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Green Hill: sentenza storica! 6.023 beagle morti ma gli altri saranno liberi per sempre!

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Beagle-Green-Hill

Altra vittoria per gli animalisti nella lunga battaglia contro Green Hill, l’ex-allevamento di beagle destinati alla vivisezione, appartenente alla multinazionale americana Marshall Farms Group e sito a Montichiari (Bs).

Lo scorso 23 gennaio la prima Sezione penale del Tribunale di Brescia ha condannato ad un anno e sei mesi sia Ghislan Rondot, co-gestore di “Green Hill 2001”, che Renzo Graziosi, veterinario dell’allevamento, per il reato di maltrattamento e di uccisione di animali. Pena più lieve (un anno) per il direttore Roberto Bravi, mentre l’altro co-gestore, Bernard Gotti, è stato assolto per non aver commesso il fatto.

David Grassi, l’ufficiale punito per aver difeso l’ambiente: accettato “parzialmente” il suo ricorso dopo 12 anni

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Immagine da: www.ilsecoloxix.it

Lui si chiama David Grassi. E’ un ufficiale della marina. Il 23 Febbraio 2002 è stato punito per aver rifiutato di eseguire un ordine dei suoi superiori. Il motivo? A causa di un danno all’impianto di separazione degli scarichi, avvenuto sul Maestrale, si sarebbero dovuti gettare in mare migliaia di litri di rifiuti oleosi provenienti dal motore, rifiuti che ovviamente avrebbero causato un gravissimo danno ecologico e ambientale.

Immagine da: www.ilsecoloxix.it

Ebbene, Grassi, sapendo quanto fosse potenzialmente inquinante e dannoso un gesto del genere, si è rifiutato di eseguire l’ordine datogli, e questo suo rifiuto gli è costato 15 giorni di consegna e, ovviamente, una carriera rovinata.

Importante Sentenza: Riconosciuti al Papà i Permessi per l’Allattamento

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Grande vittoria quella di Isabella Dessalvi, avvocato e Consigliera di parità della Provincia di Cagliari, che si occupa di discriminazione di genere sul lavoro.
Grazie al suo operato si crea un precedente che fa si che venga riconosciuta la piena equiparazione del lavoro casalingo a qualsiasi altro lavoro, e tutela il diritto dovere alla genitorialita’ condivisa, a sostegno delle donne.
Il Tar della Sardegna ha riconosciuto ad un papà poliziotto i permessi di allattamento che gli erano stati dapprima negati visto che la madre era casalinga.
Il papà aveva chiesto il permesso per uno solo dei due gemellini, ma gli era stato negato, ora il tribunale ha sentenziato che il ministero dovrà pagare lo stipendio di ogni singolo giorno di cui non ha potuto godere, visto che ormai i gemelli hanno due anni e i permessi non sono più usufruibili.
Isabella Dessalvi spiega che: “Il ruolo della consigliera di parità è tutelare le lavoratrici e i lavoratori dalle discriminazioni subite in ragione del sesso e ora la promozione delle pari opportunità tra uomini e donne nel lavoro viene rilanciato da questa sentenza che crea un precedente molto importante“.
Inoltre alla redazione di Eticamente, Dessalvi racconta l’importanza della suddivisione del carico di lavoro casalingo:
“Questa sentenza e’ molto importante perché vede il riconoscimento del diritto-dovere di entrambi i coniugi di assistere ed educare la prole, soprattutto perché la mamma lavoratrice casalinga e’ distolta dalla cura dei figli come una qualsiasi altra mamma lavoratrice.
Sentenze come questa sono fondamentali, ma la vera sfida e’ favorire il cambiamento culturale, giacché in Italia, anche per un retaggio arcaico che vede la donna relegata alla cura della famiglia e della casa, tutto il lavoro di cura è prevalentemente in capo alle donne e  questo impedisce una piena affermazione delle donne sul mercato del lavoro”.
 

Olanda choc: i club che promuovono la pedofilia non devono essere vietati

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La notizia choc arriva dall’Olanda.

L’anno scorso il tribunale civile di Assen aveva obbligato lo scioglimento del gruppo nato nel 1982 ‘Stitching Martijn‘, un club accusato di contatti sessuali tra adulti e bambini. Il tribunale motivò la sua scelta dicendo che il gruppo andava contro alle norme ed ai valori della società olandese.

Proprio ieri, invece, la corte d’appello di Leeuwarden ha sostenuto che i testi e le foto presenti sul sito web della fondazione non erano considerati reati. Alcuni dei membri  del club furono condannati per reati sessuali ma ciò – sempre secondo la sentenza di ieri – non doveva essere collegato alle attività della fondazione stessa.

Legge 194: fin dove può arrivare l’obiezione di coscienza?

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Tutto parte da un fatto avvenuto in una notte nel reparto di ostetricia e ginecologia di un ospedale della provincia di Pordenone.

Una paziente si sente male in seguito ad un’interruzione volontaria di gravidanza. L’ostetrica chiede aiuto alla dottoressa di turno perchè teme vi possa essere un’emorragia ma la dottoressa in questione si appella all‘obiezione di coscienza e non cura la paziente. Deve così intervenire il primario.

Sigarette: no a immagini choc sui pacchetti!

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Negli Stati Uniti si era pensato di inserire sui pacchetti di sigarette immagini choc di morti o di polmoni malati a causa del fumo!

Un modo per sensibilizzare i consumatori di sigarette e per informarli, anche visivamente, sui rischi per la propria salute!

Una sentenza di un giudice americano, invece, ha bloccato il programma del governo federale che voleva imporre ai produttori di sigarette di aggiungere sui pacchetti immagini piuttosto esplicite con relativi messaggi per scoraggiare l’azione di fumare.

Una sentenza davvero incredibile ed ingiusta a nostro avviso!