Una persona libera. E’ quello che voglio. Per ognuno di noi.

Voglio essere in grado di rimanere ferma nel mio centro, nel nucleo che mi caratterizza, cullarmi dolcemente e fermamente nella mia essenza e sentirmici bene, in armonia, in pace con l’universo e con me stessa. Anche se fuori di me tutto cambia, tutto va in frantumi, tutto si sgretola. M’impegno a non identificarmi con gli accadimenti della vita. Posso arricchirmi e conoscermi più a fondo grazie agli impulsi che arrivano dal mondo esterno, ma non annullarmi e trasformarmi nelle sue manifestazioni.

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Voglio spazzare via di tutti i consigli ricevuti. Anche se pronunciati con il cuore. Perché la via da seguire può essere vista, sentita ed annusata solo da dentro. Basta un’impercettibile impronta esterna nel nostro mondo interiore a creare confusione, distrazione, perdita di contatto con la nostra vera essenza.

Voglio denudarmi di tutti gli abiti indossati da sempre che non mi fanno stare bene. Quelli cuciti addosso da altri, quelli scelti per paura, per vergogna, per disperazione. Voglio toccare la mia pelle nuda, accarezzare ogni cellula di me, parlarci, sentirne il profumo e solo dopo questa profonda aderenza a me stessa creare l’abito giusto al mio cuore. O decidere senza timore di lasciarlo spoglio, selvaggio, vero.

Voglio esprimere stati d’animo, pensieri, parti di me che scalpitano per manifestarsi nel mondo. Non reprimerli, trattenerli o zittirli per paura, per educazione o con l’intenzione di addomesticare la mia essenza.

Voglio essere protagonista della mia vita e non vittima dei suoi accadimenti. Imparare a cogliere un senso, un profondo insegnamento e una grande lezione in ogni evento. Riuscendo a vedere oltre, ad andare al di là del fatto in sé, ad afferrare il contorno divino di ogni disegno, creato appositamente per me.

Voglio buttare all’aria maschere portate per troppo tempo. Quelle infilate a fatica per sostenere la mia immagine ideale. Quelle che mi hanno insegnato ad indossare, che servono a mantenere a bada i giudizi, che non danno nell’occhio, che non creano problemi. Voglio scoprire il mio viso e camminare nel mondo a testa alta, fiera di portare solo la mia verità.

Voglio scavare nel mio passato di famiglia. Non per trovare colpe, errori o giudizi. Ma per incontrare i miei antenati, assaporare la mia storia, vedere i nodi da sciogliere per poterci poi ricamare amore, conoscere i segreti da custodire, celebrare in questo specchio generazionale gli aspetti di me che appartengono ad un lungo ma invisibile filo di persone. Vederli questi collegamenti famigliari per poter sbrogliare la matassa nella quale spesso, pur non sapendolo, mi ci ritrovo impigliata.

Voglio seguire il mio sentire. Non più la solita mente che mi porta sempre a vedere la stessa strada, percorsa ogni volta allo stesso modo. Voglio dar retta alle scintille del mio istinto, quelle che per brevi istanti creano fuochi evidenti che ci attirano verso percorsi nuovi, ci invitano a deviare, a scegliere una strada nuova. Quella del cuore.

Voglio essere una persona libera. In grado di vedere il mondo esterno come uno specchio che mi invita ad addentrarmi nella mia interiorità. E tuffarmici in questo oceano di vita, per andare sempre più a fondo. Di me stessa.

Libera, da tutto ciò che fino ad ora mi ha impedito di essere. Il più bello dei capolavori.

Elena Bernabè Scrittrice