Produzione della seta: quando la bellezza nasconde una verità terribile!

 

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Morbidezza e splendore contraddistinguono da sempre la seta; tessuto delicato e antico, ha riempito i mercati di ogni luogo, ha viaggiato da un paese all’altro, ha reso fruttuoso il commercio orientale.

È un prodotto nobile e la sua bellezza lo dimostra ma sappiamo bene che, spesso, ciò che per noi è nobile e pregiato ha alle spalle una violenta storia di sofferenza; si tratta di una bellezza indubbia e vistosa ma che riguarda l’apparenza del prodotto e nient’altro perché, se guardiamo più in profondità, scompare la bellezza per far spazio a verità e consapevolezza.

Il baco è l’elemento necessario alla produzione della seta; è un animale, di preciso una larva, futura farfalla che non completerà mai l’intero ciclo della sua vita e mai le permetteremo di mostrarci le meravigliose ali.

Le larve vivono cinque età o fasi della vita durante le quali si nutrono di foglie in quantità sempre maggiori fino ad essere pronte a quella che è possibile chiamare rinascita o trasformazione perché diventeranno farfalle e vivranno così l’ultima fase della loro vita.

All’interno degli allevamenti dei bachi vengono rispettate tutte le fasi della vita di questi animali, tranne l’ultima, la più bella, la più importante che dà un senso al loro percorso molto breve per noi uomini ma lungo e difficile per loro che sono creature piccolissime e indifese.

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Infatti al termine della quinta età le larve cercano sugli alberi, tra i rami, un posto sicuro al quale aggrapparsi per dare il via alla creazione del bozzolo di seta all’interno del quale compiranno la trasformazione prima di uscire fuori e volare.

Negli stabilimenti non sono ovviamente presenti né alberi né rami, le larve, cresciute all’interno di contenitori di alluminio, rimangono rinchiuse lì, alimentate in fretta perché crescano velocemente.

Arrivato il momento della vera crescita non hanno alternative e si attaccano alla superficie sulla quale si trovano già, dando prova di grande forza e spirito di sopravvivenza perché fin ora tutto quello che hanno toccato e assaggiato è totalmente contrario a ciò che la natura aveva inizialmente progettato per loro.

Dopo alcuni giorni il bozzolo è terminato e all’interno la larva è diventata crisalide, ma poco prima che questa abbia il tempo di distruggere il bozzolo, incontra la morte affinchè il bozzolo possa subire il processo di lavorazione per la produzione della seta.

La morte della crisalide è terribile e inaspettata, dall’interno del bozzolo è impossibile accorgersi di ciò che succede e mentre tutto è tranquillo l’animale si ritrova immerso in acqua bollente.

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Morire bolliti è una delle cose più terrificanti che potremmo mai immaginare e il fatto che questo succeda ad animali piccoli dei quali non sentiamo urla e lamenti non significa che non provochi una sofferenza indicibile.

Perché non trovare un’alternativa?

Dovremmo sostenere la vita, non distruggerla, soprattutto noi umani che ne cerchiamo il senso e la custodiamo come il dono più prezioso.

Per quale ragione allora non riusciamo a rispettare la vita degli altri anche se diversi da noi? Perché non riusciamo ad assecondare per ogni specie il corso semplice della natura?

Tailandia, Giappone e Cina sono i maggiori produttori di seta ed essendo anche i più antichi lavoratori di questo prodotto, conoscono tante tecniche, tutte però contemplano la morte dell’animale.

Considerando che per produrre grandi quantità di seta i bachi necessari sono davvero tantissimi anche le vittime di questa industria sono incalcolabili.

Parliamo con la nostra coscienza, lasciamoci guidare dal buon senso perché ci daranno una soluzione anche piuttosto semplice: indossare tanta sofferenza non è corretto, lo sappiamo bene, mentre cercare un’alternativa valida potrebbe essere interessante, tra fibre sintetiche e vegetali c’è una scelta vastissima, privilegiamo il nylon che è economico e resistente e sicuramente saremo soddisfatti della nostra scelta animalista.

Baco da seta divenuto farfalla

Baco da seta divenuto farfalla

Gaia Di Giovanni

 

 

Gaia Di Giovanni

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avatar Articolo scritto da Gaia Di Giovanni il 24/11/2014
Categoria/e: Abbigliamento ed Accessori, Anteprima, Sfruttamento.



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