Quando si parla di famiglia si pensa subito a figli, genitori e nonni e spesso non si parla degli zii che all’interno di una famiglia hanno un ruolo fondamentale, quello di affiancarsi ai genitori nel crescere i figli ma in una maniera differente sia dal ruolo dei genitori che da quello dei nonni.

L’importanza degli zii nella famiglia equivale all’importanza che c’è tra fratelli, è un legame speciale al punto di essere in grado di arricchire gli altri rapporti famigliari. Considerando che il genitore deve essere l’unico in famiglia ad avere l’autorità di educare i figli, e che nessun altro componente della famiglia deve mettere in discussione questo ruolo per non creare conflitti e confusioni nella mente dei bambini, gli zii hanno il compito di seguirli, accompagnarli e aiutarli nella crescita senza avere l’onere dei impartire lezioni o rimproverare, questo fa si che zii e nipoti possano sentirsi allo stesso livello, anche se a volte l’età è differente; in questo modo si crea un legame solido e allo stesso tempo divertente e reattivo, che a volte con i nonni non si riesce a creare per via dell’età.

Solo una zia può abbracciare come una mamma,
consigliare come un’amica,
coccolare come una nonna e mantenere i segreti come una sorella.
Solo uno zio può regalare abbracci come un padre,
mantenere segreti come un fratello,
parlare d’amore come un amico.

Inoltre è anche dimostrato che essendoci un legame così forte, paragonabile a quello di “migliore amico”, senza il timore dell’essere giudicati o criticati, gli zii spesso vengono usati dai nipoti come confidenti, come valvola di sfogo per quelle cose magari più intime, di cui non si può parlare con i genitori ma neppure con gli amici occasionali.

“Agli occhi di un bambino, lo zio è un bell’ibrido. È un surrogato della figura paterna ma le punizioni non passano attraverso di lui, dunque è un adulto che comprende, che consiglia, con cui confidarsi. Anche perché non essendo anziano come i nonni, col nipote può condividere l’esperienza di fratello”
Manuela Cantoia

Uno studio condotto presso l’Università del Maine, negli Stati Uniti, dal professor Robert Milardo stabilisce quanto siano importanti nella famiglia gli zii per la crescita dei nipoti; il professor Milardo ha poi pubblicato su diverse riviste i suoi studi nel campo della famiglia ed è l’autore di  The Forgotten Kin: Aunts and Uncles, un libro incentrato proprio sull’importanza degli zii nell’ambito famigliare.

Di seguito un estratto dell’intervista del professore con  OpenEducation.net  nel quale parla proprio della sua ultima opera letteraria riguardo agli zii.

Cosa vi ha spinto ad esaminare la famiglia allargata e, in particolare, il ruolo di zie e zii?

Nella mia vita essere zio è stato molto importante per me; mi è piaciuto molto stare con i miei nipoti sia quando erano bambini sia ora che sono adulti.

E nella mia infanzia gli zii erano importanti per me ed era divertente averli intorno. D’altra parte, il campo di studi della famiglia non tiene molto in considerazione gli zii (e zie) per cui un progetto di ricerca sembrava potesse essere interessante e forse importante.

Come ha analizzato le persone che hanno costituito la base della ricerca e come ha ricercato i candidati per esaminare i ruoli familiari associati a zie e zii?

Non è stato un compito così facile. Ho iniziato lo studio a Wellington, Nuova Zelanda presso la Victoria University e ho trascorso gran parte del mio tempo chiamando conoscenti e ad organizzare interviste.

Fortunatamente, l’idea dello studio era interessante per diversi giornalisti e apparvero diversi articoli sui giornali locali in Nuova Zelanda e poi nel Maine, dove ho continuato il lavoro. Alla fine ho completato 104 interviste personali con zii, zie, nipoti e accumulato oltre 80 ore di conversazioni registrate.

La mia intenzione era quella di avere una grande varietà di partecipanti – alcuni con rapporti molto stretti ed alcuni con le relazioni modeste o distanti. Questo è importante perché ci aiuta a capire come i rapporti con zie, zii, nipoti variano in base alla vicinanza e nel corso del tempo.

Come zie e zii contribuiscono alla vita quotidiana dei genitori?

Questa è stata una delle prime domande di quando ho iniziato il progetto. Sono le zie e  gli zii importanti per i genitori? Bene la semplice risposta è sì, naturalmente.

Spesso gli zii erano già genitori loro stessi e quindi potevano aiutare con la loro esperienza i propri fratelli, altre volte fornivano semplicemente un orecchio per ascoltare come fanno i buoni amici, e altre volte venivano interpellati proprio per interagire con i nipoti visto che gli stessi erano più propensi ad ascoltare il consiglio di una zia o uno zio che di un genitore.

Naturalmente non tutti gli zii sono vicini ai loro fratelli, ma quando lo sono, le loro relazioni possono fondere elementi come obblighi familiari e tradizioni con i forti legami che sono caratteristici delle buone amicizie, e spesso possono essere alcune delle relazioni più lunghe che si hanno. Fratelli e sorelle, quando sono vicini, condividono le loro intere biografie.

Zie e zii diventano quasi dei mentori per i bambini fornendo consulenza scolastica, per il lavoro e la carriera, per dare consigli riguardanti i rapporti con gli altri membri della famiglia e non ma soprattutto con i fratelli e i genitori. […]

Nel condurre lo studio, ci sono state alcune sorprese, cose che non si aspettava di trovare?

Un risultato inatteso è stata l’importanza degli zii nella mediazione durante i divorzi; spesso gli zii aiutano i nipoti ad affrontare il divorzio dei genitori. Questa è una fonte di supporto che non è stata realmente riconosciuta, ma si è rivelata importante.

In molte società antiche, nell’ambito famigliare, gli zii condividevano la responsabilità di crescere i bambini e si occupavano dell’economia familiare, questo aspetto è fondamentale nella crescita di un bambino perché valorizza il sostegno tra fratelli, dimostrandolo come un esempio di armonia, affetto e rispetto.

“Cinquanta anni fa esisteva ‘a bella cosa. C’era sempre una zia che, se eravamo buoni, ci diceva: “mo a zia ti dà a bella cosa” e ci dava una caramella o un biscotto.”
Luciano De Crescenzo, I pensieri di Bellavista, 2005

La prima volta che si prende un nipote tra le braccia, si scatena tutta la forza e l’affetto della famiglia, tutto miracolosamente dentro quel piccolo esserino che non potrebbe sembrare più perfetto, inoltre essere zii è trovarsi in una situazione comoda dal punto di vista sociale, perché si può godere di tutti i vantaggi di un bambino, senza avere la responsabilità principale della sua educazione, consapevoli del fatto che si debbano seguire delle norme educative, ma avendo molto più tempo per giocare ed “esplorare nuovi mondi”.

Valeria Bonora
Guarda il mondo attraverso i miei occhi