Chi mi vede passare per strada o a fare la spesa mai direbbe la devastazione che questo ultimo anno è stato per me, non lo nascondo in nessun modo, sia chiaro, anzi chi mi chiede “come va?” ha sempre una risposta reale alla mia condizione che altri potrebbero definire una vera “catastrofe”… ma allora perché sorridere?

La risposta non è così semplice, ma andiamo per ordine cominciando dalla mia situazione “catastrofica”: ho cominciato un anno fa con un brutto intervento che non mi permette più di mangiare come vorrei perché… beh non ho più lo stomaco quindi… ora non vi sto a descrivere nei dettagli sennò ci deprimiamo in troppi, ma l’ho superato alla grande… dopo 10 mesi ne ho subito un altro questa volta in urgenza… niente di grave per fortuna operata appena un pelo prima di complicanze serie… e fino qui uno dice “beh tutto sommato ti è andata bene“, certo ma poi sono successe altre cose e non parlo di litigi, incomprensioni, cavolate in generale ma cose serie.

Sorridere

Ad esempio un osso che durante la crescita non si è saldato sta facendo tribolare mia figlia, un’adolescente in piena regola con tutti gli annessi e connessi che ne derivano, che si trova a dover saltellare sulle stampelle da circa 6 mesi in attesa di un’operazione delicata e (guarda un po’) rara; mia madre ha l’Alzheimer e mio padre ha avuto non uno ma ben due ictus… che storia eh… e tutte insieme mi raccomando non ci sbagliamo a far passare un po’ di tempo tra un delirio e l’altro che altrimenti uno prende fiato… e non  parliamo di altre mille cose che come tutti sapete si accumulano nella vita di chiunque provocando stress e desolazione, cioè uno ne ha già di tutti i colori magari pensa che le cose banali non accadono, eppure no, sono sempre dietro l’angolo: una multa, un dente rotto, una distorsione al braccio, e poi la lavatrice che invece di scaricare l’acqua ti allaga il bagno, la batteria della macchina che muore proprio quando tu sei nel posto più sperduto… insomma qualcuno la chiamerebbe “sfiga” senza troppi giri di parole no?? Eppure sono cose che capitano a tutti ogni giorno (beh magari non tutte insieme).

Passo le giornate al telefono con i dottori, tra un ospedale ed un altro, è vero, ma ho conosciuto infermieri e OSS fantastici (che diciamocela tutta è un lavoro incredibile che non farei neppure se mi pagassero a peso d’oro, ci vogliono davvero due spanne di pelo sul petto come si suol dire) ed io sorrido sempre… ma come faccio?

Premetto che ho un lavoro che mi consente di fare orari flessibili e che mi piace moltissimo: scrivo, disegno e fotografo organizzando tutto al minuto giorno per giorno, ma la cosa che veramente mi ha fatto ricominciare a sorridere alla vita è stato il decidere di fermarmi.

Sorridere

Esatto proprio così, nel caos che stavo vivendo una persona normale non avrebbe mai pensato che io potessi permettermi di fermarmi, altrimenti mi sarei persa… eppure l’ho fatto.

Mi sono fermata, ho fatto un grosso respiro e mi sono detta: “Un passo alla volta, donna, un passo alla volta!

Da quel giorno ho capito che posso fare tutto. Sì, proprio tutto quello che voglio, semplicemente pensando ad oggi e non a ieri o a domani, vivendo il presente. E’ vero che sono sempre stata molto pragmatica, quindi molto pratica e realista e forse questo mi aiuta molto, ma fermandomi un momento ho potuto riflettere con lucidità.

Ho messo in ordine di priorità i compiti scegliendo come metro di misura quello che era importante per me, solo per me, questa è un’altra delle prime cose da fare, rendersi conto che in primis ci sono io perché se io collasso tutto collassa, un po’ come quando cerchi di fare un castello di carte e se non posizioni bene le prime sotto rischi che tutte le altre crollino.

Attenzione però che, è vero che io mi sono paragonata alle fondamenta di un castello, ma ci sono anche i muri portanti quelli sono fondamentali per evitare i crolli perché un’altra cosa da capire è che non si può sostenere tutto il peso da soli e i miei muri portanti sono state le persone che mi hanno dato una mano, sorriso al momento giusto, chiamato per un caffè, abbracciato durante un film.

Capiti questi due concetti c’è ancora una piccola cosa da fare: rendersi conto che alcune cose non si possono cambiare e che vanno accettate così come sono.

E’ molto importante capire questo, anche quando non ci sono grossi drammi; ad esempio mi viene in mente un proverbio molto azzeccato: “inutile piangere sul latte versato” ed è vero, a che serve? mica il latte torna nel bicchiere se piango, allora? Semplice mi armo di canovaccio e pulisco, mi toccherà comprare del latte nuovo ma tutto sommato non ho perso tempo a piangere! Non trovate che sia molto meglio?

Sorridere

 

E così ho fatto, dopo essermi fermata, respirato profondamente e organizzato le priorità ho cominciato ad affrontare a piccoli passi ogni cosa, esattamente come veniva, senza cercare di cambiarla e senza disperarmi se non andava come volevo… Però se invece va bene mi premio, un regalino, una visita dal parrucchiere, un paio di scarpe (ebbene nel gran casino della mia vita ne ho accumulate un bel po’ per fortuna!! 😉 ), un caffè al bar, stacco la spina per mezz’ora e… guarda un po’… non succede niente! Ma il mio morale ne guadagna ed io sorrido.

Se va male dite? Eh niente… se va male si accetta e si va avanti senza pensarci troppo.

Ho capito che le cose accadono, che non si può ingannare ne il tempo ne il destino e quindi tanto vale affannarsi o disperarsi.

Quindi nonostante tutto io ho ricominciato a sorridere, ho fatto un respiro profondo e adesso affronto la vita a piccoli passi, un giorno per volta, un momento per volta, dicendo sempre a chi mi chiede come sto che ora sto bene, domani si vedrà.

E’ stata dura all’inizio lo ammetto, a volte mi sentivo soffocare, mi perdevo nei miei pensieri caotici e a volte allontanavo le persone per paura di contagiarle con il mio malumore, ma da quando o cominciato a dirmi “ce la posso fare, un passo dopo l’altro si va avanti” allora le cose sono cambiate, la mia vita è cambiata, ma soprattutto il mio approccio alla vita.

Inoltre ho scoperto quanto posso essere forte, proprio come quella frase detta da Chuk Palahniuk: “Non sai mai quanto sei forte finché essere forte è l’unica scelta che hai“.

E ricordate che anche nei momenti più bui c’è sempre un motivo per cui vale la pena sorridere, basta trovarlo, ed è l’unica cosa da cercare disperatamente: un motivo per ricominciare a sorridere.❞

(Tratto da una storia vera. Tutti i diritti riservati, è vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente articolo, ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, rielaborazione dei contenuti stessi, senza previa autorizzazione scritta dell’autore)

Articolo scritto da Valeria Bonora – valeria2174.wix.com
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