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Aumentato il numero di suicidi legati al lavoro e alla crisi economica

La crisi economica sta diventando un problema sempre più serio, perchè ha i suoi effetti non solo sui disoccupati, ma anche fra imprenditori e lavoratori autonomi, inducendo al suicidio molti artigiani, commercianti o comunque imprenditori “autonomi”.

Il numero complessivo dei suicidi per ragioni economiche, infatti, negli ultimi anni è tornato a salire vertiginosamente. Un fenomeno che, tra l’altro, non conosce più differenze geografiche, al Sud così come al Nord.

Questo aumento significativo del numero dei suicidi anche tra chi possiede un lavoro, è indice di un Paese che non solo non riesce a dare soluzioni, ma che spegne qualsiasi speranza per il futuro.

Ci si chiede, però,  se sono queste tragedie ad essere drammaticamente in crescita, o se piuttosto è la loro visibilità mediatica ad essere ben diversa rispetto al passato.

Un’emergenza sociale che va affrontata da tutti

suidicio-e-solitudineResta il fatto che ci troviamo di fronte ad una vera e propria emergenza sociale, che non deve e non può essere vista solo come responsabilità degli esperti, ma come un problema di tutti.

Sì, perchè un evento suicidario può rimanere un argomento tabù anche per molti anni. E non ci rendiamo conto di quanto una tragedia del genere renda ancora più difficile, per le persone che hanno perso uno dei propri cari per una ragione del genere, parlarne e trovare il coraggio di chiedere aiuto.

La ferita della perdita può non venire mai risolta interamente, ma essere vissuta come irrimediabile, rappresentando un netto decadimento nella qualità di un’intera vita. Questo rende davvero difficile ogni possibilità di rinascita, ogni possibilità di ricominciare a vivere la propria vita nonostante quanto sia successo, trovare quella forza e il coraggio di andare avanti. Sì, da soli non ce la si può proprio fare.

Nasce così un evento mondiale per tutte quelle persone che hanno perso una persona cara a causa del suidicio

E allora ecco che, per venire incontro ad un problema del genere, nasce la “Giornata Internazionale dei Sopravvissuti al suicidio”, che il 22 Novembre si terrà in tutto il mondo.

Sì, “sopravvissuti al suicidio“, perchè è così che viene definita quella fetta di popolazione che ha dovuto affrontare la perdita di una persona cara a causa del suicidio.

Un evento, dunque, che nasce con lo scopo di far incontrare i sopravvissuti e insieme onorare e ricordare i propri cari e costruire una comunità che sia fonte e motivo di speranza.  Che li aiuti a ricominciare.

L’obiettivo è quello di mettere a disposizione dei partecipanti uno spazio all’interno del quale poter parlare apertamente del dolore legato alla perdita, in un’atmosfera di ascolto reciproco e di piena accettazione.

Il manifesto dell'evento (clicca per ingrandire)
Il manifesto dell’evento (clicca per ingrandire)

Uno strumento di condivisione che possa aiutare ad affrontare il problema

Così facendo, dunque, si spera che il confronto tra persone che vivono lo stesso dramma e sperimentano gli stessi vissuti di angoscia, dolore e senso di colpa, possa in qualche modo rappresentare un’ispirazione e un incoraggiamento a creare nuovi percorsi di “guarigione” o a ripercorrere sentieri ormai abbandonati.

Insomma, questa giornata vuole non solo cercare di dar voce e spazio a chi continua a vivere in solitudine la propria vita, sopravvivendo ad un dolore così profondo che ha deciso di affrontare ” da solo”, ma vuole far crescere anche la consapevolezza dell’importanza e della disponibilità dei servizi di supporto al lutto.

Un vero e proprio strumento di condivisione che ci dimostra che al mondo non siamo mai soli e che non bisogna mai aver timore a chiedere aiuto.

Daniela Bella