C’è un tempo per ogni cosa ed io questo tempo me lo gusto in tutto il suo divenire.

La mia bambina ha ormai 6 anni e da quando è nata dorme con noi nel lettone, pratichiamo il tanto discusso cosleeping (sonno condiviso). Come per l’allattamento abbiamo deciso di seguire anche per il sonno i suoi ritmi di crescita.

Non ha mai dormito la notte da sola: mai in carrozzina, mai nella culla, mai nel suo lettino e mai nel lettino di altri se dorme fuori casa. Il suo sonno notturno è sempre stato condiviso con qualcuno.

co-sleeping

Molte persone non riescono a credere a questa cosa, rimangono stupite (anche le amichette stesse della mia bimba non sanno cosa dire dinnanzi a questa cosa!) e spesso contrariate commentano con queste osservazioni: “Se non si abitua a dormire da sola non ci riuscirà mai!”, “Così la viziate!”, “Un bambino ha bisogno del suo spazio!”, “La coppia ha bisogno della propria intimità!”.

Per noi è la cosa più naturale del mondo!

Dormire insieme è condividere la vita anche di notte, respirare al ritmo del respiro altrui, gustarsi il momento del riposo vicino a chi ami.

In natura gli animali trascorrono così la notte, soprattutto la mamma con i suoi cuccioli: lo fanno per scaldarsi, per sentirsi più sicuri e perchè il contatto fisico notturno è necessario al benessere globale dell’animale.

E questa abitudine è diffusa anche nelle popolazioni primitive e in alcune realtà addirittura più vicine a noi.

Anche in un paese altamente industrializzato e moderno come il Giappone,vige la pratica del co-sleeping e del bed sharing:tutta la famiglia dorme insieme in un unico grande letto,costituito da un tatami (stuoia in paglia di riso) e da un futon (materasso in cotone). Interessante il termine usato in giapponese per indicare il sonno condiviso: kawa,che significa “fiume tra le rive”,come a indicare la protezione ricevuta dal bambino che dorme in mezzo ai due genitori.
Da “Sono qui con te” di E.Balsamo

Abbiamo perso questa abitudine nel corso del tempo e siamo passati nel versante opposto: cerchiamo di allontanare da noi il bambino durante la notte già da piccolissimo, dopo pochi giorni dalla nascita. Lo portiamo nella sua stanzetta con il suo lettino ed il suo ciuccio (senza un sostituto materno come il ciuccio non potrebbe rimanere lontano da noi!) e trascorriamo notti insonni perchè ci chiama continuamente e ci vuole con lui. Ma noi convinti di agire per il suo bene, per la costruzione della sua indipendenza, continuiamo a lasciarlo da solo fino a che ad un certo punto (possono trascorrere mesi o anche anni!) lui si rassegna e non piange più.

Charming baby indoor. Baby girl in child bed

Ecco per la mia bambina vorrei una situazione diversa: vorrei che per lei il dormire nella sua stanzetta da sola fosse una conquista e non una rassegnazione. Arriverà il momento in cui lei mi invierà dei segnali diversi, mi dirà a parole o con il suo comportamento che è arrivata l’ora di trasferirsi perchè è diventata grande, perchè sente il bisogno lei di avere uno spazio tutto suo. Ed io immensamente felice di questo suo momento di crescita l’accompagnerò a diventare grande.

Mi ripetono spesso che ciò non accadrà se non sarò io a forzare la cosa. Io rispondo che pochi decenni fa dormire insieme era pratica comune perchè mancavano concretamente gli spazi per poter avere più letti e le famiglie erano più numerose rispetto ad oggi… e non conosco nessun uomo o nessuna donna di 50 anni che dorme ancora con mamma e papà! 🙂

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L’indipendenza non si crea con l’obbligo e la supremazia ma con il rispetto del bambino cauto, lento e vissuto serenamente.

E noi ci godiamo la nostra vita famigliare notturna. Per dormire comodamente e per dare inizio a un piccolo momento di distacco abbiamo accostato un lettino al nostro letto matrimoniale dove dorme la nostra bimba e dato che nel frattempo è arrivato anche il fratellino (con il co-sleeping l’intimità della coppia non finisce!)  lui sta in mezzo a mamma e papà. Dormire insieme è rilassante, sereno, fa conoscere l’altro anche in un periodo così intimo che è quello notturno (si sentono i movimenti dell’altro, si ascoltano le parole dette nel sonno, si fa conoscenza con l’altrui modo di dormire…).

Quando le amichette della mia bimba vengono a trovarci e scoprono che lei dorme ancora con noi la sorpresa è tanta e le reazioni diverse: c’è chi la considera fortunata e chi invece rimane senza parole, ciò che importa è che lei lo racconta sempre in modo fiero e contento.

sonno-condiviso

Da genitori attenti cerchiamo di captare i suoi segnali di crescita e capita di proporle più o meno esplicitamente (a parole o abbellendo la sua cameretta) di andare a dormire da sola ma non è ancora arrivato il momento giusto.

Nel frattempo ci godiamo questi meravigliosi momenti magici tutti insieme, consapevoli che non torneranno più e che i nostri bambini diventeranno grandi prima di quanto possiamo pensare…

Elena Bernabè