La testa è una delle parti del corpo più delicate, più misteriose, più affascinanti: sede privilegiata non solo di quattro dei cinque organi di senso che ci permettono di entrare in contatto con il mondo esterno e di metterci in relazione con gli altri, ospita il cervello, le sue milioni di terminazioni; è simultaneamente la casa del pensiero logico e illogico, unendo i due emisferi della razionalità e della creatività. La testa, essendo piena di terminazioni nervose, è una delle parti del corpo più piacevoli in cui ricevere un massaggio, proprio perché vi sono molteplici punti in cui è possibile percepire in modo definito il beneficio che può portare la sollecitazione di quelle aree in cui si accumulano le tensioni. Infatti, succede spesso che questa parte del corpo sia soggetta a fastidi o dolori in quanto alcune emozioni più pesanti, i nostri pensieri e le preoccupazioni possono incanalarsi ed immagazzinarsi in zone specifiche come le tempie o la fronte.

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Una tecnica di manipolazione non molto conosciuta ma interessante, è quella dell’Access Bar, fondata dal californiano Gary Douglas nell’estate del 1990 come evoluzione degli studi sulla canalizzazione dell’energia attraverso il massaggio di determinate “barre di energia”. In particolare, il focus è indirizzato alla possibilità di sciogliere proprio la carica elettromagnetica che si accumula nella nostra testa per permettere alle persone di tornare in equilibrio ma soprattutto di riscoprirsi, iniziando da un salutare “alleggerimento” dei blocchi, dei pesi, che più o meno inconsapevolmente continuiamo a portarci dietro riguardo ogni ambito della nostra vita.

Il concetto di base infatti è che sciogliere l’accumulo di energia in precisi punti – chiamati, come menzionato, barre di energia – permetta, come ad un computer, di cancellare i vecchi file della nostra mente in cui si accumulano anni e anni di convinzioni, di insegnamenti (a)morali, di attitudini di pensiero e comportamento spesso imposti e soffocanti. Credenze e scelte fatte su questo tipo di presupposti “solidificano” la nostra energia in punti specifici abbinati a specifici aspetti, impedendo di fluire e quindi di sentirci forti, sani, motivati, focalizzati, consapevoli.

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Sono 32 le barre di energia nella nostra testa, come accennato, valide per particolari aspetti come la guarigione, l’invecchiamento, la consapevolezza, la creatività, il potere, la vita sessuale e via dicendo. Permettere all’energia di scorrere in tali macro aree di interesse condivisibili da ogni individuo, riqualifica la nostra possibilità di avere successo o di avere un risultato positivo e costruttivo per la nostra esistenza in quello specifico ambito. Liberarsi da tutto ciò che è stagnante nella nostra testa e nel nostro modo di essere permette di aprirsi al cambiamento, al rinnovamento, a nuove possibilità di esplorare se stessi e di evolvere. Il processo di manipolazione dell’Access Bar è estremamente semplice e significativo: la persona che si sottopone al trattamento deve soltanto rilassarsi ed aprirsi al dono del “ricevere”. Questa tecnica non richiede un approccio invasivo in quanto l’operatore procede al massaggio, al tocco di questi specifici 32 punti in modo da far tornare la triade di corpo, mente e anima in equilibrio. Come ogni tecnica, il risultato è soggettivo poiché ogni persona parte da un livello di percezione differente.

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La mia esperienza è stata positiva: le mani del facilitatore scatenavano delle vibrazioni piacevoli e alla fine del trattamento ho percepito un senso diffuso di benessere e rilassamento. Informandomi, ho scoperto che diventare operatori di Access Bars è altrettanto semplice, basta seguire un corso di formazione che dura uno o due giorni presso associazioni abilitate così da imparare i punti e il modo per effettuare il massaggio. Ciò che ritengo essere un aspetto interessante, inoltre, è il concetto che anticipa il momento del massaggio vero e proprio: è necessario lavorare sulle nostre convinzioni e sul pensiero poiché esso sta alla base del nostro modo di essere e di agire.

Siamo spesso condizionati da retaggi di comportamento che mettiamo in atto senza accorgercene e che, se rivisti, potrebbero permetterci di vivere meglio, più allineati con noi stessi e con una moralità individuale, centrata, finalmente onesta.

Di Chiara Pasin