Casalinghe: il loro “lavoro” vale ben 7mila euro al mese!

Che le donne siano “multitasking“, che riescano, ovvero, a fare più cose contemporaneamente, non è certo una novità. E non si tratta di un giudizio di merito, ma di un dato di fatto che già in passato era stato scientificamente dimostrato.

Adesso pensiamo ad una comune casalinga: cuoca, autista, insegnante, psicologa, contabile, manager, addetta alle pulizie, operaia, lavandaia, babysitter. Abbiamo elencato ben dieci professioni e non deve stupirci sapere che sono tutte racchiuse nella stessa persona. Sì, anche questo è stato dimostrato.

Immagine da www.ilgazzettino.it

Ma per tutti questi lavori che una casalinga fa nel corso di una giornata, se immaginassimo uno stipendio tipo, quanto dovrebbe guadagnare nell’arco di un mese?

E’ questa la domanda che si sono posti i ricercatori del sito americano Salary.com, i quali, attraverso un sondaggio, hanno intervistato 6mila donne casalinghe chiedendo ad ognuna di loro il tempo dedicato ai vari lavori domestici.

Ebbene, la risposta è davvero sorprendente: se retribuita, infatti, la casalinga guadagnerebbe 7mila euro al mese, circa 84mila euro l’anno!

A seguito del sondaggio, infatti, si è scoperto che una casalinga in media trascorre 14 ore a settimana ai fornelli, 8 ore a fare da autista ai figli, 13 ore ad impartire ripetizioni scolastiche, 7 ore a fare da psicologa.

Moltiplicando questi e altri dati dati con le tariffe medie delle varie categorie professionali si ottiene appunto la cifra di 6.971euro al mese. Cifra che sarebbe destinata ad aumentare se consideriamo grandi città come Roma, Milano, Parigi o New York, dove questi mestieri hanno ben altre tariffe di retribuzione.

Il dato preoccupante è che non solo le casalinghe non godono di alcuna retribuzione, ma sopratutto sapere che, secondo i dati Istat, le casalinghe in Italia sono ben 4.879.000. Una donna su sei.

Tina Leonzi, fondatrice del Moica (Movimento italiano casalinghe), dichiara:

“Se non ci fossero le mamme come farebbero molte famiglie a conciliare i vari impegni? Chi andrebbe a prendere i bimbi a scuola visto che gli orari non si conciliano mai con quelli degli uffici? La realtà è che fanno risparmiare parecchi soldi allo Stato…”

Alessia Mosca, capogruppo Pd nella Commissione Politiche Europee, a tal proposito aggiunge:

“Sicuramente la posizione dell’Italia è insostenibile, senza contare il fatto che c’è moltissimo lavoro in Italia che viene fatto da quelle che vengono definite casalinghe ma in realtà non lo sono affatto perché aiutano il marito nella piccola azienda di famiglia. Ci troviamo così di fronte a occupazioni sommerse proprio in un Paese che ufficialmente ha il più alto tasso di casalinghe…”

Una soluzione, dunque, potrebbe essere “un’ipotesi pensionistica“:

“Un’ipotesi pensionistica sarebbe auspicabile, noi abbiamo più volte avanzato la richiesta che nell’età della pensione di ogni lavoratrice fosse riconosciuto uno sconto per ogni figlio avuto, ma anche un reddito minimo per quelle che non hanno un impiego sarebbe un segno di civiltà…”

Possiamo dunque sperare una forma di gratificazione in più, che sia sopratutto vera e concreta, nei confronti delle casalinghe? Noi ci auguriamo di sì.

[Fonte : www.repubblica.it]

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Daniela Bella

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avatar Articolo scritto da Daniela Bella il 27/01/2014
Categoria/e: Lavoro e Leggi, Primo piano.



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