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Amore gay: cosa ne pensano i bambini

Di Giordana - 23 Febbraio 2014


C’è un modo di conoscere puro e autentico che è quello di ogni fanciullo che per la prima volta si approccia al mondo e alle cose e vuole scoprirne i segreti. Un modo di conoscere naturale e spontaneo che è quello del sentire, che gli adulti hanno domato e disimparato nel tempo, per approcciarsi alla realtà in maniera sempre più strutturata dalle leggi non scritte della propria cultura.
Ma cosa succede se si chiede ad un bambino di esprimere le proprie sensazioni riguardo un tema come l’amore, e per giunta l’amore gay? Ce lo mostra il video che vi proponiamo oggi, pubblicato su Fanpage.it, in cui vengono intervistati dei bambini dai 5 ai 10 anni di età. Gli si domanda per primo cosa sia per loro l’amore, e “due persone che si vogliono bene e che si aiutano”, “un senso di gioia”, “quando senti le farfalle nello stomaco” rispondono i piccoli intervistati. E se ad innamorarsi fossero due persone dello stesso sesso? Di fronte a questa domanda i piccoli restano un po’ interdetti, poi danno voce alle loro riflessioni sulla più importante presenza dell’amore nei rapporti, e sulle non giudicabili e libere scelte dell’individuo.

Photo from gaywaves.com


Come ci si aspettava il video è stato oggetto di infinite polemiche. Giudicato una violenza sulle coscienze dell’infanzia, il video mostrerebbe l’ennesima strumentalizzazione dei bambini per diffondere il “credo gay” nella società e corromperla. Un video “preconfezionato” ad arte in cui i piccoli, dapprima profondamente turbati, sarebbero poi stati deviati per affermare la parola gay, l’esistenza e la naturalezza dell’amore che sboccia tra due persone dello stesso sesso.
Hanno dimenticato però che quello dell’amore gay è un tema quasi del tutto oscurato al bambino dalla società. E che l’individuo proverà sempre un certo grado di stupore e di timore ogni qual volta si imbatterà nello “sconosciuto”. Si tratta di una reazione naturale, spontanea; come spontanee e naturali sono le loro considerazioni. Non vittime di una violenza psicologica, ma al centro di un’azione educativa intesa nel senso antico del termine (dal latino educo, ovvero “condurre fuori”), i bambini hanno tratto dalla loro silenziosa conoscenza interiore una delle tante sfumature di un concetto così grande e misterioso che porta il nome “amore”.
Anche noi adulti potremmo essere in grado di far riaffiorare le nostre sensazioni primordiali. Come affermava Giovanni Pascoli, c’è un fanciullo nel profondo di ogni uomo. È un po’ scomodo, si nasconde, sfugge alle imposizioni e al nostro raziocinio: perciò spesso non gli abbiamo prestato abbastanza attenzione, lo abbiamo ignorato, lo abbiamo fatto tacere. Eppure esiste; e scorge le cose come per la prima volta, per quello che sono. E ne scorge la bellezza, crea la poesia.
Buona visione:



 




 





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