Seguire il Ritmo della Natura come i Masai di Oloimugi

Che bello sarebbe se si potesse vivere seguendo i propri ritmi e non quelli imposti da un orologio, c’è un villaggio in Africa e precisamente in Kenya che vive seguendo i ritmi della natura.

Masai popolo eco

Il popolo Masai di Oloimugi, situato a nord del Monte Kenya nella contea di Laikipia, trascorre la vita pascolando il bestiame e raccogliendo quello che offre la natura, senza produrre rifiuti, senza danneggiare l’ecosistema, come se fosse parte stessa dell’ambiente in cui vive.

Questo villaggio è anche la casa per più di 250 elefanti, leoni, leopardi, iene, Kudus, impala, zebre, dikdiks, gazzelle e molti altri animali.

Ritmo della Natura

La regione è stata visitata dal regista Michele Cadei per ricavarne un documentario che racconti proprio questa loro vita senza orologi, queste sono le sue impressioni:

“C’è una diversa concezione del tempo, qui. Il giorno non è diviso in 24 ore, c’è invece un flusso che segue la natura, iniziando quando il sole sorge e si viene svegliati dagli uccelli”. 

“Il popolo Maasai segue una dieta di latte, sangue e carne di manzo”

“Durante le mie due settimane di permanenza con loro, abbiamo creato meno rifiuti di quanto non abbia fatto io durante un singolo pasto al mio ritorno a Londra”

Un intero popolo che conduce uno stile di vita assolutamente sostenibile che è la loro ricchezza più preziosa, unica e culturale, vivere con le loro donne ed imparare come riescono a creare stupende collanine di perline da vendere ai turisti, imparare come mungere le mucche, cercare la legna da ardere e seguire i loro ritmi quotidiani e le loro responsabilità e vivere sotto le enormi acacie dove gli anziani scambiano sagge, sagaci e utili parole ricche di contenuti. I bambini cantano i loro inni speranza di un futuro migliore vestiti in maniera colorata e decorata tipici dell’abbigliamento Masai. La tradizione e la vita scorre tranquilla ma senza dimenticare i “wilderness soldiers” i Morans sempre allerta e pronti a catturare con l’orecchio rumori estranei, mentre gli altri ballano e cantano.

Ritmo della Natura

Tutto questo è visitabile dal turista che vuole provare l’emozione di ricongiungersi con la terra, e vivere in un posto dove il ventunesimo secolo non è arrivato, dove l’agricoltura viene concepita come fonte di nutrimento e non di reddito, dove gli animali sono sgozzati a richiesta dal turista, ma il rito non è compreso nel prezzo del pacchetto… Eh si il villaggio si fa ben pagare per una giornata con gli anziani, per un giro intorno al villaggio con una guida che parla la lingua Masai e una bibita fresca sorseggiata sotto un ombrello di acacia mentre i guerrieri intrattengono gli ospiti con i balli: si paga circa 70 dollari a persona.

Ritmo della Natura

Tutto molto bello fino a quando non si scopre che forse anche in quel villaggio che vanta una vita senza tempo è arrivato il suono del denaro e nonostante il turismo eco-sostenibile, forse non  è tutto così magico come ci mostrano. Le donne Masai sono ancora sottomesse all’uomo e subiscono la clitoridectomia, non esiste una scuola, non esistono leggi a tutela dei minori o delle donne, però vivono a contatto con la natura seguendone i suoi ritmi… Forse sarebbe bello se la nostra vita fosse più come loro, lenta e raccolta intorno alla terra, ma sarebbe bello che ai loro bambini non venissero tolti i denti per essere identificati in caso di “furto”, sarebbe bello se le donne non subissero mutilazioni genitali e non fossero considerate alla stregua di oggetti, usate per creare collanine per i turisti, accudire i figli e partorire figli maschi (Se una donna non partorisce maschi per l’eredità, il marito può chiedere alla figlia di partorire un maschio per lui che diventerà suo erede).

Valeria Bonora

Valeria Bonora

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avatar Articolo scritto da Valeria Bonora il 23/12/2015
Categoria/e: Primo piano, Rassegna Etica.

Sono eclettica, sempre alla ricerca di cose nuove, amo l’arte in ogni sua forma e gli animali. Mi piace leggere, scrivere e fotografare, ma soprattutto amo comunicare e trasmettere “qualcosa”. ~ “Tutti sono stati bambini. Ma pochi di essi se ne ricordano” ~ [Antoine de Saint- Exupéry]

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