Non so come sarebbe stata la mia vita senza l’arte. Già durante la mia infanzia tutto attorno a me parlava di musica, danza, pittura, poesia. Non era solo un’espressione che mirava a rendere bello e armonioso il mondo che vivevo, era la materia pulsante della vita stessa; l’arte era per me i colori coi quali la vita si vestiva, aggiungeva emozioni. Col passare degli anni, mi sono resa conto che l’arte mi ha insegnato a dare attenzione ai dettagli, ai silenzi, alle pause, alle sfumature. È stata una maestra gentile di vita.

E durante i momenti duri della vita, l’arte può essere più di questo: può diventare salvifica.

Il sostegno prezioso degli artisti

Gli artisti sono delle persone speciali: tutti pensano che il loro operato sia accessorio e non di vitale importanza, ma se durante il confinamento non avessimo avuto libri da leggere, film da guardare, musica da ascoltare e sulla quale ballare, spettacoli per farci ridere e piangere, e molte altre forme d’arte per risollevarci l’animo, credo che questi mesi ci sarebbero sembrati ancora più lunghi, tristi e tetri. Il confinamento ci ha insegnato che l’arte è vitale, perché ci ha permesso di mantenere un certo equilibrio mentale in una situazione psicologicamente molto difficile.

“Mandare luce dentro le tenebre dei cuori degli uomini. Tale è il dovere dell’artista.”
(R. Schumann)

È in momenti come questi che ci rendiamo conto che i nostri bisogni non sono soltanto materiali. Abbiamo certo bisogno di nutrirci, di essere in salute, di avere un tetto sopra la testa, ma in un momento come il confinamento in cui il contatto fisico ci era stato proibito, abbiamo capito che tutto questo non bastava. Mancava una dimensione che ci permettesse di espandere i confini della nostra mente, di prendere una boccata d’aria metaforica mentre eravamo chiusi tra le mura di casa.

E quello che ha fatto la differenza è stata l’arte, sono stati gli artisti. Possiamo quindi dedicare un pensiero a tutti quelli che ci hanno sostenuto, che ci hanno regalato momenti di gioia, di svago o di profonda riflessione.

Gli artisti, i custodi della nostra storia

Oggigiorno possiamo comprendere il pensiero degli uomini del passato grazie alle opere d’arte che ci hanno lasciato in eredità, giacché sono il supporto del pensiero e dell’abilità che ne attesta l’evoluzione attraverso il tempo.

Se ci pensiamo bene, conosciamo meglio l’inizio della nostra storia grazie a qualche artista, di cui non conosceremo mai il nome, che ha disegnato sulle pareti di una caverna un frammento della cultura del suo tempo. Non parliamo soltanto delle figure degli animali  o dei simboli astratti che possiamo trovare sulle pareti delle grotte ma anche della conoscenza necessaria alla creazione dei pigmenti che hanno attraversato il tempo per arrivare fino a noi, trasmettendoci un messaggio che dopo migliaia di anni dobbiamo ancora comprendere del tutto.

L’arte non è quindi soltanto una questione di tecnica, di abilità, di stile, ma è anche un modo con il quale l’essere umano rompe gli argini della razionalità, fa esplodere gioiosamente i limiti che si è auto-imposto e trasmette un messaggio in grado di attraversare le ere, la nostra eredità storica, il ricordo della nostra identità.

L’artista è dunque come un sacerdote che dedica la sua vita a qualcosa di più grande di lui, e lui la dedica all’Anima del Mondo, di cui si fa canale e diventa il messaggero di una conoscenza, di un linguaggio che va al di là delle parole: ci parla di sensazioni, di emozioni, ci traduce la vita attraverso il suo sentire e per un attimo ci dà le chiavi del suo mondo e vediamo attraverso i suoi occhi, il suo cuore, la sua anima. Scopriamo un nuovo modo di guardare, di esperire il mondo. Ampliamo i nostri orizzonti.

E con essi, permettiamo alla nostra umanità di espandersi attraverso le connessioni che si creano in questo scambio intimo di visioni e sensazioni.

“Lode agli artisti”, una bellissima poesia

Come sarebbe il mondo senza artisti? Immaginiamo di vivere in un mondo senza arte, senza creazioni, senza invenzioni… Niente televisione, cinema, teatro, quadri, disegni, musica, danza, lettura, scultura e molto altro ancora. In pratica si vivrebbe senza la bellezza, senza il piacere, senza le sensazioni intimistiche che molti artisti sono in grado di suscitare. Vivremmo come dei robot: una massa amorfa di organismi guidati da bisogni materiali senza aspirazioni ad andare alla scoperta dell’oltre.

A conti fatti, forse gli artisti hanno un compito molto più importante di quello che pensiamo…

“Quando distribuivano la fragilità e i dubbi
era il turno degli artisti
di cui l’Universo ebbe pietà
dando loro per indorare l’onere un pizzico
di creatività e follia,
altrimenti nessun altro si sarebbe accollato quel fardello,
così essi vanno da allora per i mondi
a trasformare le debolezze in delicatezza
che è cosa comunque difficile
la delicatezza
con cui destreggiarsi
tra i lunghi aculei del mondo.
Ma gli artisti anestetizzano ogni bruttura
e ricuciono con pazienza ogni strappo tra il dentro e fuori
ogni inciampo e impiglio
e usano per sutura il bello e il duraturo.
Sono luminosi circondari di bellezza
gli artisti
perché qualunque arte maneggino
fanno di essa magia
e tramutano i vuoti esistenziali
in spazi da riempire,
e più che umani speciali
sono specialmente umani,
per questo sono di speranza a tutti,
gli artisti.”
(Andrea Melis Parolaio – “Lode agli artisti”)

 

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline bio-naturali
www.risorsedellanima.it