Viviamo in una società che vieta in modo più o meno implicito al bambino di arrampicarsi sugli alberi ignorando l’immensa utilità psicofisica di quest’attività divertente, antica e naturale.

Provate a portare un bambino anche piccolo, di 2-3 anni, dinnanzi ad un albero con i rami bassi, alla sua portata. Egli inizierà a suo modo ad arrampicarsi. E ciò avviene d’istinto, senza aver visto nessuno farlo, non è una questione di imitazione ma proprio di una spinta interna alla scalata. Il bambino ha bisogno di arrampicarsi!

Eppure pochi bambini oggi lo fanno ancora quotidianamente.

Perché il bambino sente l’esigenza di arrampicarsi sugli alberi?

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E’ una vera e propria attrazione quella del bambino con l’albero. I suoi rami lo chiamano, la sua altezza lo sprona alla salita. Per ogni bambino è un vero e proprio gioco. Spesso sfruttano l’albero per costruire casette, per far finta di essere a cavallo, per giocare a scalare montagne, gli parlano, lo accarezzano, lo annusano, entra a far parte della loro infanzia.

Arrampicarsi è come iniziare a camminare, è un richiamo della vita che giunge dall’istinto, dall’inizio dei tempi, dall’attrazione verso gli elementi della natura.

Crescere insieme agli alberi è avere dei maestri sempre a disposizione!

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Tra i rami dei grandi alberi mi sono arrampicato per guardare il cielo… con la loro frutta mi sono sfamato, con il loro legno mi sono riscaldato: a loro devo la mia
vita…
(Mario Rigoni Stern)

I benefici dell’arrampicarsi sugli alberi

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I benefici dell’arrampicata sono innumerevoli: viene naturalmente allenata la concentrazione, il coraggio si fortifica, viene messa in moto la volontà, idee, pensieri e riflessioni si attivano, la curiosità prende il volo, il corpo si fortifica, si allena, sperimenta, l’entusiasmo si accende, la fantasia e la creatività si attivano, l’esperienza insegna, la prospettiva cambia, si entra in contatto con l’albero e i suoi rami, con la natura nella sua più autentica espressione, si respira aria nuova. E’ un modo originario di approcciarsi al mondo!

Gli alberi diventano così non più solo elementi immobili ma compagni dinamici di giochi e avventure che rendono giorno dopo giorno corpo e mente del bambino più elastici, più flessibili, più dinamici.

Spesso impieghiamo tanto tempo per programmare attività sportive o gite fuori casa per visitare quel parco di divertimenti quando i bambini hanno in realtà bisogno di attività più semplici e libere, come la possibilità di arrampicarsi sugli alberi.

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Gli esseri umani sono le sole creature sulla terra che tagliano degli alberi per fare della carta su cui scrivere “salvate gli alberi”.
(Anonimo)

Arrampicarsi sugli alberi rende il bambino forte. Di spirito e di fisico.

La preoccupazione dell’adulto nel veder salire un bambino su di un albero lo porta a eliminare la possibilità di arrampicata: nelle scuole e nei parchi i bambini non sperimentano più questa importante attività ludica ma anche auto-educativa.

L’atteggiamento di fiducia dell’adulto nei confronti delle abilità del bambino rende quest’ultimo più forte, più sereno e più vivo. Se andiamo nei parchi giochi e non ci sono alberi adatti per far arrampicare i bambini, permettiamo loro almeno di salire fino in cima alle strutture di legno per l’arrampicata, se se la sentono e manifestano questo loro desiderio: non blocchiamoli con i nostri no dettati dalla paura!

Accompagniamo invece con attenzione, cura amorevole e fiducia il bambino che vuole arrampicarsi sugli alberi. Aiutiamolo, infondiamogli coraggio, entusiasmo, permettiamogli l’esplorazione guidata dall’adulto del mondo naturale. Divertiamoci insieme a lui!

Il bambino mentre si arrampica sfida se stesso, impara a conoscere l’equilibrio, sperimenta l’importanza dell’errore e di come sia proprio esso a permettergli di salire sempre più su. Diviene un tutt’uno con l’albero, conosce ogni suo ramo, ne respira il profumo, entra in sintonia con questo grande maestro naturale.

E l’albero, con i suoi rami aperti, sembra sia lì per accogliere chi ha il coraggio, la voglia e la volontà di entrare a far parte della sua chioma, di provare a toccare il cielo, di scoprire tutte le ricchezze nascoste lassù in cima.

Tra le fronde degli alberi stormisce il mondo, le loro radici affondano nell’infinito; tuttavia non si perdono in esso, ma perseguono con tutta la loro forza vitale un unico scopo: realizzare la legge che è insita in loro, portare alla perfezione la propria forma, rappresentare se stessi. Niente è più sacro e più esemplare di un albero bello e forte.
Gli alberi sono santuari. Chi sa parlare con loro, chi li sa ascoltare, conosce la verità. Essi non predicano dottrine e precetti, predicano, incuranti del singolo, la legge primigenia della vita.
(Hermann Hesse)

Cerchiamo allora di ritornare alla natura seguendo la via più semplice, quella più immediata che spesso è sotto ai nostri occhi e non riusciamo però a vedere: ritorniamo bambini insieme ai nostri bambini, arrampichiamoci con loro sugli alberi, sperimentiamo questo modo di vivere originario!

Elena Bernabè Scrittrice