Fino a qualche anno fa non sapevo usare Facebook, mi rifiutavo di acquistare smartphone preferendo il mio Nokia da una ventina di euro, usavo la mail quando capitava e l’idea di essere connessa h24 non mi passava nemmeno per la testa. Poi è arrivato il lavoro, sul web, e le cose sono cambiate. Internet è diventata una seconda casa di cui ho appreso, nel corso del tempo, molti segreti. Facebook, che avevo snobbato per anni, mi ha conquistata sebbene continui a farne un uso prevalentemente professionale. Ma ammetto che fatico a non sbirciare le ultime novità postate sui social o a non condividere qualche curiosità del weekend su Instagram. Da anti-social qual ero, mi sono lasciata sedurre dal meccanismo e confermo che innesca una forma di dipendenza subdola, di cui è bene essere un minimo consapevoli. Perché? Da cosa dipende?

Penso che in parte sia ricollegabile alla distorsione della realtà. E’ più facile condividere online dettagli e curiosità della propria vita privata piuttosto che parlarne davanti a un pubblico in carne e ossa. Il web è un filtro che riduce il senso di pudore, vergogna, timore incoraggiandoci a esprimere con leggerezza opinioni buone e cattive. Ma è anche un filtro che ci permette, d’altro canto, di raccontare solo una parte di noi stessi, la migliore, attraverso il meccanismo della selezione. Questo accade anche nella vita reale perché tutti indossiamo maschere ma sul web è più facile. Per non parlare del problema alienazione, di cui Moby si fa portavoce nell’ultimo video pubblicato su Youtube, “Are you lost in the world like me?” dell’album These Systems Are Failing.

Il cantante, attraverso le illustrazioni del regista e animatore Steve Cutts, mostra un’umanità indifferente, sola, alienata, dipendente dagli smarthphone. Spiegando il video, Moby ha affermato: “Per me il video parla della nostra crescente dipendenza dalla tecnologia e delle interazioni tra le persone, o meglio: dell’assenza di interazioni tra le persone. L’accento è posto sul fatto che la tecnologia ci influenza, ci desensibilizza… Abbiamo costruito delle grandi città, delle grandi industrie, dei grandi sistemi. Questi sistemi sono stati costruiti per proteggerci, per renderci liberi. Ma invece di fare questo hanno inquinato la nostra aria, ucciso gli animali e massacrato la terra – e siamo noi che abbiamo creato distruzione. Pensavamo di aver risolto i problemi della distribuzione del cibo e della distribuzione delle ricchezze, ma siamo più infelici che mai“.

Cos’è la dipendenza da smartphone

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Secondo alcune ricerche la dipendenza da smartphone è talmente forte che alcune persone provano addirittura angoscia quando ne sono lontane ed esiste una sindrome vera e propria, la SCA, Sindrome da Cellulare Acceso, che affligge coloro che non riescono a sopportare il cellulare spento e per ovviare al problema girano con un carica batterie di scorta. Le dipendenze si suddividono a loro volta in sottocategorie, c’è chi non può fare a meno di inviare e ricevere messaggi, chi acquista nuovi modelli non appena usciti sul mercato a dispetto delle possibilità economiche, chi dipende dai giochi online o dai selfie. A ognuno la sua!

Ormai siamo talmente abituati allo smartphone che “anormale” è colui che non lo possiede o non lo desidera. Basta addentrarsi in un qualunque negozio di elettronica per accorgersi dell’irresistibile attrazione suscitata dai telefonini, chiamandoli alla vecchia maniera. Sorge spontaneo chiedersi come mai un oggetto simile sia diventato un must irrinunciabile, tanto da indurre un numero crescente di individui a bramarlo come fosse oro. Ma questa non vuole essere una critica sterile, gli smartphone possono rivelarsi senz’altro utili purché non diventino uno strumento per fuggire la realtà. Ed è su questo punto che vuole indurci a riflettere Moby con il nuovo video. Riusciamo a socializzare senza smarthphone? Riusciamo a discutere con altre persone senza condividere i contenuti del dialogo online? Possiamo fare una vacanza evitando di postare le foto? Quanto tempo trascorriamo davanti allo schermo e quanto di fronte a persone in carne e ossa?

Il testo del brano di Moby “Are you lost in the world like me?”

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“Are You Lost In The World Like Me?
Look harder, say it’s done
Black days and a dying sun
Dream a dream of god lit air
Just for a minute you’ll find me there
Look harder and you’ll find
The 40 ways it leaves us blind
I need a better place
To burn beside the lights
Come on and let me try
Are you lost in the world like me?
If the systems have failed?
Are you free?
All the things, all the loss
Can you see?
Are you lost in the world like me?
Like me?
Burn a courtyard, say it’s done
Throwing knives at a dying sun
A source of love in the god lit air
Just for a minute, you’ll find me there
Look harder and you’ll find
The 40 ways it leaves us blind
I need a better way
To burn beside the lights
Come on and let me try
Are you lost in the world like me?
If the systems have failed?
Are you free?
All the things, all the loss
Can you see?
Are you lost in the world like me?
Like me? [x2]
If the systems have failed”

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