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Vivisezione

Sperimentazione animale, sempre la superficialità a sostenerla

Di Valeria Bonora - 21 Maggio 2012

Pubblicato da L’Espresso l’11 Maggio e riportante la firma di Ignazio Marino un articolo sulla ricerca animale che sfrutta facili sentimentalismi come il classico “sarebbe meglio sperimentare su tuo figlio o su un animale?” e manda un messaggio fuorviante per il lettore sul quadro normativo vigente, un medico come Marino che fu uno dei primi a trapiantare un fegato, non dovrebbe sostenere la sperimentazione con argomentazioni così banali.
Claude Reiss, per 35 anni direttore di ricerca in biologia molecolare al Cnrs, interviene nell’articolo di Ignazio Marino sulla vivisezione sottolineando come “L’alternativa ai test sugli animali è la tossicogenomica, gli esperimenti sulle cellule umane”

Reiss ha presentato al Consiglio Europeo un programma per adottare in Europa un sistema di tossicogenomica di riferimento per i test dei medicinali. L’intera azione costerebbe 2 miliardi di euro: niente rispetto ai 52 miliardi di costo stimato degli effetti secondari all’immissione sul mercato di medicinali inadeguati.

In oltre il banale riferimento di Marino dove chi è antivivisezione deve per forza essere anche vegetariano completa un tour tra metodi alternativi ridotti ai soli test in vitro, che rappresentano solo una minima parte delle sperimentazioni sostitutive a cui è possibile ricorrere.
Insomma un articolo impreciso e alquanto banale che non ci si aspetterebbe proprio.

Facciamo poi presente che l’articolo 14 della Legge Comunitaria 2011 in voto al Senato, non “affosserebbe”, come sostiene il dottore, in nessun modo la direttiva europea 2010/62 UE, che permette agli Stati Membri di legiferare con misure più restrittive, ma anzi regolamenterebbe campi in cui il testo comunitario lascia ampio margine di lavoro come l’implementazione dei metodi alternativi, l’uso di organismi geneticamente modificati e le sanzioni.
E come dimostra il forte aumento di sperimentazioni in deroga tra cui le procedure senza anestesia e il ricorso ai primati, manca del tutto una regolamentazione alla sperimentazione.
 





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