Lupo

Nel comune di Velo a Verona si è tenuta una riunione del Consiglio comunale per parlare dell’«Introduzione del lupo, problemi creati e determinazioni in merito». Dopo la vicenda di Daniza si sperava che non si sentisse più parlare di vicende simili, ma a quanto pare la storia dell’orsa morta perché ha cercato di difendere i suoi cuccioli non è servita da lezione, anzi ha prodotto una reazione a catena con la quale ora si può pensare a sparare a tutti gli animali che sono un “presunto” rischio per l’incolumità dell’uomo.

Infatti durante la riunione, il sindaco di Verona Flavio Tosi ha pensato bene di affermare:

«Siccome il sindaco ha l’obbligo di tutelare la salute e l’incolumità dei propri cittadini, preparo un’ordinanza perché se il lupo si avvicina alle case gli si possa sparare».

«Sapete tutti che Verona ha anche un territorio montano con le frazioni di Trezzolano, Cancello e Moruri. Io sono preoccupato per quando arriverà l’inverno, non ci saranno più vacche in alpeggio e poca selvaggina nei boschi. Non sono tranquillo per i bambini che al mattino a bordo strada o alla sera al rientro dalla città aspettano lo scuolabus».

«Per questo ho dato mandato ai miei uffici di trovare il modo di fare un’ordinanza di tutela dei miei cittadini. Io sono responsabile della loro salute e della loro incolumità e siccome nessuno mi garantisce che il lupo non apprezzi anche questo tipo di prede, autorizzo l’abbattimento degli esemplari che si avvicinano ai centri abitati».

Questo l’ha espresso quando il sindaco di Velo, Mario Varalta, ha dato la possibilità ai presenti di esprimere le proprie opinioni.

lupo e cuccioli

Il sindaco Tosi è presidente regionale Federcaccia e quando gli viene fatto notare che ci sono leggi specifiche che tutelano i predatori lui afferma di saperlo:

«Certo che lo so, e so anche che qualcuno impugnerà questa ordinanza, ma intanto se ne parlerà e sarà mio compito spedire il modello a tutti i sindaci della montagna veronese perché lo adottino nei rispettivi Comuni al fine che tutto il territorio dove i lupi sono presenti sia coperto dal punto di vista della sicurezza».

«Penso a un bambino fermo a bordo strada che intravede il lupo o un branco: l’istinto è quello di scappare e sarebbe una preda troppo facile e troppo ghiotta per un lupo affamato, dunque per difesa personale si deve essere autorizzati a sparare al lupo in prossimità dei centri abitati».


Ancora più disarmante è il fatto che altri comuni come Erbezzo, Bosco Chiesanuova, Cerro, Roverè, San Mauro di Saline e Selva di Progno si sono dichiarati pronti ad accogliere l’ordinanza.

lupa

E come se non bastasse vorrebbero che il presidente della regione Luca Zaia trasferisse i lupi della Lessinia in altri luoghi, facendo così uscire Verona e dintorni dal progetto europeo Life WolfAlps, il quale obiettivo è  quello di implementare e coordinare azioni di conservazione della popolazione alpina di lupo in aree chiave particolarmente importanti per la specie e nell’intero ecosistema alpino.

A parlare delle motivazioni che spingono i comuni a voler trasferire il canide, è il sindaco Varalta che non crede alla storia del lupo arrivato dalla Slovenia:

«Ci hanno raccontato una bella favola, che il lupo sia arrivato da solo dalla Slovenia. Poi l’hanno infiocchettata con un po’ di romanticismo dicendo che ha trovato proprio qui la sua compagna».

«I lupi sono stati portati in Lessinia nel 2012, e nel 2013 ci sono stati numerosi capi aggrediti. Quest’anno, tra morti e feriti, si è arrivati a contarne 44, 10 sono state le vitelle predate nella sola notte del 25 agosto, tutte del nostro compaesano Ivano Brunelli a malga Moscarda, ma se ai capi uccisi si aggiungono quelli feriti di notte nella fuga scappando su terreni rocciosi, il danno aumenta a diverse decine».

«Si parla di benessere animale, giustamente e si viene denunciati se si dà un calcio a una vacca, ma per i bovini feriti e lasciati morire per ore dissanguati non si muove nessuno. Questo non è forse maltrattamento? Per noi il progetto Life WolfAlp, che doveva essere una risorsa, è diventato un danno, sia in termini economici che di paura, perché la scorsa settimana i lupi sono stati avvistati sulle contrade più a nord che confinano con le malghe».

Lupo

Ora se tutti ragionassimo come queste persone dovremmo poter sparare su tutto quello che secondo noi mette a rischio la nostra incolumità e quella dei nostri figli, avete idea di cosa scatenerebbe se questa ordinanza passasse? Avremo persone che si sentono autorizzate ad andare in giro armate per proteggersi…

La povera Daniza, uccisa da una dose sbagliata di anestetico, non ha dato l’insegnamento corretto, anzi è diventata un capro espiatorio per levare di mezzo i pericoli, animali che hanno diritto quanto l’uomo di vivere.

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