Animalismo
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Green Hill ecco come controbatte

Di Valeria Bonora - 19 Luglio 2012

In seguito al sequestro avvenuto ieri del lager di Green Hill di Monticelli, vi riportiamo un’intervista di un inviato della Stampa a Ghislaine Rondot, responsabile per Green Hill in Italia. Il responsabile dice che questo è stato un atto politico che non ha fondamenti e sopratutto mette l’Italia in contrasto col resto dell’Europa.

Perché parla di atto politico?
«Montichiari è stato oggetto di perquisizioni nel novembre 2010, ha subito ben 16 ispezioni che hanno appurato il rispetto delle norme vigenti senza riscontrare alcuna violazione ed ora, a sorpresa, ci accusano di maltrattamenti e chiudono l’impianto. Le ragioni non solo legali ma politiche».
Come reagirete?
«Faremo valere le nostre ragioni nelle apposite sedi legali. Non escludiamo di rivolgerci alle autorità competenti dell’Unione Europea in quanto il comportamento dell’Italia è in contrasto con quanto avviene in altri Paesi europei».
Eppure le obiezioni sollevate dalla procura su quanto avviene a Grill Hill sono pesanti e documentate, cosa rispondete?
«Rispondo che la stessa polizia locale, come emerge dal decreto di archiviazione del Gip, ha evidenziato che non emergono situazioni di maltrattamento o situazioni aziendali che siano causa di rischio di maltrattamento per i nostri beagle, che si trovano in ottime condizioni e sono tenuti in numerosi box, di buone dimensioni, con un’ampia libertà di movimento. Adesso questi controlli, condotti peraltro anche dalla Asl e da accademici universitari per conto dell’Istituto zooprofilattico di Brescia, sembrano aver perso la loro validità. È una vicenda davvero incredibile».
Che spiegazione vi siete dati?
«Si tratta di un clima di persecuzione, arrivato al punto di bloccare un’attività che dà lavoro a decine di dipendenti per cercare di dimostrare la validità di accuse pretestuose. Ribadisco che la nostra attività non ha altro scopo se non quello di allevare animali destinati alla ricerca scientifica. Ogni riferimento ad attività di allevamento dei cani destinati alla ricerca cosmetica è privo di fondamento».
 
E voi cosa ne pensate? Io credo che l’Italia per una volta ci faccia una bella figura, speriamo solo che i cucciolotti vengano presto adottati o comunque spostati in ambienti più consoni alla loro condizione di animali.
 





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