Forse ancora non tutti sono a conoscenza di come vengono prodotte le imbottiture dei piumini che indossiamo ma è giusto capire il perchè di una scelta alternativa; le piume usate per imbottire le giacche tanto amate, calde e morbidissime, vengono letteralmente strappate dal petto delle oche, quelle sul petto sono più piccole e morbide, perette per rendere i capi più pregiati, ma allo stesso tempo per ottenerle si sottopongono le oche a torture inimmaginabili… o forse potete immaginarlo… provate a prendere un paio di pinzette e strapparvi i peli del naso… non tutti solo un paio… ecco moltiplicate quel dolore per un’infinità di volte e potrete forse immaginare cosa prova un’oca.

le oche

Vengono spennate vive, tra sofferenze talmente atroci che alcune di loro muoiono di crepacuore durante l’operazione; hanno solo due mesi la prima volta che vengono spennate, vengono prese per il collo, e violentate dalle mani delle operaie pagate a cottimo (ciascuna operaia spiuma fino a 100 oche al giorno: una ogni 3-4 minuti).

Spogliate le oche vengono ributtate nei recinti, rimangono traumatizzate, ferite e dopo altri due mesi vengono spiumate nuovamente.. e poi ancora una volta fino all’età di 8 mesi quando qualcuna viene uccisa per decapitazione e la carne venduta, mentre altre sono solo all’inizio del loro calvario, verranno usate per produrre il foie gras, ingozzate con lunghi tubi infilati a forza nei loro colli per alcune settimane… poi quando il loro fegato è diventato 10 volte più grande del normale allora potranno finalmente anche loro riposare in pace.

Questo c’è dentro le giacche di piumino, tanta sofferenza, tanto sangue. Ora che ne siete a conoscenza potrete leggere il resto dell’articolo con molto più interesse, infatti in Canada e precisamente in Quebec, si sta producendo un piumino vegetale che oltre ad essere cruelty-free aiuta le farfalle.

Monarca su Asclepias

Il rivoluzionario prodotto non è nient’altro che il seme dell’Asclepias, una pianta da sempre ritenuta infestante, ma che potrà nei prossimi anni diventare una fonte di calore per le giacche invernali, andando a sostituire le piume.

Questa pianta viene anche chiamata “pianta dei pappagalli” perchè i suoi frutti, contenenti i semi, hanno una forma allungata e assomigliano a pappagallini.

Pianta dei pappagalli - Frutti

Questi semi vengono chiamati “la Seta d’America” per le loro qualità di morbidezza e luminosità, e a Saint-Tite, i campi sono da due anni coltivati con questa pianta che d’estate regala fioriture meravigliose di un bel rosa antico che attira le farfalle che sono di fondamentale importanza per l’impollinazione, l’agricoltura e gli ecosistemi, e favorisce la biodiversità; una farfalla molto attratta da questa pianta è la “Monarca“, che è in grado di percorrere migliaia di chilometri durante la migrazione per raggiungere la “pianta-nutrice” dove depositare le uova affinché i suoi bruchi possano alimentarsi e crescere mangiandone le foglie.

L’attività della farfalla non ostacola la produzione anzi, visto che di questa pianta serve solo il seme, i campi così coltivati creano una strada preferenziale per le farfalle che migrano dal Canada verso il Messico senza intaccare i campi di altre colture.

Asclepias

Ma i semi della Asclepias sono davvero così caldi? In realtà si, i pappi cioè l’appendice piumosa e leggera dei semi, che hanno la funzione di favorire la dispersione per l’azione del vento (disseminazione anemocora), creano una morbidissima bambagia, resistente, leggera e idrofobica, e la fibra ottenuta ha superato i test di alpinisti professionisti che l’hanno indossata per verificarne le performance contro il freddo.

Asclepias

Basti pensare che la produzione di quest’anno delle aziende che si sono dedicate a questo prodotto è già stata completamente venduta per capire quanto sia importante e quanto piaccia alla gente questo nuovo materiale interamente vegetale che oltre a salvare le oche dalla tortura, aiuta anche le farfalle e i coltivatori.

Valeria Bonora