Ci stiamo avvicinando sempre di più… un altro passo avanti nella ricerca è stato fatto senza la sperimentazione animale, due studi uno dell’università della California e uno dell’Universià di immunopatogenesi di Milano ci offrono la speranza di poter dire una volta in più che è possibile avanzare nella scienza senza cadere nelle barbarie della vivisezione animale.

A San Diego in California sono stati prelevati fibroblasti (cellule della pelle) da alcuni pazienti con la malattia di Alzheimer e sono stati “riprogrammati” per trasformarli in cellule staminali pluripotenti indotte (iPSC) che hanno dato vita a neuroni funzionanti. I ricercatori della San Diego School of Medicine hanno così creato in laboratorio dei modelli di neuroni umani affetti da Alzheimer, un lavoro che permetterà di studiare la malattia da materiale umano senza ricorrere ad animali.

Invece all’Unità di immunopatogenesi dell’AIDS all’Istituto San Raffaele di Milano, hanno scoperto nuovi marcatori genetici associati al controllo spontaneo della progressione di malattia in persone con infezione da virus Hiv: un’indagine epidemiologica che ha studiato 144 persone sieropositive nelle quali la malattia non andava in progressione spontanea, confrontando il loro Dna con quello di 605 persone che si erano infettate da poco. Si è scoperto che, nel Dna dei pazienti in cui la malattia non progredisce, ci sono 47 varianti genetiche, concentrate soprattutto in una zona particolare: quella del ‘Complesso maggiore di istocompatibilita” (Mhc), che tra le altre cose è coinvolto nel rigetto degli organi trapiantati. Tale dimostrazione ha la  promettente capacità di identificare le varianti geniche associate alla resistenza spontanea alla malattia; un passo avanti importante nella ricerca sull’HIV, basato sulla genetica umana e non su inutili e immorali sperimentazioni su primati come è prassi da decenni.  [fonte *Michela Kuan, biologa, responsabile LAV settore Vivisezione]

Alzheimer e Aids due malattie importanti che possiamo studiare senza avvalerci della sperimentazione animale, utilizzando campioni genetici più consoni, meno brutali, più “umani”. Dobbiamo sperare in questo per riuscire a pensare ad un futuro in cui l’uomo non sia più accusato di barbarie, un futuro dove posti come GreenHill non dovranno mai esistere.