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E' allarme a Statte: trovato piombo nelle analisi dei bambini

Di Valeria Bonora - 10 Aprile 2013

Si torna a parlare dell’Ilva, e a farlo sono il presidente del Fondo Antidiossina Onlus, Fabio Matacchiera e il portavoce di Peacelink, Alessandro Marescotti.
In una lettera che hanno mandato al garante dell’Ilva scrivono di voler sapere quali siano le emissioni di piombo provenienti dagli impianti, visto che dopo che per la prima volta, sono state effettuate analisi sui bambini residenti nell’area.
Le analisi sono state fatte da due pediatri a dott.ssa Anna Annamaria Moschetti e il dott. Piero Minardi, dell’Associazione Culturale Pediatri Puglia e Basilicata, sui bambini che risiedono nell’area a ridosso del quartiere industriale di Taranto, dove si trova l’Ilva, e sono state commissionate proprio dal Fondo Antidiossina Onlus di Taranto e da PeaceLink.
Su nove bambini tra i 3 e i 6 anni di età residenti a Statte, sono stati trovati dei valori che oscillano tra 22 e i 36 microgrammi/dl di piombo nel sangue.
E i pediatri spiegano che: “E’ la prima volta che viene effettuato un simile controllo sul sangue dei bambini residenti vicino all’area industriale di Taranto. Pur trattandosi di un campione non significativo della popolazione generale e di numerosità ridotta e pur non potendosi pertanto generalizzare i dati alla intera popolazione infantile stattese e tarantina, è possibile constatare che tali valori non possono che destare preoccupazione per la possibile esposizione di questi bambini a fonti di piombo presenti in ambiente che necessitano con la massima premura di essere individuate ed eliminate secondo quanto indicato dal Centers for Disease Control and Prevention nel 2012”.
E ancora: “Poiché la piombemia è un affidabile indicatore di esposizione e potrebbe indicare una esposizione recente (settimane precedenti) come affermato dalla OMS i bambini potrebbero essere esposti attualmente ad una sorgente agente nel territorio”.
Inoltre c’è da puntualizzare il fatto che qualunque livello di piombo nel sangue in bambini di età infantile è “associato a possibili esiti neuropsichici”, quindi questi valori destano sicuramente “preoccupazione tale da richiedere interventi urgenti a tutela della salute infantile ed uno screening sulla popolazione generale infantile”.
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