Coppia Mista: la Differenza Crea Sempre Ricchezza?

La coppia mista è spesso vista con un occhio diverso. Ci siamo chiesti il perchè di questo atteggiamento infondato e l’unica risposta che ci siamo dati è che la differenza spaventa perché smuove il nostro mondo, ci costringe a lasciare l’immobilità accomodante del nostro punto di vista.

Noi siamo convinti che la diversità arricchisce: ma è così anche nella vita quotidiana di una coppia mista o le cose stanno un po’ diversamente?Abbiamo deciso di intervistare una donna italiana che ha un compagno straniero per rispondere a questo nostro quesito.

Vi lasciamo alle sue parole…

Parlaci della vostra coppia.

Che dire ci siamo conosciuti nel 2010,  c’è stato un anno di lungo corteggiamento che è servito a chiarire situazioni precedenti, specialmente da parte mia (uscivo da una lunga convivenza), poi abbiamo iniziato a frequentarci sempre più assiduamente e alla fine un anno fa siamo andati a vivere insieme. Abbiamo pochi anni di differenza ma lui è il più piccolo (ha 4 anni meno di me) e questa cosa mi è pesata molto, specialmente all’inizio e sicuramente è stata motivo di indecisione, da parte mia, ben più della differenza culturale. Io italiana, lui indiano.

photo by taliesin at morgueFile.com

E’ difficile far convivere in una coppia culture e religioni diverse?

La differenza religiosa sinceramente è praticamente inesistente nel nostro caso, in parte perché io avevo già intrapreso un cammino spirituale abbastanza affine a quello induista ed ero già stata alcune volte in India ben prima di conoscerlo, ma sopratutto anche perché da parte loro (il mio compagno è hindu-sikh, cioè proviene da famiglia mista hindu e sikh) c’è una grandissima apertura verso tutte le altre religioni e verso qualunque tipo di percorso spirituale, purché monogamo, ma questo riguarda ovviamente la situazione inversa, nel caso in cui una ragazza/donna volesse contrarre matrimonio con un ragazzo/uomo appartenente a religioni che prevedono la poligamia credo che sarebbe molto ostacolata, ma in tutti gli altri casi e contesti c’è massima apertura. Lo stesso è stato da parte dei miei familiari.

All’interno della coppia in realtà le differenze culturali sono percepite come differenze caratteriali, non ci capita spesso di soffermarci sulla differenza culturale vera e propria, ma su quanto la formazione socio-culturale abbia contribuito a formare i nostri caratteri, può sembrare la stessa cosa, ma la differenza se pur sottile c’è ed è sostanziale. Non percepisco una cultura diversa dalla mia, ma una persona che ha un carattere con cui a volte mi capita di scontrarmi, come accade in ogni caso e contesto, solo che poi ad una seconda analisi spesso ci rendiamo conto che alcuni scontri possono essere derivati da un’abitudine a percepire alcuni atteggiamenti in un determinato modo piuttosto che in un altro, ma altrettanto questa differenza ci ha arricchito ed unito in molti casi.

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Come hanno reagito parenti e amici al vostro amore e come reagiscono le persone a vedervi insieme?

Questo è un tasto dolente, non per quanto riguarda la famiglia, come già ho detto, ma per quanto riguarda gli amici. Da parte delle reciproche famiglie abbiamo avuto il massimo appoggio e si sono creati anche dei bei legami, per esempio fu molto buono e profondo il rapporto tra lui e mia madre, gli amici invece non hanno reagito tutti bene, almeno per quanto riguarda i miei.

Devo dire che dalla “sua parte” è stato tutto più tranquillo, ma credo che questo dipenda anche dal fatto che in genere gli uomini sono meno invadenti l’uno nella vita affettiva dell’altro. Per quanto riguarda le mie amicizie c’è stata una divisione netta tra quelle che lo hanno accettato ed accolto senza problemi, instaurando anche un rapporto di amicizia con lui ed alcune altre che invece mi hanno ripetutamente ricordato che si trattava di un cittadino extra comunitario, per dirla in modo gentile, tra l’altro discorso valido a metà per una persona che ha metà della famiglia in Italia da più di vent’anni. In conclusione però posso dire che gli amici più stretti non hanno avuto nessuna difficoltà, anzi.

Abbiamo avuto però molte difficoltà all’interno del palazzo dove viviamo, episodi di intolleranza esplicita, persone che mi salutano solo se mi trovo da sola, altre che si sono presentate dicendo che facevamo rumore perché qualcuno camminava a piedi scalzi, insomma un po di tutto.

Qual è, se esiste, il problema più grande che avete dovuto risolvere o che non riuscite a risolvere?

Problemi grandi relativi alla coppia non ce ne sono stati, nè di ordine pratico/burocratico nè personale, anzi forse potrei dire che essendo tutti e due più preparati ad affrontare le difficoltà poi le abbiamo accolte con più leggerezza, ma devo dire che da questo punto di vista il nostro paese non è poi così terribile, lento si, ma con delle buone leggi a tutela degli stranieri.

Se avrete un bambino come riuscirete a trasmettergli le vostre differenze culturali e religiose?

Credo che non ci sia niente di più arricchente per un bambino del crescere in una famiglia mista, l’opportunità di essere a contatto con culture diverse è sicuramente una chance per crescere in modo stimolante ed aperto, inoltre avrebbe l’opportunità di parlare almeno tre lingue sin dalla nascita. Sul percorso educativo ci troviamo molto d’accordo e poi devo ammettere che loro riconoscono decisamente una notevole autorità matriarcale in merito a tutte le questioni familiari, sia economiche che educative, il che mi trova pienamente d’accordo!

Jordana Pagliarani

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avatar Articolo scritto da Jordana Pagliarani il 23/01/2014
Categoria/e: Interviste, Notizie, Primo piano.



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