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Valle d'Aosta: segreti e meraviglie da ammirare

Di Valeria Bonora - 19 Agosto 2014

La Valle d’Aosta fu, all’inizio, abitata dai Salassi, un popolo celtico che la leggenda narra discenda direttamente da Ercole, i quali fondarono la città di Cordelia intorno all’anno 1.000 a.C., anche se i primi megaliti risalgono addirittura al 3.000 a.C..

Val Ferret

Nel 25 a.C. i Romani fecero il loro ingresso nella valle fondando Augusta Prætoria Salassorum dove oggi sorge la città di Aosta. La Valle era importante per i romani dal punto di vista bellico perché da qui si potevano tenere sotto controllo i valichi del Piccolo e del Gran San Bernardo, importanti punti d’accesso a Francia e Svizzera.

I romani fondarono molte altre cittadine lungo il canalone della vale affiancando il corso del fiume Dora Baltea, Da Nus a Carema crearono una rete di paesi che indicavano le pietre miliari per calcolare la distanza da Aosta, oltre a borghi e accampamenti militari come Verrès e Chatillon.

Castello di Verrès

Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476 d.C.), la Valle d’Aosta subì per ben cinque secoli la dominazione dei Borgognoni. Nel 1032 il dominio della regione alpina passò a Umberto Biancamano di Savoia e rimase dimora di Casa Savoia fino al 1861 quando entrò a far parte del territorio del nuovo Regno d’Italia. Il 7 settembre 1945 la Valle d’Aosta è diventata una regione autonoma.

La Regina d’Italia, Margherita di Savoia, amava la regione tanto che volle una residenza estiva a Gressoney Saint Jean, dove nel 1899 fece costruire lo splendido Castel Savoia.

Un castello particolare, candido che spicca sullo sfondo scuro delle conifere del Colle Ranzola, che lo sovrasta.

Castel Savoia - Valle d'Aosta

Valle d’Aosta e Casa Savoia

In Valle d’Aosta, per molti secoli, l’economia si basava esclusivamente sull’agricoltura e la pastorizia, che spesso non soddisfaceva le esigenze dei lavoratori, che emigravano in Svizzera o in Francia per i lavori stagionali.

La svolta si ebbe dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando l’industria e il turismo presero piede facendo diventare la regione una della più ricche, con un reddito annuo pro capite tra i più alti in Italia. La Valle d’Aosta divenne una delle mete turistiche più ambite da personaggi famosi, tra cui anche il Papa, il quale ha una residenza estiva personale proprio a Les Combes, una frazione del comune di Introd.

In quanto regione autonoma, in Valle d’Aosta vige il bilinguismo sia negli atti amministrativi sia nell’istruzione scolastica, quindi i bambini già dall’asilo iniziano ad imparare sia l’Italiano che il Francese.

Chamois

La Valle d’Aosta è ricca di storia che viene raccontata attraverso le mura dei suoi castelli, delle sue chiese, dei suoi monumenti. Aosta è una cittadina adorabile, incastonata tra le Alpi, sembra un presepe che vive tutto l’anno. I suoi valloni ospitano grandi prati verdi puntianati da pecore, capre e mucche, grandi boschi di conifere danno riparo a scoiattoli, cinghiali, uccellini, senza contare che più in alto, tra le rocce, dove l’aria diventa più rarefatta, vivono le marmotte che col loro fischio avvisano dei pericoli, i camosci, i caprioli e ancora più in alto svettano i falchi e le aquile che solcano i cieli con la loro maestosità.

Le mucche salgono al pascolo, in alta montagna, agli inizi di Giugno, quando sui pascoli c’è l’erba fresca, la neve lascia il posto ai primi fiori e le mucche lasciano le loro stalle per passare un’estate al fresco coccolate dall’erba morbida e dal terreno soffice. Riscendono alle stalle a fine Settembre, ed è gran festa, la regina, quella che durante l’estate ha prodotto più latte, viene decorata con grandi campane e fiori, e lei fiera apre le danze, centinaia di mucche che percorrono le strade e fanno ritorno a casa, in un chiasso assordante di campanacci e muggiti.

Mucche vda

Se volete visitare la Valle d’Aosta non potete non fare un tour dei castelli, ma so che molti non sempre sono aperti al pubblico quindi di seguito trovate il video dell’Assessorato al turismo e dell’Assessorato all’istruzione della regione autonoma della Valle d’Aosta, dove vengono mostrati i castelli

Valle d’Aosta Terra di Castelli

Meta turistica di grande attrattiva è il Parco del Gran Paradiso, il più antico Parco nazionale italiano istituito nel 1922, per salvaguardare il suo animale simbolo: lo stambecco. All’inizio del XIX secolo si credeva ormai estinto a forza di cacciarlo indiscriminatamente, fino a quando l’ispettore forestale valdostano Delapierre scoprì che negli impervi e scoscesi valloni che discendono dal massiccio del Gran Paradiso ne sopravviveva una colonia di circa cento esemplari,

Un’altra meta famosissima è il Breuil Cervinia, in Valtournenche, meta degli alpinisti che volevano conquistare la vetta del Monte Cervino, ma ormai meta di sciatori sia invernali che estivi, visto che la neve a Plateau Rosa è perenne. Gli impianti sciistici di Cervinia sono collegati con quelli di Zermatt, sul versante svizzero del Cervino, e con quelli di Valtournenche, formando così un unico comprensorio sciistico di oltre 350 km di piste, chiamato Matterhorn Ski Paradise.





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