Quando si pensa ad un fiore che simboleggi il legame d’amore viene subito in mente la rosa. In realtà è il tulipano il vero simbolo dell’amore.

L’arte non poteva fingere una grazia più semplice
né la natura formare una linea più bella.
(James Montgomery, sui tulipani)

Il nome di questo fiore delicato e dai mille colori deriva dal termine turco “tullband” che vuol dire “copricapo“, probabilmente per la sua particolare forma che assomiglia ad un turbante composto da diversi veli simile a quelli indossati dai turchi.

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I suoi bulbi vanno interrati in autunno a novembre e per tutto l’inverno riposano nel freddo terreno e si preparano a fiorire in primavera. Un po’ come l’uomo che durante i mesi freddi e bui egli rimane più in se stesso e questo periodo di introiezione gli è necessario per sbocciare e per essere più creativo.

Forse è anche per questa similitudine con la vita dell’uomo che amiamo così tanto questo fiore particolare.

Il tulipano: una storia antica

Il tulipano giunge dal Medio Oriente dove cresceva spontaneo per poi arrivare verso la metà del 1500 in Turchia. Venne portato in seguito a Vienna, a Parigi e infine in Olanda dove divenne il fiore simbolo del Paese e dove ancora oggi tutti accorrono per ammirare campi sconfinati di tulipani che abbelliscono i paesi olandesi.

Il tulipano in passato conquistò tutti ed era diventato il fiore delle dame della nobiltà, tanto caro da far parte della dote delle ragazze che andavano spose. Divenne un fiore di lusso quotato addirittura in borsa.

Nel 1636 la domanda di bulbi di tulipano era cresciuta a un livello tale che si cominciò a scambiare bulbi in diverse Borse olandesi. Si racconta che un birraio di Utrecht arrivò al punto di scambiare la propria fabbrica di birra con tre bulbi di tulipano.
(Lars Tvede)

Oggi un contadino ha acquistato un singolo bulbo del raro tulipano chiamato Viceré, pagando per esso: otto maiali, quattro buoi, dodici pecore, due carichi di grano, quattro carichi di segale, due botti di vino, quattro barili di birra, due barilotti di burro, mille libbre di formaggio, un letto completo di accessori, un calice d’argento e un vestito, per un valore totale di 2500 fiorini.
(Hrispijn Munting, cronista della “Gazzetta di Harlem, 1635, sulla bolla dei tulipani)

Tante le leggende legate a questo fiore ma tra tutte, la più diffusa e tramandata, è quella di origine persiana che narra l’amore tra il giovane Shirin e la bella Ferhad.

Shirin un giorno si allontanò per cercare fortuna e riuscire a tornare più ricco. La sua giovane innamorata lo attendeva, giorno dopo giorno. Ma i giorni divennero anni e il suo amato non ritornava da lei così una sera Ferhad decise di avventurarsi nel deserto nella speranza di ritrovarlo, ma l’unica cosa che trovò furono la stanchezza e la fatica che la fecero cadere svenuta su delle pietre aguzze. Distrutta dal dolore, dalle ferite e dal dispiacere di non essere riuscita a ritrovare il suo amore, Ferhad incominciò a piangere disperata. Le sue lacrime cadendo goccia dopo goccia si mischiarono al sangue delle sue ferite e bagnarono il terreno da cui nacquero i primi tulipani. Da allora tutte le primavere questi fiori tornano a sbocciare spontaneamente nelle terre della Persia e chi li vede non può che ritornare con la mente e con il cuore a questa leggenda d’amore che ci dona un grande insegnamento: dal dolore, dalle lacrime e dalla disperazione nasce sempre qualcosa di bello, proprio mentre crediamo di morire per la sofferenza qualcosa sta in realtà già nascendo.

Ancora oggi gli innamorati in Iran si scambiano tulipani in segno di profondo affetto.

Ci sono molte leggende, fiabe e racconti dedicate a questo bellissimo fiore, ognuna con protagonisti e vicissitudini diverse. Tutte però hanno in comune una cosa: il tulipano come simbolo dell’amore.

Quando lo vediamo sbocciare all’improvviso deciso, fiero e con i suoi bellissimi colori sgargianti vuol dire che è giunta la primavera, che la vita ha trionfato, che è ora di brindare all’amore universale!

Un campo di tulipani ha per noi olandesi qualcosa di umano. Soprattutto quando, mossi dal vento, sembrano tante piccole teste che annuiscono. Lo hai mai notato? Ecco perché da noi non c’è giardino che non abbia i suoi tulipani.
(Mary Mapes Dodge)