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Voglia di un viaggio alternativo? Puoi andare nel Borneo e ripiantare la foresta!

Di Redazione - 10 Agosto 2015

Sei un viaggiatore consapevole? Concordi con l’idea che viaggiare significhi anche dare un contributo al mondo? Vuoi sostenere le economie locali, i parchi nazionali e le specie che vi abitano? Allora potresti vivere un’esperienza unica nel Borneo malesiano, lungo le rive del fiume Kinabatangan.

A circa un centinaio di chilometri da Sandakan, nel 1997, i componenti di un piccolo villaggio del lower Kinabatangan river (Batu Puteh) decisero di formare una cooperativa (Kopel) che permettesse ai viaggiatori di entrare in diretto contatto con la cultura del posto, con l’ambiente e con le problematiche conseguenti il commercio della palma da olio e altri sfruttamenti del territorio.

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Questa piccola comunità chiamata Mescot, invita i viaggiatori eco-consapevoli ad entrare attivamente nel loro mondo attraverso l’opera di ri-piantumazione di parti di foresta per riattivare quel processo naturale di “rinfoltimento del territorio”.
Il processo prevede l’utilizzo di alcuni tipi di piante che attirano a loro volta gli animali che si nutrono dei loro frutti e che tornano quindi ad abitare queste nuove parti di foresta ritrovando il giusto nutrimento e l’habitat ideale in cui vivere.

Un’alternativa all’opera di piantumazione è la rimozione di un’alga dannosa chiamata “Salvinia molesta” che altera l’equilibrio biologico delle acque del fiume. Grazie all’aiuto dei viaggiatori volontari, il Mescot negli anni passati ha potuto rimuoverne una buona parte, ridando così alle acque la loro vitalità.

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Se invece siete più interessati all’aspetto culturale, il Mescot offre il progetto “Home Stay” ovvero la possibilità di soggiornare nel villaggio, presso le loro abitazioni entrando nel vivo della loro quotidianità, pranzando e dormendo secondo le loro abitudini e il loro ciclo vitale.

Per i viandanti più avventurosi che hanno invece voglia di godere della natura che questo angolo di mondo ha da offrire, il Mescot possiede anche un avamposto immerso nella giungla che in passato veniva utilizzato da cacciatori e i pescatori e che oggi è un piccolo villaggio totalmente ecosostenibile, il Tungog Rainforest Ecocamp.
Preparatevi in caso a lavarvi con acqua piovana recuperata utilizzando un mestolo come doccino e a dormire su palafitte immerse nella giungla che affacciano su un lago.
Il posto è uno straordinario punto di osservazione: primati, varani giganti, coccodrilli, le endemiche e rarissime Nasiche e molte altre altre specie potranno essere viste e fotografate con una semplice uscita in canoa accompagnati dalle guide del villaggio che hanno profonda conoscenza del territorio unita ad una preparazione sviluppata negli appositi corsi sovvenzionati dallo stato malesiano.

Tungog Rainforest Ecocamp

Tungog Rainforest Ecocamp

Quindi, cari amici itineranti alla ricerca di una valida e consapevole alternativa al turismo di massa, se state orbitando nel Borneo malesiano, ricordatevi che questa piccola comunità vi permetterà di tornare a casa sicuramente più ricchi interiormente e contenti di aver contribuito attivamente a conservare un piccolo pezzo di questo mondo così profondamente bisognoso di iniziative simili.

Sarah Colombo

MyExplorando.com



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