I tatuaggi sono una pratica diffusa fin dall’antichità in molte culture tribali e tutt’ora in auge anche da noi. Nelle nostre culture postmoderne e individualiste, il tatuaggio non è quasi mai utilizzato per sancire l’appartenenza a un gruppo sociale, come avveniva in antichità, ma ha più a che fare con l’espressione di significati identitari prettamente individuali.

Un modo – spesso utilizzato in adolescenza o in altre fasi di “transizione” esistenziale – per “riappropriarsi” del corpo donandogli una nuova nascita, una nuova identità non data a priori, ma operata e controllata dall’individuo stesso (Lemma, 2005). Significato analogo possono assumere altre pratiche di manipolazione corporea anche in persone senza tatuaggi, si pensi ad esempio ai piercing o alla stessa chirurgia estetica.

Perché ci tatuiamo

donna con un tatuaggio sul braccio
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©Pexels

Le ragioni psicologiche che stanno dietro alla scelta di fare un tatuaggio possono essere molto complesse e spesso riguardano fasi di passaggio, momenti di “svolta” o di crisi esistenziale che la persona considera degli spartiacque importanti nel proprio cammino di vita: cambiamenti identitari, amori nascenti, relazioni finite, obiettivi raggiunti, speranze, lezioni di vita, desideri, memorie, persone speciali …

I tatuaggi derivano spesso da un potente e profondo bisogno di riaffermare – attraverso la corporeità – la propria diversità/unicità. Essere capaci di “imprimere” sul corpo la propria interiorità aiuta a sottolineare, evidenziare e raccontare agli altri quello che si è senza bisogno di parole.

Attraverso il tatuaggio è possibile decorare il corpo rappresentando un’infinita varietà di significati personali, il significato dei tatuaggi infatti non è univoco ma risiede nell’esperienza personale di ognuno. Ci sono tatuaggi ispirati alla natura, alcuni più a sfondo erotico-sensuale, altri che rappresentano storie, ricordi o emozioni del passato o che vengono effettuati per coprire le cicatrici, altri ancora che sanciscono un legame speciale con una o che sono così estesi da costituire una vera e propria “seconda pelle”

“Le parole sono il cane che hai a casa, i disegni dei tatuaggi sono il lupo che incontri nel bosco. Non siamo noi a dominare i simboli, sono loro a muovere la nostra vita.”

(Nicolai Lilin Educazione siberiana)

I tatuaggi in psicologia

I tatuaggi sono un simbolo indelebile ed enunciano in modo evidente una forma di comunicazione non verbale espressiva di un vissuto personale. Il tatuaggio, infatti, “porta fuori” qualcosa di noi che in genere viene tenuto nascosto o non espresso a livello verbale.

Pertanto il connubio pelle-tatuaggi-simboli non può non avere correlazione diretta con l’inconscio; dalla scelta del disegno, la zona da tatuare, la grandezza… Tutti i disegni di cui sono comporti i tatuaggi potrebbero essere letti anche come simboli tatuati dietro ispirazione dell’inconscio, nessun segno apportato permanentemente sul corpo è casuale né tanto meno riconducibile a motivazioni soltanto “estetiche”.

Significato dei tatuaggi nelle diverse zone del corpo

Secondo la recente Psicologia del Tatuaggio, a seconda della zona si riscontrano alcune sfumature psicologiche. Vediamo alcuni esempi.

  • La parte sinistra del corpo per la psicoanalisi, come per la grafologia, rappresenta a livello inconscio il passato; persone tatuate in questa metà corporea potrebbero forse esprimere significati e simboli più legati alla propria storia passata (rielaborandola o restando ancorati a vecchi problemi?).
  • Mentre coloro che prediligono la parte destra (del corpo come del foglio) potrebbero invece esprimere, mediante il segno grafico, una maggiore attenzione al futuro e, perché no, un’apertura al cambiamento e alle novità (che per alcuni può rappresentare però una pericolosa “fuga” dal presente).
  • Secondo alcuni, tatuarsi il tronco potrebbe indicare concretezza e buone capacità decisionali;
  • Tatuarsi le braccia, significherebbe che si sta attraversando una fase di maturazione.
  • Tatuarsi le zone genitali assumerebbe invece significati opposti per uomini e donne: combattive, autonome e sensuali queste ultime; più insicuri e passivi i primi.

Come si è prima accennato, il significato psicologico dei tatuaggi attinge da un’esigenza atavica, può avere significati spirituali, politici, trasgressivi, identitari o, a volte, solo decorativi… in ogni caso all’origine c’è un’esigenza psicologica ben definita.

“Ricerchiamo quelle emozioni tribali da cui ci hanno separato solo pochi secoli di alfabetizzazione. Ricerchiamo quello che Conrad chiama la nostra “Africa interiore”.”

(Marshall McLuhan)

Cristina Rubano

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Psicologa, specialista in Psicologia della Salute e Psicoterapeuta. La sua attività di psicologa si unisce all'interesse per ambiti e settori variegati tra loro. Trova che la saggezza e lo spirito delle culture orientali possano insegnare molto alla frenesia della mente occidentale, ha fatto esperienza di tecniche di meditazione e collabora con associazioni che si occupano di diffondere questa pratica. Da diversi anni conosce e pratica il Training Autogeno – il così detto “yoga occidentale” – e svolge corsi di addestramento a questo e ad altri metodi di rilassamento. Si occupa inoltre di psicologia dell'alimentazione, sia in ambito clinico che di prevenzione e promozione del benessere psicologico. Le piace pensare alla sua non solo come una professione d’aiuto, ma una competenza messa al servizio della realizzazione delle persone affinché possano ampliare le proprie capacità di scelta, raggiungere i propri obiettivi e intravederne sempre di nuovi. “La felicità è una cosa nella quale ci si deve esercitare, come col violino”. (John Lubbock) Il suo sito web è www.cristinarubano.it