Scuola e Pedagogia

La scuola steineriana e la libertà dei bambini

Di Valeria Bonora - 8 Gennaio 2014

“Il nostro obiettivo: elaborare una pedagogia che insegni ad apprendere, ad apprendere per tutta la vita dalla vita stessa” Rudolf Steiner

La scuola steineriana nasce nel 1919 quando a Stoccarda viene affidata la direzione di una scuola, destinata all’istruzione dei figli degli operai della fabbrica di sigarette di Emil Molt, al filosofo, pedagogista Rudolf Steiner.

La fabbrica si chiamava Waldorf-Astoria e da qui prende il nome di metodo Waldorf, utilizzato in più di 1.000 istituti e 1.600 scuole materne in tutto il mondo.

Ma in cosa consiste questo metodo di insegnamento?

Per prima cosa è fondamentale sapere che nella scuola steineriana il bambino deve essere libero, libero di esprimersi e libero di sperimentare. Questo non vuol dire che il bambino è libero di fare ciò che vuole ma che l’educazione è basata sul favorire lo sviluppo della personalità di ogni alunno e sul non uniformarla. Viene chiesto al bambino di essere completamente se stesso.

L’apprendimento delle materie così come lo conosciamo noi viene posto in secondo piano, ma non per questo il livello di cultura è inferiore, per esempio, a differenza della scuola montessoriana dove già dai tre anni vengono introdotti i numeri e le lettere, nella scuola steineriana la lettura e la scrittura vengono introdotte solo dopo il 7 anno di età.

I ritmi scolastici sono più lenti all’inizio del ciclo steineriano per poi crescere insieme all’età del bambino. Questo perché il bambino piccolo ha bisogno soprattutto di sviluppare l’immaginazione, fondamento base di questo metodo scolastico.

Negli asili steineriani i mobili sono a misura di bambino, in legno, spesso componibili, i giochi rudimentali e grezzi il tutto per dare spazio alla fantasia per lasciare che il bambino interpreti gli oggetti intorno a lui a suo modo, li modifichi, li assembli, li esplori.

Nella scuola steineriana sono importanti le attività motorie, le arti e i lavori manuali, spesso i bambini vengono portati fuori, anche in condizioni di mal tempo ma sempre adeguatamente vestiti, per coltivare l’orto, giocare con la neve, passeggiare al sole o sotto la pioggia, raccogliere le foglie o accudire degli animali.

La musica e la pittura sono molto importanti come anche il cucito e la cucina e ogni bambino impara a creare e a sviluppare una determinata manualità che gli tornerà molto utile durante la crescita. Le materie sono trattate sempre in maniera che sviluppino l’interesse del bambino, con un approccio artistico e sempre senza una spinta meritocratica (i voti non vengono assegnati per i primi anni del ciclo scolastico).

In questa scuola si cerca di proteggere i bambini più piccoli dalla televisione e dalla tecnologia, questo per stimolare ancora una volta la fantasia dei bambini e non canalizzarla verso qualcosa di stereotipato. In sostanza si tratta di portare il bambino a elaborare la propria idea, il proprio pensiero e dall’altra parte si cerca di aiutarlo stimolando le attività legate alla creatività, all’espressività ed alla fantasia.

bambino sull'erba

Credit foto
© Pexels

I bambini vengono orientati verso attività di gruppo, vengono aiutati a socializzare e vivere a contatto con gli altri senza giudicare e rispettando ogni individuo.

Il metodo di apprendimento vuole instaurare un concetto di pace e tolleranza, di democrazia e dei diritti umani multi etnici e religiosi.

Questo metodo scolastico nacque subito dopo la prima guerra mondiale e prese piede molto velocemente fino a quando nel 1934 un decreto del Ministero della Cultura e della Pubblica Istruzione proibì l’istituzione di nuove classi. Fu poi col decreto di Heydrich, capo dell’Ufficio Centrale di Sicurezza del Reich, che la scuola subì il colpo decisivo visto che venne affermato che: “I metodi didattici basati sulla pedagogia del fondatore Steiner ed applicati nelle scuole antroposofiche ancor oggi esistenti, perseguono un’educazione soggettivista, orientata al singolo individuo che nulla ha in comune con i principi educativi promulgati dal Nazionalsocialismo.
Questo tipo di scuola era una minaccia per il potere dispotico e totalitario, perchè si pensava che creasse individui sovversivi, ma questo solo perché questa scuola aiuta i suoi alunni ad essere individuali a pensare con la propria testa e a relazionarsi in maniera più umana, rispetto alle scuole tradizionali di quel periodo.
La scuola steineriana ha una struttura diversa da quella a cui siamo abituati, infatti sono previsti cicli di 7 anni. Nel primo periodo si punta sul gioco, sulla fiabe, sulla manualità e sull’imparare a pensare e a immaginare. Nel secondo periodo è previsto un unico insegnante affiancato da altri nel corso degli anni e le materie principali sono sempre affiancate da quelle artistiche e manuali, la giornata segue sempre lo stesso ritmo.
Nel terzo periodo, che sarebbero le scuole superiori, le materie vengono seguite da un team di insegnanti che affianca le materie primarie con quelle artistiche e manuali, nell’ultimo anno sono previsti anche degli stage lavorativi.

 

Un’altra caratteristica di questo metodo di insegnamento è che non vengono date valutazioni sul rendimento scolastico ma solo un profilo dell’alunno come individuo.
E’ una scuola privata dove lo stato non interviene, gli insegnanti adottano di base le linee guida di insegnamento di Steiner e collaborano attivamente con i genitori per lo sviluppo della scuola stessa.
Steiner fondò la sua scuola come primo passo di una riforma della società: una società dove lo Stato intervenga il meno possibile nella vita culturale ed economica dei popoli.
L’insegnamento non è solo un freddo passaggio di informazioni, ma è una relazione tra due esseri umani, in cui uno è assetato di conoscenza e l’altro è votato a trasmettere tutto il proprio sapere, umano ed intellettuale.
Rudolf Steiner




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