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Ael, l'orango catturato e schernito dagli abitanti del villaggio, poi salvato da un'associazione animalista

Di Daniela Bella - 2 Novembre 2013

Oggi vi raccontiamo la storia Ael, una femmina di orango del Borneo. Una storia a lieto fine per fortuna, ma che a leggerla fa comunque accapponare la pelle.

Succede tutto a Borneo appunto, in una cittadina di Tempurkan. L’orango, che si era avvicinato al villaggio in cerca di cibo, è stato subito catturato e immobilizzato da sei persone che ne hanno poi fatto un “giocattolo vivente”: dopo averlo legato e incatenato ad un palo nel bel mezzo di uno spiazzo, infatti, l’orango è divenuto vittima di scherzi, dispetti e tormenti.

Strappato ai suoi simili, l’orango era stato abbandonato a se stesso, senza acqua nè cibo. Ogni giorno una folla lo accerchiava per prendersi gioco di lui, divenendo vittima di vero e puro “intrattenimento”, e ogni volta che provava a liberarsi e a scappare veniva credudelmente punito.

Per fortuna uno degli abitanti del villaggio si è reso conto della situazione e ha ben pensato di avvertire un’associazione animalista britannica, la Animal Rescue, che è subito intervenuta.

Gli attivisti hanno sedato l’animale per poi portarlo in un centro di recupero. Chiamato Ael (“Santa”), l’orango verrà rilasciato in libertà tra i suoi simili non appena verrà trovata una zona sicura nella foresta.

Un episodio, questo, che fa riflettere sulle condizioni degli orango. Circa 100 anni fa, infatti, Borneo ospitava 315.000 esemplari di orango: ad oggi ne sono rimasti meno di 54.000, mentre circa 6.000 esemplari si trovano sull’isola indonesiana di Sumatra.

Tutto questo è dovuto anzitutto alla rapida espansione delle coltivazioni di palma da olio, utilizzata per produrre profumi e saponi venduti nel mercato occidentale, ma anche all’aumento della popolazione che, per far posto a nuovi villaggi, abbatte gli alberi della foresta.

Nel frattempo, gli attivisti hanno colto l’occasione per spiegare agli abitanti del villaggio che la cattura e la reclusione di un orango in Indonesia va contro la legge ed è considerato reato, oltre al fatto che si tratta di un trattamento crudele e degradante nei confronti di questo splendido animale selvatico.

[fonte:dailymail.co.uk]

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