La separazione è un atto di coraggio e di amore. 

Coraggio perché si salta al buio. C’è l’ignoto che ci attende oltre quella decisione. Decisione che cambierà inevitabilmente la nostra vita e anche quella dei nostri figli. Non sappiamo quale direzione prenderà la nostra vita, non abbiamo certezze. Solo paure e speranze.

Amore, perché quando si arriva ad una scelta così difficile, dietro ci sono tante notti insonni, tanti pensieri, tanti tentativi. Si dimostra di amare se stessi e i propri figli compiendo una scelta che, ci auguriamo, ci porti nella direzione della serenità.

Lo facciamo per amore. Perché non si può vivere infelici.

E ancor più grave sarebbe dare l’infelicità come esempio di adattamento. O la finzione e la bugia come clima naturale tra le mura di casa. E se dopo tanto dolore si arriva a questa decisione non può essere che un atto d’amore e di coraggio a spingerci in quella direzione.

Segue in genere un periodo di forte conflitto, rabbia e rancore, sentimenti repressi che vengono a galla, facendo,a volte, grandi danni. Ma oggi non voglio soffermarmi su questo, voglio andare oltre. Abbiamo superato questo periodo e i successivi. Finalmente siamo predisposti per un nuovo amore. Abbiamo fatto pace con la situazione precedente, ci siamo riscoperti e ora vogliamo ricominciare. Bene. Peccato che non sia affatto semplice. Soprattutto per chi ha dei figli. Perché diciamoci la verità, i figli sono un dono inestimabile per chi li ha, ma un “pacchetto full optional “ per chi arriva e deve entrare nella famiglia. Le difficoltà sono da entrambe le parti. Sia per chi ha dei figli e vuole trovare un nuovo compagno di vita e sia per il compagno di vita che arriva che deve accettare la sua posizione in classifica, il suo ruolo e di prendere in carico una situazione per intero. Perché è vero che i genitori restano sempre, ma è anche vero che chi arriva deve in qualche modo trovare un suo posto all’interno del manage famigliare.

Per le donne single con figli è complesso trovare nuovamente l’amore. Questo perché, in linea generale e senza offesa per nessuno, gli uomini si spaventano di più rispetto alle donne davanti a certe situazioni. Una donna con figli è una donna con una complessità pratica ed emotiva più importante rispetto ad una donna single senza figli. Di contro c’è che ha meno pretese.

Uomini single con figli però hanno più facilità ad incontrare un’altra donna perché le donne sono più aperte rispetto all’accettazione del ruolo di “compagna di un uomo con figli” e sono anche disposte a fare la parte materna nonostante non siano la madre. A volte anche troppo. Di contro c’è che potrebbero non accettare di non essere sul podio delle attenzioni dell’uomo in questione.
Insomma, pro e contro sempre, come in tutte le situazioni. Ma se affrontiamo senza stereotipi di genere la situazione in sè, possiamo notare delle rigidità che sono comuni a tutti.

Una persona che arriva in un contesto famigliare si trova di fronte delle difficoltà oggettive:
-comprendere la giusta distanza da osservare con i bambini non propri
-accettare di essere in secondo/terzo piano (rispettivamente al numero di figli del compagno/a)
-rispettare le scelte di gestione dei figli e il rapporto con l’altro genitore
-trovare il suo posto in questo contesto e starci bene
Sono tutte difficoltà concrete e reali, alle quali si aggiungono quelle variabili, date da personalità dei soggetti coinvolti, complessità della situazione di separazione ecc

D’altro canto anche chi sta dall’altro lato non si sente come al Carnevale di Rhio perché incontra anche lui/lei delle difficoltà oggettive:
-incontrare una persona interessante (dove? Come?Perchè?)
-trovare modo e tempo per conoscerla
-comprendere se questa persona può essere adatta anche per i propri figli
-capire come, quando e soprattutto DOPO QUANTO presentarla ai bambini
-abbandonare i paragoni con il padre/madre dei bambini
-accettare che la persona entri nel manage famigliare e che occupi un suo posto
-FIDARSI

Un quadretto complesso e se una delle variabili fosse poi che entrambi hanno dei figli, la difficoltà di incontrarsi e di conoscersi aumentano esponenzialmente.
Ma cerchiamo di comprendere perché è così difficile.
Per chi ha dei figli, le domande che iniziano ad affollare la mente sono miliardi: potrò fidarmi? Sarà buono con i miei bambini? Li amerà davvero? Rispetterà i ruoli? Non si stuferà di me perché non ho abbastanza tempo? Capirà quando dovrò rinunciare ad una cena, un weekend, un viaggio perché i miei figli non stanno bene? Ecc ecc ecc

Chi sta dall’altra parte, spesso inconsapevole di tutto questo, a sua volta si domanda se sarà in grado di sostenere tutto il “pacchetto”. Perché è impegnativo.

Anche qui, come nel caso della separazione, ritengo che anche un nuovo inizio sia un atto d’amore e di coraggio. Amore verso l’altro e verso noi stessi. Coraggio perché nonostante le mille difficoltà che vediamo, ci lasciamo andare e iniziamo a camminare insieme.

Iniziamo dunque a sfatare falsi pretesti, scusanti e anche vittimismi analizzando alcune frasi tipiche.

1- Dove lo incontro?
Le occasioni per incontrare l’amore non sono così rare come pensiamo.
Sicuramente chi per lavoro frequenta più ambienti, chi si iscrive a corsi vari ha più possibilità statistiche di incontrare l’anima gemella, ma anche chi è un pantofolaio e tende ad isolarsi non è per forza destinato a stare solo. Perché pensateci un attimo… basta la vita quotidiana pura e semplice a consegnarci tutte le occasioni. La spesa al supermercato, il postino che consegna una lettera, un corriere, un medico o un infermiere che incontriamo per degli esami, la commessa del supermercato che frequentiamo assiduamente o il consulente bancario, il tecnico della caldaia, la nuova vicina di casa, il fattorino delle pizze a domicilio. Insomma! Le occasioni ci sono!

Sento spesso ripetere:”eh ma io ora sono grassa, chi mi prende più? “ oppure “sono vecchia/o” o “sono pelato e ho la pancia” ecc ecc. Ricordiamoci che l’amore arriva quando NOI CI AMIAMO. Quando abbiamo stima di noi, di come siamo dentro e fuori, l’amore ci riconoscerà. Chi si ama sorride di più e il sorriso attira sempre positività !

2- “Non ho tempo”
Se uno vuole, il tempo se lo inventa pure se non c’è. Questa è una delle scuse più usate, ma è anche quella che regge meno.
Una cena, un caffè, un aperitivo, una colazione, le commissioni insieme… se davvero si vuole passare del tempo con una persona, una quadra la si trova sempre.

3- Potrò fidarmi?
E dall’altra parte: sarò in grado?
Nella vita qualche rischio bisogna assumerselo! Certo è che il futuro non possiamo prevederlo. Quindi, con una buona dose di prudenza, si possono fare piccoli passettini per volta. Il tempo è un buon consigliere per queste domande. Va accolto e assaporato, dosato e bilanciato, al fine di osservarlo più da lontano e vedere cosa ci mostra.

4- Sono geloso/a dei bambini!
I bambini esistono. Possono essere accolti  nella nuova coppia senza problemi o possono invece essere motivo di accuse e recriminazioni. Posto che per chi non ha figli sono sentimenti assolutamente naturali, bisogna però comprendere che ci si mette in una competizione non necessaria perché la relazione è diversa. E, consiglio spassionato per chi ha figli, chi vi incontrerà e si innamorerà di voi, amerà anche i vostri figli senza se e senza ma.

Innamorati di te, della vita e dopo di chi vuoi. “ 

Frida Kahlo 

Educatrice Manuela Griso