“L’empatia è l’arte di mettersi nei panni di qualcun altro e di vedere il mondo attraverso i suoi occhi, è lo strumento più potente che abbiamo per capire la vita degli altri.”

~ Roman Krznaric

L’empatia in psicologia è la capacità di porsi in maniera immediata nello stato d’animo o nella situazione di un’altra persona mentre nella critica d’arte e nella pubblicità, è la capacità di coinvolgere emotivamente il fruitore con un messaggio in cui lo stesso è portato a immedesimarsi.

empatia

L’empatia è quella cosa che senti dentro, che ti stringe lo stomaco quando sei con qualcuno e riesci a provare le sue stesse emozioni, soffri quando lui soffre, gioisci quando lui gioisce, è quella cosa che fa in modo che i problemi degli altri siano anche i tuoi problemi, che le gioie degli altri siano anche le tue.

L’empatia è quella cosa che quando accade un evento fuori dal tuo mondo lo senti comunque tuo, basta una notizia alla televisione per catapultarti nel vortice delle sensazioni che provano le persone coinvolte, è quella cosa che ti impedisce di voltarti dall’altra parte davanti ad un’ingiustizia o davanti alla felicità.

Pare che negli Stati Uniti i livelli di empatia siano crollati del 50%, questo significa che metà delle persone che prima erano in grado di mettersi nei panni degli altri ora sono in grado solo di pensare a se stessi. Questi dati danno da pensare, anzi più che altro spaventano.

Le persone che non sono in grado di provare lo stato d’animo di chi lo circonda e di esprimere ciò che provano loro stessi furono classificate dallo psichiatra Sifneos, all’inizio degli anni settanta, con un termine ad hoc che esprimesse il concetto cioè alessitimia. E’ un vero e proprio disturbo specifico nelle funzioni affettive e simboliche che spesso rende sterile e incolore lo stile comunicativo, praticamente è l’incapacità o l’impossibilità di percepire le proprie e le altrui emozioni.

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Proprio per dare nuova vita ai rapporti empatici tra le persone è nato a Londra il Museo dell’Empatia, che verrà inaugurato il 4 settembre, in occasione del Totally Thames Festival, con l’installazione A Mile in My Shoes cioè un Miglio nelle mie scarpe.

Ed è proprio dal detto “Prima di giudicare qualcuno prova a camminare per un miglio con le sue scarpe” che prende spunto l’idea del museo, sarà un’avventura, un’esperienza per entrare nei panni di altre persone e vedere il mondo attraverso i loro occhi.

Il museo sarà in realtà una mostra itinerante internazionale dedicata allo sviluppo la capacità di empatia e la creazione di una rivoluzione globale delle relazioni umane. I visitatori si calano nei panni di un’altra persona e sono invitati a camminare per un miglio lungo la riva del fiume, mentre vengono immersi nella narrazione della vita di questo sconosciuto.

“Il più grande deficit che abbiamo nella nostra società e nel mondo in questo momento, è un deficit di empatia. Abbiamo un grande bisogno di persone che siano in grado di stare nei panni di qualcun altro e vedere il mondo attraverso i loro occhi “

~ Barack Obama

Lo sviluppo on-line del museo dell’empatia è una biblioteca digitale, la Empathy Library, che contiene recensioni e valutazioni di centinaia di libri e film, tutti incentrati sul tema dell’entrare nei panni degli altri, dai romanzi ai libri per bambini, da lungometraggi classici ai cortometraggi. Ogni libro, ogni immagine catapulterà la vostra immaginazione nella vita di altre persone.

Riuscite ad immaginare per esempio come dev’essere la vita di un bambino che cresce a Teheran, o per chi è nato ipovedente? Vi siete mai messi nei panni di un soldato in guerra, un soldato che combatte la guerra di qualcun altro. Sono tutti terreni sconosciuti che il museo dell’empatia vuole far conoscere vuole far sperimentare, culture, stili di vita, esperienze tutte diverse.

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Provate a guardarvi intorno, riuscite a capire cosa stanno provando le persone accanto a voi? Siete in grado di provare quello che stanno provando loro? Provate ad immaginare di vivere al loro posto… questo è un passo per riuscire a smuovere la superficialità che ci circonda sempre di più, un passo per non voltarsi dall’altra parte quando accade qualcosa che non ci riguarda.

Empatia è sentire quello che sentono gli altri per capire e per aiutare e a volte solo per abbracciare.



Valeria Bonora