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Herbalife sotto inchiesta: ecco quale sarebbe la truffa!

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Herbalife è un’azienda globale degli Stati Uniti che dal 1980 opera nel settore alimentare del controllo del peso e della cura della pelle. La sede fiscale si trova nelle isole Cayman, mentre il quartier generale è ubicato a Torrance, vicino a Los Angeles.

L’azienda, che conta circa 4.000 dipendenti in tutto il mondo e 2,7 milioni di distributori in 91 Paesi, si occupa di prodotti che riguardano sia la nutrizione interna, come frullati, snack proteici, integratori nutrizionali, energetici, prodotti per il fitness, sia la nutrizione esterna, per la cura della pelle, detergenti, creme idratanti, prodotti anti-età e profumi.

Farmaci Novartis e Roche: l’Antitrust multa le aziende per una maxitruffa mondiale

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Novartis e Roche sono due colossi del farmaco. Producono e distribuiscono in tutto il mondo.

L’Antitrust le ha multate e condannate per una maxitruffa a discapito dei consumatori: le due multinazionali si erano accordate per dividersi il guadagno miliardario proveniente dalla vendita di due farmaci simili ma dal costo diverso. I due farmaci in questione si chiamano Avastin e Lucentis : il primo costava 80 euro, l’altro ben 900!

Ma in concreto cosa hanno fatto? Hanno sabotato i risultati di ricerche indipendenti che sostenevano l’assoluta uguaglianza terapeutica dei due farmaci, hanno messo in moto una politica di allarme riguardo l’utilizzo del farmaco meno costoso, sono riusciti ad ingannare la stampa specializzata nel settore, le commissioni parlamentari e via dicendo.

Ecco come possono rubarti il bancomat mentre stai prelevando [Video]

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Una banda sgominata dai carabinieri di Roma è riuscita a racimolare un bottino davvero enorme: si parla di migliaia di euro al giorno grazie ai furti ripetuti dei bancomat.

Come facevano? Il trucco era davvero ben studiato.

3 donne ed un uomo i componenti della banda. I luoghi del furto erano gli appositi spazi chiusi adibiti al prelievo in contanti tramite i bancomat.

Cibo criminale: il nuovo business della mafia italiana [Video]

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Lo hanno scritto a due mani Mara Monti, giornalista del Sole 24 ore, e Luca Ponzi, giornalista della Rai, un libro edito da Newton Compton, dal titolo “Cibo criminale: il nuovo business della mafia italiana”. E’ tutto un programma, una denuncia sull’agromafia che con un fatturato di 12,5 miliardi l’anno produce danni al mercato italiano nel mondo pari a 60 miliardi.

 

Le frodi alimentari sul marchio “Made in Italy” coinvolgono i grandi nomi della mafia da Corleone fino Cosa Nostra, dalla mozzarella di bufala prodotta con latte tedesco fino ai pomodori cinesi. Aggirando la legge che ha lacune sulla tracciabilità del prodotto, che manca della provenienza delle materie prime sulle etichette degli elaborati, le mafie guadagnano milioni rispetto alle sanzioni che spesso o non ci sono o sono irrisorie.

Protesi al seno: la maxi truffa!

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Jean-Claude Mas è proprietario della Poly Implant Prothèse e terzo produttore mondiale di impianti al silicone. Ora sta sostenendo un processo a Marsiglia: è accusato di una maxi truffa e rischia 5 anni di reclusione per aver prodotto e venduto delle protesi al silicone, destinate al seno femminile, non conforme negli anni che vanno dal 1991 al 2010.

Una frode a livello mondiale ai danni di molte donne: si parla di 30000 vittime solo in Francia, 500 mila nel mondo. 67 sono i paesi coinvolti. Ben 5000 vittime hanno presentato denuncia.

Sofia e le cure staminali col metodo Vannoni: perchè la terapia era stata bloccata?

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Anche Eticamente ha seguito la vicenda della piccola Sofia e degli appelli disperati dei suoi genitori per poter continuare la cura staminale con il metodo Vannoni.

La vicenda ci è sembrata, però, un pò strana: perchè il Ministero della Salute ha bloccato la cura ai bambini che la stavano seguendo?

Abbiamo fatto ricerche più approfondite ed ecco cosa abbiamo trovato.

In un articolo di Repubblica del 5 novembre 2012 intitolato “Pericolose quelle terapie con le staminali” Il ministero boccia il metodo Vannoni si legge che la terapia staminale tanto richiesta dai genitori di Sofia è proposta dalla Stamina foundation di Davide Vannoni, laureato in lettere e filosofia (egli stesso però si autodefinisce “neuroscienziato”), e di Marino Andolina, medico coordinatore del “Dipartimento trapianti adulti e pediatrico” presso l’Irccs Burlo Garofalo di Trieste.