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Dobbiaco, la "valle verde" del Trentino Alto Adige

Di Daniela Bella - 1 Settembre 2014

dobbiaco

Tra i monti, le pianure e le splendide alpi e vallate del Trentino Alto Adige sorge Dobbiaco, un comune in provincia di Bolzano.

Una cittadina immersa nei meandri della natura, tant’è che viene definita anche “valle verde“: a Sud è protetta dalle magnifiche pareti rocciose delle Dolomiti, “Patrimonio Naturale dell’Umanità“, mentre nel lato opposto troviamo la catena delle Alpi dei Tauri occidentali e delle Alpi Carniche, le quali vanno a formare la conca di Dobbiaco.

dolomitiPer tali caratteristiche, Dobbiaco, assieme ai comuni di Sesto e San Candido, è riconosciuto come uno dei “Comuni delle Tre Cime“.

Le origini del nome “Dobbiaco” sembrano essere legate al termine “Duplagum“, ovvero “due-acque“, in quanto nelle vicinanze del paese si trovano sia i due laghi (il lago di Dobbiaco ed il lago di Landro), che le sorgenti di due importanti fiumi (la Drava e la Rienza).

Il paese è suddiviso in due zone ben distinte e separate tra loro, denominate “Dobbiaco Vecchia“, che si trova in posizione maggiormente elevata e, con più precisione, all’interno della valle San Silvestro, e “Dobbiaco Nuova“, la più recente diciamo, sorta agli inizi del Novecento in prossimità della stazione ferroviaria e costituita a cavallo della Sella di Dobbiaco, un valico alpino che separa le Alpi dei Tauri occidentali dalle Dolomiti nei pressi del paese di Dobbiaco. Queste due zone sono separate dal transito della statale della Pusteria.

Due i principali parchi naturali di Dobbiaco.

Il comune di Dobbiaco ospita parte del territorio di due aree protette: il Parco naturale Dolomiti di Sesto, conosciuto come il Parco Naturale delle Tre Cime, e il Parco naturale Fanes – Sennes e Braies.

• Il Parco Naturale delle Tre Cime si estende nella zone nord-est di Dobbiaco e comprende la parte altoatesina delle Dolomiti di Sesto. Si tratta di un parco molto rinominato perchè al suo interno si trovano molte famose cime dolomitiche, tra cui spiccano le famosissime “Tre Cime di Lavaredo“.

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Altre cime importanti sono, invece, la Punta dei Tre Scarperi, il Monte Popera, la Croda dei Baranci, il Monte Paterno, la Cima Una, la Cima Undici e la Cima Dodici (queste ultime fanno parte della cosiddetta meridiana di Sesto).

L’unico lago rilevante del parco è il lago di Landro, ma è possibile imbattersi anche in altri laghi di piccole dimensioni, quali il Lago di Malga di Mezzo, i Laghi dei Piani, i Laghetti sull’Alpe Lunga e i laghi di Cime.

• Il Parco naturale Fanes – Sennes e Braies, invece, sorge nella zone ovest di Dobbiaco. Con la sua superficie di ben 25.680 ettari, è uno dei parchi più vasti dell’Alto Adige.

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Le cime raggiungono anche le quote dei 3.000 m. di altezza dalla superficie del mare e sovrastano i vasti altopiani di: Prato Piazza, Fanes, Sennes, Fosses. Questi ultimi sono delimitati da rocce periferiche che si vanno a diramare sui versanti più esterni.

I principali laghi del parco, invece, sono il lago di Braies, il lago di Dobbiaco, il le de Fojedöra, il lago di Limo, il lago Piciodel e il lago de Rufiedo.

Uno storico e panoramico Grand Hotel fa da sfondo alla vallata.

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Particolarmente significativo è il complesso del Grand Hotel, edificato nel 1877, che oltre ad essere stato il primo albergo di Dobbiaco, fu anche uno dei primi della val Pusteria, uno degli hotel più all’avanguardia dell’epoca.

Un hotel rinominato e di grande importanza perchè, fra i suoi ospiti, vide molti nobili, tra cui il principe ereditario tedesco Federico Guglielmo, il re Alberto di Sassonia, la principessa ereditaria austriaca granduchessa Stephanie del Belgio (vedova dell’arciduca Rodolfo), il re Milan di Serbia assieme a suo figlio Alessandro I di Serbia, il barone Natanaele Rothschild di Vienna ed il barone Leopoldo Rothschild di Parigi.

Oggi il Grand Hotel è adibito a diverse funzioni: centro congressi e culturale, ostello della gioventù, il Centro Vacanze, bar, centro visite dei parchi naturali, scuola di musica, servizio per i giovani, centro di formazione, appartamenti sociali e una casa per ferie della curia.

Alle spalle del Grand Hotel un vasto sentiero natura, per grandi e piccini.

Alle spalle del Grand Hotel si estende un particolare sentiero natura, adatto sia per i grandi che per i piccini, sempre accessibile e dall’accesso gratuito.

Tre le stazioni principali del sentiero:

• 1.Il Mondo Magico della Foresta“, una struttura principalmente in legno che, in modo ludico e interattivo, ci fa conoscere il bosco e l’intero habitat in tutta la sua varietà.

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• 2.Il Villaggio degli Alberi“, tre casette a forma di albero che formano un villaggio in mezzo al bosco. Ognuna di queste case ospita una tematica principale: la prima è “Il bosco – miracolo di produttività”, per imparare a conoscere l’importanza del bosco per la produzione d’ossigeno; la seconda è la lavorazione del legname dai tempi antichi ai giorni nostri; la terza è “Arte e bosco – nascere e svanire”.

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• 3.L’oroscopo celtico degli alberi“, rivolto principalmente ad un pubblico più adulto. All’interno dell’area, il visitatore può trovare il suo albero natale e constatare se le caratteristiche dell’albero o del segno corrispondono o no alla sua persona. Al corso dell’anno, infatti, sono attribuiti 21 alberi con tipici elementi caratteriali: caratteristiche, queste, che secondo l’idea dell’oroscopo celtico distinguono le persone nate nei periodi corrispondenti ai vari segni arborei.

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La centrale di teleriscaldamento e l’energia rinnovabile.

La vera particolarità di Dobbiaco è quella di essere particolarmente ricca di fonti di acqua. Il paese attinge la sua acqua potabile da due diverse falde: una tra le rocce calcaree delle Dolomiti e l’altra tra le rocce ferrose delle Alpi Centrali.

L’interesse per questa fonte primaria di energia risale ad un’epoca antica, durante la quale si ricorreva per far funzionare i mulini. Oggi, invece, l’energia elettrica viene prodotta da centrali idroelettriche di ultima generazione.

La centrale di teleriscaldamento di Dobbiaco è un impianto di teleriscaldamento usato, appunto, per il riscaldamento dell’acqua per la successiva fornitura agli edifici della zona.

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La centrale è operativa dal 1998, e ad essa è stata collegata anche la rete del limitrofo comune di San Candido. Nel Settembre del 1999 Dobbiaco e San Candido hanno fondato, con altri quattro enti, il “Consorzio Biomassa Alto Adige“.

Nel 2005 la centrale è stata ampliata e radicalmente ristrutturata con il nuovo gruppo per la produzione combinata di energia termoelettrica: un impianto che produce e diffonde energia termica eco-compatibile per i comuni di Dobbiaco e San Candido e per le loro frazioni. Un impianto che, tra l’altro, nel suo genere è il più importante d’Europa.

Insomma, Dobbiaco è un paese che rispetta l’ambiente e tutto ciò che la popola. Ne è dimostrazione l’onorificenza datale da Legambiente, che ha premiato Dobbiaco come “Comune Rinnovabile” per l’impiego, raffrontato al numero di abitanti, della maggior percentuale di energia rinnovabile per far fronte al bisogno di calore ed energia elettrica.

Ma non solo la centrale termica. Dobbiaco, infatti, è stata premiata anche per per la sua azienda elettrica e per l’impiego di pannelli solari e impianti fotovoltaici da parte dei singoli cittadini.

Lo sci di fondo e lo sport la fa da padrone.

sci-da-fondo-dobbiacoDobbiaco è conosciuta anche per le tante possibilità di sport, sia estivi che invernali, offerti dal paese.

Durante la stagione invernale è possibile dedicarsi a sci, sci di fondo, snowboard, escursioni con le racchette da neve, sci d’alpinismo e pattinaggio sul ghiaccio. Ogni anno sulle piste sempre perfettamente innevate si svolgono maratone di sci di fondo a livello mondiale. Inoltre, Dobbiaco è una delle poche località in Alto Adige dotata di strutture adatte alla pratica del salto con gli sci.

In estate spazio alle piste ciclabili…

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Durante la stagione estiva, invece, le numerose piste da sci di fondo si trasformano in altrettante piste ciclabili: molte sono le mete facilmente raggiungibili attraverso queste, ad esempio Cortina, Lienz e Bressanone.

Particolarmente rinominate sono la pista ciclabile della Pusteria e quella della Drava, con meta Lienz: una volta effettuato il viaggio d’andata, infatti, per il viaggio di ritorno le ferrovie austriache offrono molti convogli ferroviari per il trasporto delle biciclette.

Le giornate estive, inoltre, consentono di addentrarsi dentro la natura, con escursioni e arrampicate nel parco avventura adibito, dove è possibile passare da un albero all’altro anche mediante l’uso di carrucole.





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