Galline ovaiole: la denuncia della LAV

Le galline allevate per la produzione di uova garantiscono un guadagno notevole in tutta Europa.

Il 90% delle galline ovaiole ha vissuto fino ad ora, però, in gabbie minuscole: lo spazio a disposizione è pochissimo. Non riescono nemmeno ad aprire le ali!

Dal 1 Gennaio 2012 l’allevamento nelle gabbie dovrebbe essere vietato: ma gli allevatori si stanno davvero attrezzando per “liberare” le galline?

Vi spieghiamo perchè bisogna rifiutare questo tipo di allevamento e cosa possiamo fare noi come consumatori attivi!

Questi animali sono trattati come dei veri e propri “oggetti” umani: non conoscono che la prigionia!

Dal sito ufficiale della Lav si legge a proposito delle gabbie:  “è un sistema di allevamento che prevede ventilazione e luce forzata per aumentare la produzione. Una tortura per gli animali, privati dei loro bisogni elementari: muoversi, razzolare, covare, fare bagni di terra.
I danni alla salute sono innumerevoli, dall’osteoporosi alla frattura delle ossa. Ciò che è peggio sono i danni psicologici. In queste condizioni le galline impazziscono letteralmente, tanto da diventare cannibali. Per questo subiscono la mutilazione del becco”.

E se questa prigionia è a dir poco drammatica preparatevi a conoscere il destino dei pulcini!

Quando un pulcino nasce inizia già una vera e propria strage: i maschi di una gallina ovaiola non servono a nulla in questo mercato per due motivi principali. Innanzitutto non fanno uova e poi non possono diventare polli da carne perchè non raggiungono da adulti un peso sufficiente a tale scopo.

Che fine fanno allora i pulcini maschi? Vengono triturati vivi e trasformati in rifiuti oppure in farine di carne.

Pulcini maschi gettati nella spazzatura

Pulcini maschi gettati nella spazzatura

Questo fatto merita sgomento, incredulità e vergogna! Ed ancora più sorprendente è la legalità di questa procedura… ma come? Maltrattare o uccidere un cane è penalmente condannabile mentre uccidere un pulcino non lo è?

La LAV si batte ormai da tempo per la denuncia di queste barbarie. E porta anche soluzioni fattibili a questo dramma: si può vivere bene anche senza uova oppure se le si vuole mangiare ugualmente è necessario che il consumatore faccia una scelta consapevole per riuscire a cambiare questo metodo ingiusto di allevamento: preferire uova da allevamento a terra o ancora meglio da allevamento biologico!

Noi di Eticamente consigliamo vivamente quest’ultima alternativa perchè le galline riescono così a vivere nel modo più naturale possibile! Le uova da allevamento biologico presentano lo O  (il primo numero del codice) sulla confezione e sul guscio!

Le nostre scelte quotidiane contribuiscono non poco a far cessare le ingiustizie e quindi abbiamo il dovere di essere attenti, consapevoli e volenterosi riguardo a tutti i nostri acquisti!

Certo, se ci cibiamo di uova dobbiamo però sapere che, anche se in modo indiretto, ci rendiamo complici della strage dei pulcini maschi!

E allora cosa fare? Ognuno rifletta e si affidi alla propria coscienza o al proprio ingegno per trovare una soluzione!

 

Fonte: http://www.lav.it/index.php?id=384

 

 



Dott.ssa Elena Bernabè

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avatar Articolo scritto da Dott.ssa Elena Bernabè il 19/01/2012
Categoria/e: Alimentazione, Animalismo, Anteprima, Sfruttamento.

Responsabile della redazione. Laureata in psicologia, appassionata di tematiche ambientali, animaliste ed equosolidali. Assetata di verità e disposta a tutto per ottenerla. Ama scrivere e creare in tutte le sue forme

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