In questi giorni, il tempo sembra dilatarsi all’inverosimile. Noi che poche settimane fa eravamo indaffarati a correre come dei criceti in una ruota ci ritroviamo ora fermi, ad osservare il mondo che rallenta; ci accorgiamo di avere tra le mani un tesoro di cui spesso non sappiamo che fare: il tempo.

Non siamo abituati ad averne così tanto a disposizione, ad averne il controllo e questo ci destabilizza: cosa possiamo farne ora che ne abbiamo in abbondanza? Dopo un breve attimo di smarrimento, riaffiorano i ricordi di un passato nemmeno così tanto lontano dove i ritmi erano più umani. Le mani tornano ad impastare, a colorare, a creare, a suonare; seguono gesti appresi in passato quando era la nonna, il nonno ad insegnarci come fare.

Facciamo un tuffo nei ricordi del passato per recuperare il saper fare di tutte quelle piccole cose che ci stanno sollevando il cuore in questi giorni. Rispolveriamo le ricette di famiglia, i giochi ai quali giocavamo noi da piccoli, noi della generazione Y, i genitori di oggi. Ricuciamo col passato trasmettendo ai nostri figli una parte dei ricordi che teniamo al calduccio nel cuore, rispolveriamo i vecchi saperi, i vecchi giochi.

Lo conosci il gioco dell’elastico? E la campana, la conosci?

Ricordiamoci chi siamo…

Questo tornare alle radici e trasmettere, insegnare ai bambini di oggi un po’ di quel passato che rischiava di perdersi nella memoria del tempo ci aiuta a comprendere che nei momenti di crisi, sono le piccole cose a fare la differenza: le cose semplici, il tornare alle nostre origini, a ciò che siamo.

Torniamo alle nostre fondamenta, a ciò che ci ha costruito, ai nostri valori. In tempo di crisi, rimane in piedi solo ciò che era abbastanza solido da non crollare: rimaniamo noi. Noi e tutto quello che abbiamo imparato in passato, noi e tutto ciò che siamo in grado di fare, di creare, noi e il legame autentico che abbiamo con i nostri cari. Tutto può rallentare, ma noi rimaniamo in piedi.

E tutto questo ci fa sperare, ci dà forza, ci dà fiducia. Ci rende più forti, più sicuri. Sì, ce la faremo perché ce la stiamo già facendo ora.

Insieme.

Riscopriamo il potere che abbiamo nelle mani, un potere che avevamo dimenticato di avere. Quante cose di noi, quanti doni dormono ancora dentro di noi? Il tempo ce lo dirà. Lo farà sbocciare lentamente durante queste lunghe giornate in cui torniamo a respirare, ad osservare il mondo fuori dalla finestra, in cui ci ritroviamo ad ascoltare il canto del mondo che non è più soffocato dai motori delle macchine.

Tutte le cose importanti alle quali avevamo rinunciato per rispondere alle esigenze di un mondo che non smetteva di correre, ce le sta mostrando questo tempo che scorre lentamente. Riscopriamo alcuni aspetti di noi, della nostra famiglia, di questa piccola comunità i cui confini sono i muri di casa e capiamo che tutto questo rappresenta ora il pilastro della nostra vita. Può fermarsi l’Italia, il mondo, ma ciò che rimane in piedi ora siamo noi, noi e i legami solidi che abbiamo tessuto intorno a noi: la famiglia, gli amici veri. Ci siamo ancora, anche se a distanza.

Questa è la rete che resiste alla crisi, che ci sostiene e che ci aiuterà a ripartire su delle basi più solide, più forti ancora; lo faremo trasmettendo tutte quelle cose buone, genuine, vere che rischiavano di affogare nell’oblio.

Ora abbiamo una grande opportunità: salvare la nostra memoria, salvare ciò che ci aiuta a sostenere questo periodo che ci sta mettendo a dura prova emotivamente. Possiamo dare un senso a ciò che stiamo vivendo, possiamo farlo con fiducia perché sì, tutto questo ha un senso.

È vero, non possiamo scegliere di vivere oppure no questa crisi perché ci tocca tutti, però possiamo scegliere come rispondere ad essa: se tentare di lottare contro il cambiamento, di negarlo, oppure di accoglierlo e permetterci di viverlo a pieno, senza negare a noi stessi le nostre emozioni. Va bene essere tristi, va bene essere arrabbiati, è umano. Ma ricordiamoci che non siamo soli, intorno a noi c’è una rete di parenti e di amici che possono sostenerci, anche a distanza. E forse questa crisi può aiutarci davvero a capire su chi possiamo contare e chi vogliamo essere, cosa siamo disposti a fare per noi e gli altri.

… e cosa siamo in grado di fare!

Questo momento in cui il tempo si dilata all’inverosimile ci aiuta ad aprire gli occhi su di noi e su il “nostro” mondo, quello che abbiamo costruito in passato. Ora che il mondo trema, cosa rimane in piedi intorno a me, intorno a te, intorno a noi? Cosa abbiamo costruito assieme? Cosa stiamo riscoprendo di noi in questi giorni? Quali doni si stanno risvegliando in noi ora che il tempo ci permette di sbocciare?

L’Italia sta brillando nel mondo, non solo per i numeri che ci impressionano, ma per il potere che abbiamo di rialzarci, di urlare al mondo che noi ce la faremo. E lo stiamo facendo… cantando!

Chi l’avrebbe mai detto qualche mese fa che l’Italia era capace di tanto?

Nessuno, forse nemmeno noi, eppure… Questa crisi serve anche a questo: ad aiutarci a vedere di cosa siamo capaci, cosa siamo in grado di fare, a risvegliare l’immenso potere che sonnecchiava in noi, a credere in noi. Siamo più forti di quello che pensavamo e lo stiamo mostrando al mondo intero, a noi stessi.

Insieme ce la faremo. Ce la stiamo facendo.

 

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline bio-naturali
www.risorsedellanima.it