grafologia

La grafologia è una tecnica che permette di scoprire le caratteristiche psicologiche di una persona attraverso lo studio della sua grafia. La scrittura, in tale ottica, è una proiezione di se stessi. Forma, dimensioni, spazi fra lettere, altezza, posizione nel testo svelano agli esperti la nostra identità: dalle attitudini comportamentali alle qualità di tipo intellettivo, dal tipo di memoria al modo di gestire l’affettività, dal grado di sensibilità alla capacità di empatizzare.

Fra le tante discipline che si occupano di investigare l’interiorità, come astrologia e numerologia, tanto per citarne alcune, la grafologia è forse la meno magica, occulta, nonostante le sue tecniche non siano validate dal punto di vista scientifico. Il presupposto su cui si fonda è che la scrittura, dopo la fase di apprendimento, diventa un processo di tipo automatico, che dipende dalle risposte motorie ai neuroni. Se ne deduce che il gesto grafico è un gesto espressivo.

La storia della grafologia

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Le origini della grafologia sono antiche, nonostante ciò questa disciplina non è regolamentata da alcun albo professionale e, nel corso del tempo, si è sempre mantenuta piuttosto autonoma rispetto alle discipline psicologiche tradizionali, tanto da non essere mai stata validata scientificamente. Di scuole grafologiche ne esistono, ad oggi, moltissime ma sono 3 gli approcci fondamentali: l’indirizzo francese di Jules Crépieux-Jamin, sviluppato poi da Jean-Charles Gille-Maisan; l’indirizzo italiano, di Girolamo Moretti e di Marco Marchesan; l’indirizzo tedesco di Ludwig Klages, integrato da W.H. Muller e A. Enskat. Le diverse scuole differiscono molto fra loro: se, per esempio, l’indirizzo italiano crede nell’univocità della corrispondenza segno-carattere, la scuola francese non si focalizza esclusivamente sul segno, considerandolo piuttosto una parte del tutto.

Ritornando alle origini, si ritiene che il primo grafologo ufficiale fosse stato Camillo Baldi, che nel 1622 pubblicò “Trattato come da una lettera missiva si conoscano la natura e la qualità dello scrittore”. C’è chi, andando ancora più indietro nel tempo, ravvisa dei parallelismi fra grafologia e stoicismo, ricollegandosi alla distinzione prettamente stoica fra segni e significati. E chi ancora la ricollega al legame fra lettere e spiritualità investigato nell’ambito del misticismo ebraico.

La grafologia: come funziona

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Di seguito riporto alcune indicazioni generiche per interpretare la grafia individuale, riportando i principali significati simbolici di alcuni segni grafici, delle posizioni sul foglio e via dicendo. Si ricordi, però, che si tratta di una tecnica complessa e che, per avere un quadro esaustivo della personalità, è fondamentale affidarsi a grafologi professionisti.

Disposizione sul foglio

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Partiamo dallo spazio che, in grafologia, è rappresentato dal foglio, mentre il gesto grafico simboleggia il modo in cui ci muoviamo in esso. Il foglio è delimitato da 4 parti: l’alto, il basso, la sinistra e la destra, ognuna delle quali cela significati simbolici. L’alto, associato da sempre al divino e al mondo ideale, rappresenta il rapporto con questi settori e, più in generale, con la capacità di immaginare. Il basso è correlato alla terra, alla concretezza, alla materia ma anche all’oscurità, intesa come inconscio e pulsioni istintive. Infine la sinistra simboleggia il rapporto con il proprio passato e con la madre lunare, mentre la destra, all’opposto, rappresenta il mondo esterno e il rapporto con la figura paterna.

I righi

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Quando scriviamo su un foglio tendiamo a salire o a scendere rispetto al rigo principale e la grafologia individua 3 tipologie di movimento: ascendente, aderente e discendente. I righi aderenti, quelli più stabili, rivelano capacità di collaborazione, realismo ma poca intraprendenza. I righi discendenti denotano spesso un certo pessimismo e l’incapacità a dirigere la propria esistenza mentre, all’opposto, i righi ascendenti indicano un temperamento ambizioso, tendenzialmente aggressivo, ottimista ma, in alcuni casi, eccessivamente presuntuoso.

Dimensioni

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La scrittura può essere piccola, grande o fluttuante e, a seconda delle dimensioni, rivela molto del nostro temperamento. Una scrittura grande indica incapacità di focalizzare l’attenzione sui dettagli a vantaggio di una visione più complessiva, ma anche senso del dovere minimo. Una scrittura piccola, purché non eccessivamente (in tal caso indica senso di inferiorità), denota attenzione per i dettagli, intelligenza ed empatia. La scrittura fluttuante che, come suggerisce il termine, fluttua dal grande al piccolo, indica instabilità emotiva.

Pendenza

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Eretta, pendente e rovesciata, questi i 3 principali gradi di pendenza. La scrittura eretta denota freddezza, tendenza ad esercitare il controllo sulle emozioni. La scrittura pendente è invece sinonimo di calore emotivo, gentilezza, eleganza. La scrittura rovesciata è tipica delle persone poco espansive, autodisciplinate ma piuttosto seriose.

Gli spazi

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Gli spazi fra parole sono altrettanto degni di nota per decifrare la personalità attraverso la scrittura. Spazi larghi sono tipici di chi ha obiettività, lungimiranza, senso critico e una certa propensione per le materie intellettuali e scientifiche. Gli spazi stretti, invece, denotano impulsività, instabilità emotiva, capacità artistiche, leggerezza e una certa imprudenza.

Andatura

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In grafologia si distinguono solitamente l’andatura calma e rapida: se la prima indica un animo paziente e sereno, la seconda denota impazienza, vivacità e velocità a livello mentale.

Laura De Rosa

www.yinyangtherapy.it