Psicologia

Il legame indissolubile fra fratelli: un rapporto profondo tra anime

Di Cristina Rubano - 5 Maggio 2022

Il legame indissolubile tra fratelli rappresenta una risorsa emotiva inesauribile che permane per tutta la vita. Non si può essere ex fratelli, quello con un fratello o una sorella è un legame di sangue che incide tracce profonde nella nostra psiche.

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Un laboratorio di socializzazione

Il legame indissolubile tra fratelli nasce nell’ambito del contesto familiare e ne potenzia un aspetto spesso lasciato in secondo piano. Comunemente ci si rappresenta la famiglia anzitutto come contesto di educazione e accudimento primario. Ma essa svolge anche un altro ruolo ugualmente fondamentale: quello di primo contesto di socializzazione. In senso alla nostra famiglia di origine, ancor prima di rapportarci a cugini, parenti e compagni di scuola, impariamo a socializzare. Essa rappresenta non solo l’ambiente in cui riceviamo cure e affetto, ma anche il primo entro cui iniziamo a rapportarci con altri esseri umani. Avere un fratello o una sorella, specie se ci hanno accompagnato fin dalla primissima infanzia, rappresenta una fonte di sostegno e apprendimento che potenzia enormemente le nostre future capacità di socializzazione.

Non a caso Salvador Minuchin, un pioniere della psicoterapia della famiglia, definì quello tra fratelli come una prima forma di “laboratorio sociale”. Un primissimo contesto relazionale dove i figli possono imparare a rapportarsi con i coetanei, non solo con la generazione gerarchicamente superiore dei genitori. Queste esperienze guideranno poi quelle che ogni figlio farà individualmente con altri bambini fuori dalla famiglia.

“Nessun amico come un fratello. Nessun nemico come un fratello.”

(Proverbio indiano)

Il legame indissolubile tra fratelli quasi coetanei

bambini vicini
Credit foto © Pexels

Il legame indissolubile tra fratelli crea anche un sistema sociale separato e privato tra i figli, in alternativa a quello dei genitori.

I fratelli gemelli o molto vicini per età spesso instaurano un rapporto denso sia di rivalità che di affetto e complicità profondi.

La rivalità tra fratelli è normale e in una certa misura fisiologica. Molti litigi tra fratelli sono da considerarsi assolutamente benigni. Può non essere affatto strano che si rivelino in qualche fase anche più accentuati di quello con i coetanei. La rivalità spesso nasce sia da differenze temperamentali che da differenze nel rapporto con i genitori.

Molti studi hanno evidenziato come, a dispetto delle intenzioni, i padri e le madri trattino i figli in modi diversi e costruiscano con loro relazioni differenti. Su questo aspetto possono incidere: l’ordine di nascita, il sesso, il temperamento del bambino e altri. Queste differenze sono per lo più negate dai genitori o giustificate sulla base di motivazioni “oggettive”. Ma sono acutamente avvertite dai figli (si pensi alla differenza di educazione tra maschi e femmine) e rappresentano spesso oggetto di conflitti e gelosie. In assenza di patologia familiare, queste tensioni tendono ad attenuarsi nel tempo e la rivalità diviene un semplice “gioco” affettuoso che i fratelli o sorelle non prendono più troppo su serio.

Ma quando i fratelli sono vicini per età, il rapporto tra loro può essere anche fonte di grande complicità e sostegno.  In questi casi essi possono trovarsi a trascorrere tra loro un tempo anche pari o superiore a quello trascorso con i genitori. Essere in due o più figli può proteggere anche da un’eccessiva ingerenza genitoriale, da stress e crisi familiari come il divorzio o la separazione dei genitori. Avere fratelli o sorelle coetanei, in altre parole, può fungere da “cuscinetto” di protezione verso eventi familiari potenzialmente stressogeni o traumatici.

“Ha nevicato anche l’anno scorso: ho fatto un pupazzo di neve e mio fratello l’ha buttato giù e io ho buttato giù mio fratello e poi abbiamo preso il the insieme.”

(Dylan Thomas)

Il legame indissolubile tra fratelli distanti per età

Ci sono anche casi in cui i figli sono distanti tra loro per età, distanziandosi anche di dieci o più anni. Questi fratelli o sorelle non hanno condiviso la loro infanzia. Alle volte gli anni che li separano fanno sì che siano cresciuti per lunghi anni nella famiglia di origine quasi come due figli unici. Inoltre possono non aver condiviso una vera e propria quotidianità familiare se non per pochi anni.

In alcuni casi è facile che il fratello o la sorella maggiore assuma un ruolo semi-genitoriale nei confronti del più piccolo. Se questo ruolo diventa eccessivamente rigido, magari perché incentivato dalla famiglia, può ostacolare la costruzione di un autentico legame fraterno.

Non di rado, questi fratelli così distanti per età hanno occasione di riscoprirsi da adulti, quando otto, dieci o più anni di età non impediscono più di accedere ad uno scambio su un piano più paritario e di conoscersi autenticamente.

Un fratello può essere il custode della tua identità, l’unica persona con le chiavi della tua illimitata e segreta conoscenza di te.
(Marian Sandmaier)





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