio, al fine di combattere una fastidiosissima emicrania!

Se siete tra coloro che fino ad oggi si sono rivolti ai soli farmaci tradizionali per placare i disturbi della cefalea, seguite i nostri consigli e avvicinatevi a questi semplici metodi di cura meno invasivi, messi a disposizione dalla nostra impagabile Madre Natura!

Marco Grilli