L’arte topiaria comprende tutte quelle tecniche per sagomare alberi e arbusti in funzione decorativa e ornamentale.
Conosciuta sin dall’antichità, fu particolarmente valorizzata e diffusa dagli antichi romani nel corso delle loro conquiste. Il periodo di maggior successo di questa pregevole espressione artistica si ebbe però nel XVI e XVII secolo, basti pensare allo splendore dei giardini all’italiana rinascimentali, che ancora oggi affascinano i turisti di tutto il mondo.

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Con l’arte topiaria è possibile realizzare le più svariate forme geometriche, spesso di forte impatto architettonico, per rappresentare animali, oggetti, personaggi e anche figure astratte. Se coni, obelischi e colonne verdi fungono da forti elementi strutturali e si addicono particolarmente ai giardini formali (ad esempio per incorniciare una veduta o un viale) e a quelli informali (in particolar modo per creare un contrasto con le forme spontanee degli altri vegetali), in altri giardini è comune trattare le parti superiori delle siepi per ottenere suggestive sculture verdi, raffiguranti animali o altre figure geometriche, quali sfere, cubi, rettangoli ecc. Se siete interessati a questa forma d’arte ma non disponete di un giardino, non preoccupatevi…potrete sempre provare con le comuni piante da vaso.

In generale, le piante che più si prestano alla funzione decorativa sono quelle con foglie piccole, fitte, flessibili e capaci di resistere alla potatura. Nei climi miti le migliori sono le sempreverdi come il bosso, il ligustro, il tasso e le edere. Il cipresso si presta alle forme geometriche ma diventa rigoglioso solo nei climi più caldi, mentre altre piante come l’alloro e l’agrifoglio risultano più difficili da sagomare.
Per quanto riguarda le forme, possiamo distinguere tra sagome semplici e complesse. Le prime vengono effettuate anche a mano libera, mentre le seconde si avvalgono dell’ausilio di una struttura che guida il taglio.

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Per le sagome semplici bisogna scegliere il ramo o i rami di una pianta giovane che formeranno il nucleo della scultura verde. Per realizzare un cono, la figura più facile, basterà costruire una struttura di canne e filo metallico da porre sopra la pianta in funzione di guida per il taglio.
Se invece preferite le sagome complesse, ricorrete a strutture e intelaiature costituite da materiale robusto, che potete preparare anche da soli utilizzando per esempio del filo di ferro spesso, a cui dovrete intrecciare del filo metallico sottile, al fine di delineare una sagoma più netta e precisa. Come sostegno temporaneo per dar forma all’intelaiatura vanno benissimo anche le canne da giardino, mentre per legare i getti alla struttura utilizzate del filo catramato.

La pianta va posta dentro l’intelaiatura. Quando crescerà la riempirà e dovrà esser potata una volta l’anno, seguendo proprio il profilo della struttura e cimando i getti per stimolare una vegetazione cespugliosa. Giunta a maturità, la pianta formerà un fitto cespuglio che ricoprirà l’intelaiatura: a quel punto basteranno dei regolari interventi di potatura per mantenere una forma dai profili regolari e precisi.

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Val la pena ricordare che l’arte topiaria richiede potature molto più precise rispetto a quelle delle siepi. Fate attenzione a non tagliare mai troppo in un punto, perché ciò potrebbe compromettere la simmetria per un’intera stagione. Non fidatevi troppo poi del vostro occhio e utilizzate sempre livelle, filo a piombo e tutto quanto è necessario per un taglio di precisione. Principi fondamentali: lavorate sempre la pianta dall’alto verso il basso e dal centro verso l’esterno, tagliando entrambi i lati contemporaneamente per mantenere la simmetria.

Le forme arrotondate sono molto più semplici di quelle angolari e geometriche, che hanno superfici piatte con bordi angolosi o squadrati, difficili da realizzare e conservare. In tal caso utilizzate dei modelli fatti con canne e filo metallico.

Una volta che la scultura è stata realizzata saranno necessari continui interventi di potatura nel corso della stagione vegetativa. L’intervallo tra tali procedimenti dipende dalla velocità di crescita del fogliame. La potatura andrà effettuata quando i nuovi germogli disturbano il profilo, ma se non ricercate la perfezione assoluta della forma, potete anche limitarvi a due soli tagli nella stagione vegetativa. Tutto dipende poi dal tipo di pianta che utilizzerete: il tasso, ad esempio, richiede un solo taglio all’anno, mentre il bosso necessita di due interventi. Ricordate poi di non potare mai i cespugli dopo l’inizio dell’autunno, perché i germogli prodotti dopo il primo taglio devono maturare il legno a sufficienza per resistere ai climi invernali.

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Le sculture topiarie necessitano delle cure colturali tipiche degli altri arbusti, ossia diserbo, annaffiature, pacciamature e due o tre concimazioni con un fertilizzante bilanciato in dose di 60 g/mq durante la stagione di crescita. Dove nevica regolarmente è bene porre una rete sopra le piante, per impedire che i rami si spezzino. Se parte della scultura topiaria, un getto guida o un grosso ramo si rovinano, eliminateli con un taglio netto operato con le cesoie, avendo cura di piegare e legare i germogli vicini per colmare il vuoto lasciato. Qualora poi la pianta decorativa fosse trascurata per diversi anni e perdesse la sagoma, sarete sempre in tempo per recuperare: basta fare una drastica potatura per riprendere la forma nella prima primavera, per poi eseguire tagli rasi più precisi nelle due o tre stagioni vegetative successive.

Se a questo punto vi abbiamo incuriosito, ecco a voi le istruzioni per eseguire una bellissima scultura a forma di uccello in una pianta da vaso.

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Nel primo anno posizionate in senso obliquo un sostegno di canne a ventaglio che formeranno la coda. Legate quindi alcuni getti alla canne con del filo morbido e cimate per stimolare la ramificazione. Durante la stagione vegetativa accorciate i getti legati di un terzo della loro lunghezza, tagliando sopra un nodo dei rametti. La pianta sarà così spinta a produrre una massa di fogliame compatta e robusta.

Nel secondo anno inserite nel vaso una canna di sostegno per la testa, a cui dovrete legare tre getti vigorosi. Potate poi la coda e accorciate i rami che costituiranno il corpo, mentre è buona norma anche togliere i getti inutili o legarli per conferire volume alla coda.

Eccoci quindi al terzo anno. Piegate un ramo robusto della testa per realizzare il becco, e al contempo potate per dare forme precise al corpo e mantenere una fitta vegetazione. Di lì a poco otterrete la forma perfetta, che dovrà essere mantenuta semplicemente con delle regolari potature.

A questo punto l’arte topiaria sarà diventata anche cosa vostra…e siamo sicuri che sarete pronti per cimentarvi con tecniche ancora più complesse e gratificanti!

Marco Grilli