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La Festa di Sant'Antonio Abate, Protettore degli Animali d'Allevamento e Domestici

Di Redazione - 17 Gennaio 2016

Il 17 Gennaio si festeggia Sant’Antonio Abate.

Credit foto ©Pixabay

Egli nacque in Egitto intorno al 251. Lasciò tutti i suoi beni e scelse una vita di preghiera e solitaria.

Mentre San Francesco d’Assisi è considerato il protettore di tutti gli animali, Sant’Antonio Abate viene ricordato il protettore degli animali domestici e del bestiame. Proprio per questo motivo viene raffigurato vicino ad un maialino che porta al collo una campanella (segno di legame con l’uomo).

Vicino al Santo è spesso raffigurato anche un fuoco, collegato al famoso “fuoco di Sant’Antonio”, un’infiammazione virale, l’herpes zoster. Da sempre per guarire da questa dolorosa e fastidiosa infiammazione si invoca Sant’Antonio Abate poiché egli in vita aveva supportato piaghe dolorose sul suo corpo generate da Satana e che appunto bruciavano come un fuoco.

La festa del Santo è anche un momento per scandire i ritmi dell’agricoltura. Vengono accesi falò in suo onore e animali domestici, di allevamento e di fattoria vengono portati nelle piazze per ricevere la benedizione del santo.

Questa la preghiera di benedizione che recita il sacerdote:

O Dio creatore fonte di ogni bene,

che negli animali

ci hai dato un segno della tua provvidenza

e una compagnia nella fatica quotidiana,

per intercessione di S. Antonio Abate

fa’ che in un armonioso rapporto con la creazione,

impariamo a servire e amare te sopra ogni cosa.

Quando si parla soprattutto di bestiame e di allevamenti abbiamo perso il rapporto armonioso con l’animale, celebrare questo santo ci potrebbe aiutare a ricordarci che il nostro compito è creare un’armonia con il cosmo e non una supremazia.

Secondo una leggenda legata a questo santo, la notte del 17 gennaio gli animali possono parlare e proprio per questo motivo i contadini del passato durante questa notte un po’ magica si tenevano alla larga dalle stalle perché udire gli animali parlare è segno di cattiva sorte.

Chissà che durante questa notte gli animali abbiano davvero la facoltà di parola e allora, se così fosse, cosa ci direbbero?





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