Cosa possiamo fare quando ci ritroviamo invischiati in rapporti palesemente nocivi con persone che rifiutano di prendersi le loro responsabilità; cosa possiamo fare nel caso in cui la persona che abbiamo di fronte a noi non vuole cambiare comportamento nei nostri confronti? Possiamo reagire in maniera consapevole e smettere di subire.

“Ricorda: la tua vita dipende al 10% da quello che ti succede, e al 90% da come reagisci.”
(Anonimo)

Quando la persona che abbiamo di fronte a noi non intende prendersi le sue responsabilità ammettendo di aver un atteggiamento poco consono, possiamo interrompere la dinamica nociva che si è instaurata scegliendo di non subire ulteriormente gli effetti nefasti di tale relazione prendendo le distanze, emotivamente e/o fisicamente, per tutelarci.

Non possiamo cambiare le persone ma possiamo proteggerci

Nel caso il malessere derivante da un certo tipo di relazione sia realmente imputabile al comportamento della persona che abbiamo di fronte, e quindi non sia la mera proiezione delle nostre ferite interiori su di lei, è bene sapere gestire al meglio la situazione.

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Non possiamo (ne dobbiamo) cambiare le persone, ma quando il confronto con alcune di queste ci ferisce, cosa possiamo fare per proteggerci? Purtroppo molte persone non sono consapevoli del male che possono fare agli altri e rifiutano di cambiare atteggiamento perché non ci vedono nulla di sbagliato, questo non significa che dobbiamo subire passivamente i loro comportamenti.

L’errore sarebbe di pensare che siano loro ad avere, metaforicamente parlando, “il coltello dalla parte del manico”, obbligandoci a subire le loro angherie; nel caso in cui non cambiassero loro, possiamo sempre cambiare noi, ponendo fine ad un’interazione tossica che si prolungherebbe oltre misura qualora fossimo costretti ad aspettare un segno di buona volontà e/o di consapevolezza da parte loro.

“Non puoi cambiare una persona che non vede alcun problema nei suoi comportamenti. Puoi solo cambiare il modo in cui tu reagisci a quei comportamenti.”
(Anonimo)

Cambiare il nostro modo di reagire ai comportamenti altrui non è sinonimo di debolezza ne tanto meno rappresenta una qualche ammissione di colpa, ma è bensì una presa di responsabilità nei nostri confronti che denota rispetto e maturità: rifiutiamo consapevolmente di stare male, di continuare a dare all’altro la possibilità di avere potere su di noi, prendiamo semplicemente la situazione in mano in modo tale da interrompere definitivamente una dinamica disfunzionale se non addirittura tossica.

Prendere le distanze emotivamente: l’indifferenza consapevole come scudo

Alcune persone si comportano in maniera provocatoria per suscitare negli altri delle reazioni emotive, lo fanno spesso in maniera inconsapevole, provando tuttavia un certo piacere nell’osservare gli altri rispondere d’istinto ai loro impulsi. Il pericolo che si può correre in questo tipo di relazione è quello di essere trascinato in un circolo vizioso dove le nostre reazioni emotive nutrono il nostro “persecutore”.

Reagiamo d’istinto a ciò che ci ferisce: lottando o scappando; ma c’è una terza via praticabile anche se si tratta della più difficile: l’indifferenza consapevole. Non si tratta dell’indifferenza che volta lo sguardo dall’altra parte ignorando ciò che sta succedendo, ma bensì di quella lucida capacità di prendere le distanze emotivamente, evitando che le provocazioni ci feriscano.

Approcciarsi alle provocazioni e vessazioni con distacco emotivo richiede di essere centrato in se stesso, presente e sicuro di sé, perché è proprio quando siamo consapevoli di chi siamo, del nostro valore e del fatto che ciò che pensiamo di noi, assieme a ciò che sono le nostre capacità e le nostre esperienze, valgono più delle chiacchiere e dei giudizi altrui, che raggiungiamo quel livello di indifferenza che ci protegge dal dolore che gli altri potrebbero provare ad infliggerci.

In questo modo, non asseconderemo più il giochino perverso di chi si nutriva letteralmente delle nostre reazioni emotive: non potendo avere da noi le reazioni che cercava per rispondere ai suoi propri problemi interiori e rimanendo a bocca asciutta, alzerà probabilmente i tacchi e toglierà il disturbo.

“Il modo in cui gli altri ti trattano fa parte del loro cammino, il modo in cui tu reagisci fa parte del tuo.”
(Mantra Yoga)

Prendere le distanze da chi ci fa soffrire: l’allontanamento come protezione

allontanarsi

Cosa succede invece se ci troviamo di fronte ad una persona che si comporta in malo modo di fronte a noi e resiste all’indifferenza, mostrandosi, anzi, sempre più ostinata? In questo caso, è probabile che il suo intento sia davvero quello di metterci i bastoni tra le ruote, non tanto come lo faceva “il provocatore di turno” che costruiva delle dinamiche relazionali nocive per rispondere ad un suo malessere e che quindi avrebbe potuto agire in questo modo con chiunque; una persona che si mostra ancora più agguerrita svela in questo modo la sua volontà di colpirci personalmente. In questo caso, è bene evitare di continuare a fare da bersaglio a questo tipo di persone e prendere le dovute distanze per proteggersi.

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Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline Bio-Naturali
www.risorsedellanima.it