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I Tarocchi, tanto osannati quanto condannati dai poteri ufficiali, celano un mondo misterioso e meraviglioso, che affonda le radici nell’inconscio collettivo. Anche se molti di noi ravvisano in essi il sopravvivere di sciocche, inutili, pericolose superstizioni, i Tarocchi sono molto più che un mazzo di carte per maghetti improvvisati o ciarlatani pronti a spillare denaro al malcapitato di turno. Sono icone, archetipi che parlano una lingua ignorata dalla maggioranza di noi, quella dei simboli.

Ci siamo abituati al linguaggio delle parole a tal punto da dimenticare che esistono altre forme di comunicazione, basti pensare all’arte, la quale ricorre alle immagini per trasmettere messaggi. Per questo è meno efficace? Assolutamente no per chi ha confidenza con la lingua dei simboli, diversamente accade per chi non la conosce. Solo attraverso lo studio e uno sforzo notevole possiamo riappropriarcene e impararne i segreti, proprio come accade a un neonato che fa i primi passi nel mondo delle parole. Detto questo, scopriamo cosa sono i Tarocchi e come leggerli.

Cosa sono i Tarocchi

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I Tarocchi sono icone, simboli, archetipi che condividono la natura delle immagini sacre, quelle di santi, Madonne e idoli vari. Immagini che vengono definite “Arcani”, distinti in Maggiori e Minori. Il termine “Arcano” a sua volta cela un significato recondito, quello di “Arca”, ovvero “custodia” in greco. Quindi si tratta di immagini che vanno custodite affinché possano essere trasmesse ai posteri.

D’altro canto i Tarocchi sono anche carte da gioco e in quanto tali conciliano due universi diversi: quello della magia e il mondo ludico. Difatti i 22 Arcani Maggiori sono più mistici, contraddistinti da nomi particolari come “La Morte”, “Il Giudizio”, “La Luna” ecc., i 56 Arcani Minori si rifanno invece alla carte da gioco tradizionali, “Asso di Bastoni”, “Cinque di Coppe” ecc.

Le origini

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Le origini dei Tarocchi sono piuttosto misteriose, difatti non esistono dati abbastanza significativi e chiari. C’è chi parla di radici indiane, cinesi o arabe mentre l’introduzione in Europa, secondo la gran parte dei ricercatori, risalirebbe al XV secolo. Ma non è tanto l’origine storica ad interessarci quanto quella simbolica, ovvero le radici dei Tarocchi nel cosiddetto inconscio collettivo, tanto per parlare in termini junghiani.

Cos’è l’inconscio collettivo? E’ quella parte dell’inconscio che condividiamo con tutti gli altri uomini, contenente i cosiddetti archetipi, ovvero simboli che si manifestano in tutte le culture. Una sorta di istinto condiviso, per esempio la paura del buio, che appartiene a tutti indipendentemente dall’etnia di appartenenza (il modo di viverla o superarla appartiene invece all’inconscio individuale). Quindi i Tarocchi sarebbero simboli universali in grado di veicolare messaggi archetipici.

La loro diffusione capillare quale strumento iniziatico e magico avviene fra l’800 e il 900 quando iniziano ad essere impiegati da numerosi gruppi occultisti e reinterpretati in chiave originale da diversi esoteristi, fra cui Arthur E. Waite e Aleister Crowley, cui dobbiamo la nascita di due mazzi di Tarocchi particolarmente famosi.

A cosa servono i Tarocchi e come interpretarli

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Ma di fatto perché i Tarocchi sono così popolari anche al giorno d’oggi e a cosa servono sotto il profilo pratico? Interpretarli favorirebbe la conoscenza di se stessi, andando ad agire sul risveglio di memorie ancestrali e aspetti nascosti della nostra personalità. Il loro linguaggio simbolico parlerebbe direttamente al nostro inconscio, senza bisogno di essere filtrato dalla parola. Leggere i Tarocchi e meditare su di essi ci permetterebbe quindi di dialogare con l’anima, con il nostro sé profondo attraverso il linguaggio dei simboli.

Chi sa interpretarli correttamente conosce i segreti del linguaggio non verbale, facendo da intermediario fra esso e il consultante. I Tarocchi in definitiva agiscono a livello subliminale, senza che ne siamo coscienti, tramite le immagini, i colori e le emozioni che trasmettono.

Lo psicoanalista Carl Gustav Jung, da sempre interessato alla loro simbologia, ne diede un’interpretazione a dir poco illuminante, sviscerandone il significato simbolico profondo, definendoli “immagini psicologiche, simboli con cui si gioca, come l’inconscio sembra giocare con i suoi contenuti. Esse si combinano in certi modi, e le differenti combinazioni corrispondono al gioioso sviluppo degli eventi nella storia dell’umanità”. Per Jung interpretare i Tarocchi aiuta a prendere confidenza con l’inconscio, ad aprire una strada verso di esso allo scopo di innalzarci verso un nuovo livello di consapevolezza. La figura dei Tarocchi che ci appare parla quindi alla nostra anima e ne conseguono determinate reazioni e pensieri. In tal senso i Tarocchi creano un ponte fra la ragione e intuizione.

In parole povere se penso a un certo settore della mia vita e mi compare una determinata Carta, essa non esce a caso ma è il mio inconscio ad influenzarne l’uscita. Perché il mio inconscio ha già la risposta a quella data domanda e mi trasmette il messaggio attraverso la Carta estratta, che andrà poi interpretata in solitudine o attraverso l’aiuto di un mediatore o cartomante. Quindi non è, come spesso si pensa, il cartomante a far uscire un Tarocco piuttosto che un altro, ma il consultante stesso. I Tarocchi, in quest’ottica, sono dei veri e propri messaggeri, degli intermediari “divini”. Ovviamente anche la sequenza delle carte è importante perché esplicita una sequenza temporale o di tipo logico, per esempio in alcune interpretazioni la prima carta rappresenta il passato, la seconda il presente, la terza il futuro.

I significati simbolici dei Tarocchi

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Come abbiamo visto i Tarocchi si dividono in 22 Arcani Maggiori e 56 Arcani Minori. Gli Arcani Maggiori sono gli archetipi principali mentre gli Arcani Minori forniscono informazioni aggiuntive. Per comodità ti illustro di seguito i significati simbolici dei primi ma considera che essi rappresentano indicazioni di massima, che vanno reinterpretate di volta in volta, a seconda del caso specifico e di ciò che quel dato significato rappresenta per il consultante.

0 Il Matto
E’ una persona priva di un cammino personale ben delineato, non sa bene dove andare, potrebbe arrivare ovunque, non ha ancora coscienza di se stesso. Suggerisce di essere più spontanei, incita a lasciarsi andare e ricominciare se necessario.
1. Il Bagatto (o Mago)
Il Mago, a differenza del Matto, ha la capacità di creare la propria realtà, è intelligente e sa usare gli strumenti che possiede per costruire ciò che si propone. E’ padrone di se stesso. Incita a perseguire un obiettivo, a progettare e creare.
2. La Papessa
La Papessa è una sacerdotessa molto saggia, capace di usare l’intuizione e la conoscenza occulta. Non è contaminata da emozioni negative e sa sempre quando agire al momento giusto. Suggerisce di studiare al riparo dalla folla, concentrarsi sull’interiorità.
3. L’Imperatrice
E’ una donna forte, potente, consapevole di se stessa, simbolo della forza creativa della natura che tutto può. Incita ad essere creativi, a produrre e migliorare la propria realtà.
4. L’Imperatore
E’ un uomo di potere, maturo, con molta esperienza alle spalle, sicuro di sé, simbolo del bisogno di autodisciplinarsi, prendere il comando, impiegare la forza di volontà.
5. Il Papa
Rappresenta un individuo che fa da guida, la cui funzione è trasmettere la conoscenza piuttosto che crearla. Suggerisce di agire secondo i propri principi morali più elevati o farsi consigliare da una persona saggia.
6. Gli Amanti
Questa Carta simboleggia la forza dell’amore, in nome del quale dobbiamo imparare ad avere fiducia, a spogliarci dell’egoismo e a fare delle scelte. Incita ad ascoltare il proprio cuore.
7. Il Carro
Simboleggia la vittoria sulle difficoltà grazie all’impegno e suggerisce di concentrarsi su un obiettivo specifico, impegnandosi il più possibile per raggiungerlo.
8. La Forza
La Forza indica la nostra capacità di dominare la natura istintiva attraverso l’autodisciplina. Incita quindi ad avere forza, ad affrontare le sfide che la vita ci propone con energia, senza perdersi d’animo.
9. L’Eremita
E’ una persona saggia, solitaria, distaccata dal mondo materiale che ci suggerisce di agire con prudenza, pazienza, lentezza.
10. La Ruota della Fortuna
E’ il destino che agisce indipendentemente dalla nostra volontà e che ci incita ad accettare il cambiamento, a cogliere l’attimo senza pensarci troppo su.
11. La Giustizia
E’ colei che restituisce bene o male a seconda di ciò che meritiamo, in base alle azioni giuste o sbagliate che abbiamo commesso in passato. Ci induce a riflettere sulle nostre azioni e sulle conseguenze che potrebbero comportare per noi e per gli altri.
12. L’Appeso
L’Appeso è un uomo che si sacrifica volontariamente sottoponendosi a un processo doloroso di iniziazione. Incita a guardarci dentro e a rinnovare il nostro punto di vista in modo radicale.
13. La Morte
Indica la fine di qualcosa ma anche l’inizio di altro, è la carta della trasformazione, della morte/rinascita. Suggerisce che è tempo di abbandonare vecchi schemi per rinascere in modo nuovo.
14. La Temperanza
E’ la dolcezza, l’armonia, l’equilibrio che ci suggerisce di agire con moderazione, di procedere con calma, senza aggressività.
15. Il Diavolo
E’ il Nemico dentro di noi, il buio, la paura, il lato oscuro di cui non siamo consapevoli. Incita ad addentrarci nell’ombra e a prenderne finalmente consapevolezza per renderla costruttiva.
16. La Torre
E’ il cambiamento repentino, inaspettato che incita a sbarazzarci di ciò che non serve più, a rompere con il passato in modo traumatico.
17. La Stella
E’ il tempo delle grandi visioni, speranze, è il momento del rinnovamento, della luce, che suggerisce che tutto sta andando per il verso giusto.
18. La Luna
E’ il lato nascosto delle cose, l’immaginazione, il femminile, l’illusione, il sogno. Incita a scoprire ciò che non conosciamo ancora, a non agire ma a prepararsi all’azione successiva alla scoperta.
19. Il Sole
E’ la Vittoria che splende alta nel cielo, il successo che incita ad agire alla luce del Sole, in modo chiaro, trasparente.
20. Il Giudizio
E’ il Giudizio che ci induce a fare un bilancio della nostra esistenza e a decidere, eventualmente, se cambiare qualcosa. Ci dice che non è mai troppo tardi per cambiare direzione.
21. Il Mondo
E’ l’infinita gioia e bellezza, la realizzazione, la conclusione positiva di qualcosa. Suggerisce che possiamo gioire dei nostri successi.

Laura De Rosa

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