Liberarsi da un attaccamento con la tecnica del palloncino

Non per tutti è facile lasciar andare. Sto pensando in questo momento alle persone, più che alle cose, e in particolare alla morte di una persona cara. Lasciar andare vuol dire accettare che le strade si separino e che ognuno continui per la propria. E accettare vuol dire liberare l’altro da tutti quei legami sia fisici, che emotivi, che di pensiero, che lo tengono legato a noi stessi.
Per alcuni, l’uscita di una persona cara dalla propria vita lascia un vuoto incolmabile e chi se ne va diventa paradossalmente ancora più presente di quando c’era fisicamente, proprio a causa della sua assenza.

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A me è accaduto con la morte di mia madre, nel 2009. Il mio forte legame con lei (karmico senza ombra di dubbio) si era rafforzato ancora di più negli ultimi suoi tre mesi di vita, quando, ormai bloccata a letto dal cancro alle ossa e trasformata nella personalità dalle metastasi cerebrali, mi sono sentito chiamato a doverla assistere, giorno e notte. La consapevolezza della perdita imminente aveva consolidato ancora di più la voglia di starle vicino.
Ne sono uscito malconcio, e a mesi di distanza dalla sua morte, un giorno ho realizzato che la stavo ancora “portando dentro”, ma non in maniera “sana”, forse ancor più di quando era in vita, e che ancora non l’avevo lasciata andare. La paura di aver bloccato la sua anima nel processo di trapasso, mi ha spinto a chiedere aiuto, un aiuto che è arrivato con tutta la naturalezza possibile.
Ecco cosa mi ha insegnato un’anima antica, cui devo molto per la mia crescita spirituale. Vi passo l’insegnamento, con la stessa semplicità con il quale mi è arrivato, nella speranza che qualcuno possa trarne giovamento già da subito.

Comprate un palloncino e fatevelo gonfiare con elio, il classico gas col quale si gonfiano i palloncini per i bambini. Un po’ dappertutto, credo, esistono negozi che forniscono accessori per feste di compleanno o altro, e lì potete trovare il tutto.
Legateci un nastro, o un filo, e godete per qualche istante del piacere di essere tornati bambini…
È importante che facciate tutto voi in prima persona, e che non deleghiate qualcun altro, in modo da accogliere già da subito il palloncino nella vostra sfera affettiva.
Da adesso, il palloncino è la persona che se n’è andata dalla vostra vita.
Andate in un campo, in un giardino, o in un prato. Se non lo avete vicino va bene qualsiasi altro luogo, anche se l’energia della natura vi aiuterà più di quella del cemento… L’importante è che lo spazio sopra di voi sia libero (quindi che non ci siano rami di alberi o altro) e che non possiate essere disturbati da qualcuno. Dovete scegliere un posto in cui non vi sentirete a disagio, in imbarazzo, ma liberi di poter fare ciò che vi sentirete di fare.

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Se vi è possibile, meglio sarebbe che, durante l’ora di Saturno, foste già nel luogo che avete scelto, dato che Saturno, tra le altre cose, è il pianeta dei tagli, dei cambiamenti, delle separazioni. Potete cercare un calendario delle ore dei pianeti andando a visitare questo link www.cronacheesoteriche.com/CronacheEsoteriche/orePlanetarie.jsp
Durante il viaggio che vi porterà lì, cercate di “familiarizzare” col palloncino, pensandolo sempre più come se fosse la persona che avete perso, e che non siete ancora riusciti a lasciar andare.

Una volta arrivati, con il palloncino in mano entrate in uno stato meditativo, per chi è capace, altrimenti sedetevi sull’erba con le gambe incrociate e rilassatevi respirando profondamente. Cercate di scacciare dalla mente pensieri inutili, preoccupazioni, fantasie o altro, e cercate di sintonizzarvi sempre più sulla persona che avete perso.
Quando ve la sentite, cominciate a parlare col palloncino, come se steste parlando con la persona che non c’è più. Parlare a voce alta è meglio (per questo è importante essere in un luogo isolato, la paura di poter essere visti da qualcuno potrebbe inibirvi…), perché limita l’intrusione di pensieri indesiderati. Ditele tutto ciò che vi viene in mente, senza timori. La vostra persona è lì, appesa a quel filo, tornata appositamente per voi, per ascoltare ciò che avete da dire. Ditele realmente tutto, è un’occasione eccezionale! Ditele che è stata una stronza perché vi ha abbandonato, se lo pensate. Ditele che vi sentite spaesati, se è così. Ditele che la vostra vita non vale più niente senza di lei, se è ciò che credete. Insultatela, arrabbiatevi, disperatevi, raccontatele di come sono buie le vostre giornate. Prendetela a schiaffi o sputatele, se vi sentite di farlo. Ma ditele anche di quanto l’avete amata e di quanto l’amate ancora. Piangete, ridete, state in silenzio. Ricordatele “di quella volta…”, se vi va, e raccontatele di come vi eravate sentiti. Raccontatele di come vi sentite adesso. Ditele se vi sentite traditi. Rinfacciatele ogni cosa vi passa per la mente. Rivangate vecchi rancori e cose in sospeso. Chiedetele scusa, se ne sentite il bisogno. Ringraziatela per tutto ciò che vi ha dato, se volete.
Prendetevi tutto il tempo che vi serve.
Poi, preparatevi per il saluto.

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L’universo intero segue un andamento ciclico e così, anche per la vostra relazione, il ciclo si è chiuso e un nuovo ciclo, senza la vostra persona amata, adesso deve iniziare.
Guardate il palloncino, il viso della vostra persona amata. E salutatela. Ditele arrivederci. Piangete ancora, non trattenete le lacrime: vi state separando da una persona che avete amato e che amate ancora, non ha alcun senso trattenerle. Ditele che un giorno vi incontrerete nuovamente, forse non in questa vita, forse nella prossima, chissà… ma promettetele che intanto camminerete sulla vostra strada, senza di lei.
Ditele ancora arrivederci. E quando sarete pronti, aprite la mano e lasciate andare il filo.

Guardate il palloncino che si allontana da voi e lasciatelo andare. Lasciate che segua la sua strada, che si innalzi verso il cielo, mentre si allontana da voi. Seguitelo con lo sguardo, corretegli dietro, se volete, urlategli anche di tornare. Ma il palloncino non tornerà, come non tornerà la vostra persona amata. Ditele ancora che l’amate, finché riuscite a vedere il palloncino, e ditele ancora arrivederci.
Nei giorni successivi ripensate a quei momenti e cercate dentro di voi di rafforzare sempre più il valore del gesto che avete compiuto.
Con me ha funzionato.

Francesco Albanese

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