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Psicologia

Altruista Compulsivo: 6 Consigli Per Aiutare Senza Farsi Annientare

Di Sandra Saporito - 18 Dicembre 2017

Gli altruisti compulsivi sono persone che hanno tendenza a mettere sempre l’altro al primo posto e a dire “Sì” ad ogni richiesta di aiuto, che sia motivata o meno, a tal punto da rinnegare le proprie necessità. Ti suona familiare?

Se aiutare il prossimo è una delle più belle cose al mondo, bisogna anche riuscire a evitare chi prova di approfittarsi della bontà altrui per non farsi del male.

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Ecco 6 consigli che ti aiuteranno a capire quando, e sopratutto a chi, dire “no“.

L’altruista compulsivo e la sindrome da crocerossina

C’era una volta una crocerossina che sognava di aiutare il mondo. Ogni volta che vedeva una persona bisognosa, lei offriva premurosamente la sua spalla per piangere o una mano affettuosa per curare. Non si risparmiava per nessuno finché un giorno incontrò una persona “speciale”, davvero molto triste, e che aveva tanto bisogno di lei. Quella persona speciale sembrava aver vissuto le cose peggiori nella vita e richiedeva tutta la sua attenzione, giorno e notte. La crocerossina non riusciva più ad aiutare gli altri perché tutte le sue forze si concentravano su quella povera persona che, ogni giorno, soffriva di un male diverso e sempre peggiore del precedente. Quello che la crocerossina non sapeva, è che nessun male affliggeva veramente quella persona, a parte un’enorme voragine nel cuore che non riusciva a colmare che con l’attenzione di chi gli stava attorno.

Come finirà la storia? La crocerossina crollerà e si chiederà se alla fine dei conti è davvero in grado di aiutare gli altri visto che per prima non è in grado di aiutare se stessa; mentre lei si sentirà sola ed inutile, chi in realtà voleva solo risucchiare il suo tempo e la sua energia, cercherà senza rimpianti un’altra preda da vampirizzare.

Tuttavia, ognuno di noi può fare qualcosa per difendersi dalle persone troppo avide e riservare le proprie energie per chi ne ha davvero bisogno – e per se stessi-.

“Io aiuto coloro che possono aiutare se stessi.” — Agatha Christie

1. Riconosci il valore di ciò che dai

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È triste da dire ma spesso ciò che è dato gratuitamente è spesso percepito come dovuto o senza valore. Ora ti faccio un esempio pratico per aiutarti a capire questo concetto fondamentale sul valore percepito delle cose.

Hai presente gli ebook che si possono scaricare gratuitamente in rete? Magari ne avrai un centinaio dispersi nei meandri del tuo pc e che aspettano ancora di essere letti, anche se li hai scaricati anni fa. Ora invece pensa al libro più costoso che hai comprato…

“Se è regalato, allora non vale niente.”

Si dà poco valore a ciò che si può avere senza sforzo. Purtroppo, questa equazione vale spesso anche con le persone. Hai presente quando a furia di aiutare alcune persone poi loro lo diano per scontato? Questo accadde perché non danno valore a ciò che dai perché, dopotutto, sei tu la prima persona a non farlo!

2. No pain, no gain

Ora farò l’esempio opposto. Ti ricordi di quando eri bimbo/a e risparmiavi ogni centesimo per poterti comprare l’oggetto dei tuoi sogni: il cd della tua band preferita, quel giocattolo meraviglioso che tutti volevano, la bici rossa? Giorni a racimolare monetine aiutando in casa, facendo baby-sitting e nutrendo con cure certosine il salvadanaio a forma di maialino.

Ora avrai sicuramente ben in mente la sensazione di felicità di quando te ne sei andato via con la tua conquista tra le braccia dopo aver consegnato il frutto di tutte le tue fatiche. Te lo ricordi?

Perché diamo così tanto valore a ciò che ci costa fatica?

La soddisfazione è proporzionale alla fatica che si fa per raggiungere il traguardo o risoluzione del problema perciò non risparmiarla inutilmente a chi cerchi di essere d’aiuto. Non c’è pregio senza sforzo perché nello sforzo, ci investiamo molto di noi: tempo, fatica, energia, speranza. Tutte cose che non possono essere quantificate.

Oltre a questo, quella fatica incrementa il senso di piacere nel raggiungimento dell’obiettivo, dandoci una percezione amplificata del suo valore ed aumentando nello stesso tempo la nostra autostima. È un po’ come guardare il panorama dalla cima di una montagna, se hai fatto fatica, ti sembrerà la più bella vista del mondo, ma se ci sei arrivato in macchina, sarà solo un panorama tra i tanti.

3. Il tuo tempo e la tua energia sono preziosi.

Il tuo tempo è la cosa più preziosa che hai a disposizione: è limitato e nulla al mondo è in grado di comprarlo. Il tempo è la tua vera ricchezza e regalare il tuo tempo e la tua energia a chi magari se ne approfitta non aiuterà né te né le persone che se approfittano, e tanto meno le persone veramente bisognose che avresti potuto aiutare prima di passare tra le grinfie di chi pretende spesso troppo dagli altri – e troppo poco da sé- senza riconoscere il reale valore di ciò che ha ricevuto.

Il vero punto è che se non dedichi del tempo al tuo benessere e ti prodigi sempre ed esclusivamente per gli altri senza pensare alle tue necessità, arriverà un momento in cui rischierai di crollare.

4. La saggia regola dell’equilibrio tra dare e ricevere

Non ti sto parlando di essere egoisti ma di essere altruisti in modo equilibrato, rendendoci conto di quella linea di confine che separa quello che possiamo dare all’altro e i nostri limiti. È anche molto importante capire chi possiamo aiutare, facendo la differenza tra le persone bisognose e le persone avide di attenzione, che nel cuore loro avranno di certo un problema da risolvere se si comportano così, ma di certo sarà un tipo di aiuto più mirato e professionale rispetto a quello che potrai offrire tu.

Per trovare il giusto equilibrio tra il dare e ricevere devi capire dove si trova la linea di confine che separa l’aiutare l’altro da l’annullare te stesso/a.

5. Impara a dire “NO”

Se sei un altruista compulsivo, avrai di sicuro tendenza a dire “sì” ad ogni richiesta, anche se questo significa andare oltre le tue reali possibilità; per questo motivo è importante imparare a dire “no”.

Come si fa? Prima di tutto bisogna renderti conto che hai il diritto di non sentirti responsabile dei problemi degli altri, hai il diritto di pensare prima a te stesso/a, hai il diritto di rispettare le tue necessità e di riconoscere i tuoi limiti.

6. Riconosci il limite delle tue responsabilità

Se sei una persona molto impegnata nell’aiutare gli altri, saprai benissimo che arriva un momento in cui bisogna ricaricare le tue batterie e ritagliarti un poco di tempo per te altrimenti si rischia davvero di stare molto male. Il problema è quando, arrivato quel momento, ci si sente in colpa perché ci si dedica del tempo. Questo senso di colpa è totalmente inutile e infondato. Se non badi tu stesso/a a ciò di cui hai realmente bisogno, nessuno lo farà al posto tuo perché sei tu ad avere la responsabilità della tua vita.

La parola-chiave è proprio questa: “responsabilità”. Tu hai la responsabilità della tua vita, come l’altro ce l’ha della sua, ed è questo che ti aiuterà a capire chi cerca in realtà di abusare del tuo buon cuore: se non si prende le sue responsabilità, non vuole muovere un dito ed aspetta che sia il mondo a sistemare le sue cose, hai il diritto di dire che non puoi essergli d’aiuto.

“La sola persona che non può essere aiutata è la persona che getta la colpa sugli altri.” — Carl Rogers

Perché con alcune persone il miglior aiuto che puoi dare, è quello di non intervenire affatto.

 

Sandra “Eshewa” Saporito,
Autrice e shamanic storyteller
www.risorsedellanima.it





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