Intervento ipnosi

Un intervento al cuore eseguito sotto ipnosi. Nessuna anestesia totale che spesso ha più controindicazioni che altro. Infatti la paziente Linalba Ibba, oristanese di 62 anni, aveva già avuto problemi di anestesie con precedenti interventi, complicati da stati d’ansia e dolori eccessivi.

L’intervento sotto ipnosi è stato eseguito all’ospedale ‘San Martino’ di Oristano, per impiantare un defibrillatore nel cuore.

L’intervento è riuscito e la paziente si è svegliata senza nessun dolore, è il primo intervento al cuore sotto ipnosi, anche se in altri campi è già stata usata come ad esempio in odontoiatria.

Durante l’intervento sono stati fondamentali lo psicologo, psicoterapeuta e specialista in ipnosi clinica, Nino Sole, e il radiologo, Danilo Sirugu, che sono i due specialisti del protocollo sperimentale di terapia ipnotica all’ospedale Brotzu di Cagliari.

Il risultato sorprendente è che il risveglio è stato assolutamente indolore e la donna è potuta tornare a casa dopo solo tre giorni di post operatoria.

I chirurghi che hanno effettuato l’intervento hanno poi spiegato:

 «Tutto si è svolto come di routine per ciò che riguarda l’intervento, la peculiarità ha riguardato la parte introduttiva, quando gli ipnologi, parlando alla paziente attraverso delle cuffie auricolari, l’hanno fatta cadere in un stato di ipnosi profonda, un processo che ha richiesto circa venti minuti».

«Per l’efficacia dell’ipnosi, era necessario l’assoluto silenzio per questo abbiamo operato con la massima cautela, cercando per quanto possibile di comunicare fra noi con i gesti e con i cenni degli occhi. E’ stato necessario un grande coordinamento e tutto è andato per il meglio: è stato un ottimo lavoro di squadra». 

A parlare dell’intervento è Nino Sole:

“Siamo consapevoli di aver portato a termine un intervento straordinario, l’anestesia ipnotica è una pratica non comune che potrà dare ottimi risultati”.

“A differenza di quanto avviene nelle terapie mediche tradizionali, con l’ipnosi è molto importante che si crei un buon rapporto di fiducia e scambio tra medico e paziente. Quest’ultimo diventa protagonista nella cura dei suoi mali, non più semplice spettatore di quanto accade nel suo corpo ma attore nella diagnosi e guarigione”.

Per questo motivo per la preparazione all’intervento, i due specialisti hanno incontrato la paziente per tre sedute di relazione terapeutica di preparazione.

Sole e Sirigu spiegano che una volta in sala operatoria hanno passato i primi 20 minuti per condurre la signora in uno stato di coscienza modificato, quello in cui si abbassa la coscienza razionale e agisce solo l’inconscio. In seguito l’hanno condotta nello stato ipnotico dove, a detta di Sole, la paziente ha potuto visualizzare immagini positive e piacevoli, paesaggi sereni e luoghi della sua infanzia lontani da ansie, dolori e preoccupazioni.

Intervento Ipnosi

Linalba ha poi raccontato:

“Non potevo sopportare l’idea di un altro intervento in anestesia totale, troppo doloroso per me. Quando il mio medico Gianfranco Delogu mi ha detto che avrei potuto essere ipnotizzata ho accettato. In realtà pochi giorni prima dell’intervento ero piuttosto scettica, non ero sicura che con me funzionasse. Sono una persona molto razionale e con un grande controllo dei sentimenti, non avrei mai creduto che con l’ipnosi si potesse affrontare il dolore di un intervento tanto invasivo”.

“Mentre mi operavano la mia mente è andata in un luogo della mia prima infanzia, la roccia ‘Culunzu pertuntu’ di Ardauli: era un posto familiare, dove la mia mente ha scelto di rifugiarsi perché mi trasmetteva serenità. Allo stesso tempo sentivo i due medici che mi parlavano, sentivo le mani del chirurgo e la pressione sul mio torace, ho sentito anche quando mi hanno sistemato il pacemaker e messo i punti. Percepivo tutte queste sensazioni senza provare dolore  e allo stesso tempo osservavo il mio corpo dall’alto e vedevo con precisione cosa accadeva in sala operatoria”.

E’ incredibile come solo con la forza della mente si possa o meno provare dolore piuttosto che paura o ansia. Questa è la dimostrazione che la medicina alternativa, quella senza l’uso smodato di farmaci è una realtà sempre più vicina e sempre più possibile.